Metropolis/239 Live - "Sull'orlo del cenone". Manovra, verso la fiducia: tutti i dubbi. Ospiti: Benifei, De Masi, Di Paolo, Pregliasco e Ruggieri. Con Di Feo, Foschini e Schianchi

Video Prima la fiducia, con le dichiarazioni di voto, poi la seduta notturna fiume per l'approvazione della manovra alla Camera (prevista intorno alle 6 del mattino). L'obiettivo è far passare la legge Finanziaria al Senato entro il 31 dicembre per non finire in esercizio provvisorio. Analisi di una manovra last minute che non risponde alle promesse della maggioranza ed è contestatissima dalle opposizioni. Pd, si candida anche Gianni Cuperlo, mentre i sondaggi per i dem sono sempre più neri. Anche per colpa del Qatargate.   Oggi con noi ci sono Brando Benifei, capodelegazione del Pd a Strasburgo, Domenico De Masi, sociologo e ideologo dei 5 stelle, Andrea Ruggieri, ex parlamentare di Forza Italia e lo scrittore Paolo di Paolo. In chiusura, il consueto appuntamento con Robinson, Dario Olivero e Saverio Raimondo. Con i sentieri di guerra in video di Gianluca Di Feo. In studio: Gerardo Greco e Francesca Schianchi. In collegamento: Giuliano Foschini.   Metropolis è in streaming alle 18 dal lunedì al venerdì sulle piattaforme Gedi e on demand in video e in podcast sul sito di Repubblica    

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il casoRoma«Qatargate? Qui oggi non ne parla nessuno, ma nei circoli se ne parla eccome», racconta Matteo Orfini a piazza Santi Apostoli, dove, di fronte ai pochi convenuti per protestare contro la manovra di Meloni, sarà Enrico Letta ad alzare l'argine contro «la sporcizia inaccettabile che ci sta

La data "mobile" del nuovo inizio

Nemmeno la data delle primarie è certa. E mai si era visto il momento del "nuovo inizio" - insomma, un po' di solennità: tale dovrebbe essere in questa temperie l'elezione del nuovo leader della sinistra - sub iudice del Viminale. Già, perché è anche possibile che il 19 febbraio, il giorno scelto, s

Moratti spacca il Pd

Donna Letizia sgradita al segretario Letta: «Non sosterremo un’ex ministra di Berlusconi». Franceschini e Guerini sono per coinvolgerla con le primarie, anche Sala e Gori possibilisti

Carlo Bertini

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Roma «Basta mandare armi!», gridava un contestatore a Enrico Letta in mezzo al corteo pacifista diretto a piazza San Giovanni. È questo il nervo scoperto, il solco che ha separato la manifestazione di Roma da quella del Terzo polo a Milano, ma anche il Partito democratico da un pezzo del suo elettor

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Carlo Bertini /Roma«Mai visto un autogol così clamoroso come quello di Debora Serracchiani che accusa Meloni di volere le donne un passo indietro agli uomini». Non è un membro del governo a commentare così un botta e risposta che ha portato la premier a rispondere caustica, «mi guardi onorevole Serr

In Senato eletto La Russa, quasi tutta FI non lo vota. Salvini candida Fontana alla Camera. Berlusconi valuta di andare da solo alle consultazioni al Colle

Segre: «Anniversario della marcia su Roma è per me una vertigine». Sul risultato del voto Renzi allontana i sospetti: «Se fossimo stati noi lo rivendicherei». Il debutto di Conte da deputato. Berlusconi: «Trattativa finita, nessun ministero a Ronzulli»

a cura della redazione, aggiornamenti di Carlo Bertini, Federico Capurso, Niccolò Carratelli, Ilario Lombardo, Francesco Moscatelli e Francesco Olivo

Guerra Russia-Ucraina, Mosca: “Pronti a uscire da accordo sul grano”. Putin a Erdogan: “Creare un hub di smistamento energetico in Turchia”. Peskov: “Aperti a negoziati per raggiungere gli obiettivi dell’operazione speciale”

Kiev: i soldati russi disertano, stop di Mosca all’offensiva nel Donetsk. Nel vertice di Astana Putin ed Erdogan non hanno discusso di soluzione del conflitto. Borrell: «Subito missione addestramento Ue per l’esercito di Kiev»

DIRETTA A CURA DELLA REDAZIONE

Pd, il processo

il casoCarlo Bertini Roma«Ringrazio chi mi chiede di restare oltre il congresso, ma sarebbe un errore, ho cominciato a fare il ministro nel 1998 ed è giusto mettere in campo una classe più giovane che sfidi il governo Meloni». Così Enrico Letta, punto e a capo. Dopo Walter Veltroni nel 2009 e a segu

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il retroscenaCarlo Bertini / RomaLa «notte dei lunghi coltelli». Così è sempre stata chiamata dai tempi dell'Ulivo e, malgrado Enrico Letta abbia provato a evitarlo anche stavolta nel «suo» Pd non è andata diversamente. Al punto che Dario Stefàno, presidente della commissione Ue del Senato, esce dal