di Maria Berlinguer wROMA Sergio Cofferati esce dal Pd. E dopo aver di nuovo denunciato brogli e infiltrazioni nel voto delle primarie in Liguria avverte: «Quando saranno pronti i documenti della commissione di garanzia con tutte le carte sarà mia cura portarle in procura perché se ci sono
di Gabriele Rizzardi wROMA «Se vogliamo continuare a farci del male per altri dieci giorni sulla delega fiscale parlando della “manina”, si sappia che la manina è la mia». Alle cinque della sera, parlando all’assemblea del Pd riunita a Montecitorio, Matteo Renzi prova a far calare il sipar
di Gabriele Rizzardi wROMA «Se vogliamo continuare a farci del male per altri dieci giorni sulla delega fiscale parlando della “manina”, si sappia che la manina è la mia». Alle cinque della sera, parlando all’assemblea del Pd riunita a Montecitorio, Matteo Renzi prova a far calare il sipar
di Gabriele Rizzardi wROMA «Se vogliamo continuare a farci del male per altri dieci giorni sulla delega fiscale parlando della “manina”, si sappia che la manina è la mia». Alle cinque della sera, parlando all’assemblea del Pd riunita a Montecitorio, Matteo Renzi prova a far calare il sipar
di Gabriella Cerami wROMA Approvata nella tarda serata la legge di stabilità. Dopo una maratona iniziata ieri mattina alla Camera, la manovra è legge. 307 voti favorevoli e 116 i contrari. La giornata è stata concitata e non priva di colpi di scena: i grillini sono stati i veri protagonist
di Gabriella Cerami wROMA Approvata nella tarda serata la legge di stabilità. Dopo una maratona iniziata ieri mattina alla Camera, la manovra è legge. 307 voti favorevoli e 116 i contrari. La giornata è stata concitata e non priva di colpi di scena: i grillini sono stati i veri protagonist
di Gabriella Cerami wROMA Approvata nella tarda serata la legge di stabilità. Dopo una maratona iniziata ieri mattina alla Camera, la manovra è legge. 307 voti favorevoli e 116 i contrari. La giornata è stata concitata e non priva di colpi di scena: i grillini sono stati i veri protagonist
(segue dalla prima pagina) Quello che appare certo, a giudicare dall’incessante innalzarsi dei toni barricadieri, è che la convivenza all’interno della stessa formazione politica tra le “anime” e le aree in contrasto si rivela ogni giorno che passa sempre più problematica, in primis perché
(segue dalla prima pagina) Quello che appare certo, a giudicare dall’incessante innalzarsi dei toni barricadieri, è che la convivenza all’interno della stessa formazione politica tra le “anime” e le aree in contrasto si rivela ogni giorno che passa sempre più problematica, in primis perché
(segue dalla prima pagina) Quello che appare certo, a giudicare dall’incessante innalzarsi dei toni barricadieri, è che la convivenza all’interno della stessa formazione politica tra le “anime” e le aree in contrasto si rivela ogni giorno che passa sempre più problematica, in primis perché
ROMA C’è Renzi. Cioè la stragrande maggioranza del partito, con una cifra intorno al 70%. E poi ci sono gli altri: sei-sette correnti (dipende da come si considerano le sub-componenti). Alcune più grandi, come quella bersaniana, alcune piccole o piccolissime. Questa la galassia variegata d
di Gabriella Cerami wROMA I toni, anzi i decibel - come li chiama Matteo Renzi - sono stati alti. E anche se l’Assemblea del Pd non ha registrato lo strappo tra il segretario e i dissidenti, scintille ce ne sono state parecchie. «Non staremo fermi per i diktat della minoranza», esordisce i
ROMA La sfida della piazza è stata vinta e Cgil e Uil affermano che la sfida col governo Renzi è appena agli inizi. Oltre un milione e mezzo di persone tra lavoratori, pensionati, studenti e precari è sceso in 54 piazze per lo sciopero generale di Cgil e Uil. I sindacati fanno i conti dell
ROMA La sfida della piazza è stata vinta e Cgil e Uil affermano che la sfida col governo Renzi è appena agli inizi. Oltre un milione e mezzo di persone tra lavoratori, pensionati, studenti e precari è sceso in 54 piazze per lo sciopero generale di Cgil e Uil. I sindacati fanno i conti dell
ROMA La sfida della piazza è stata vinta e Cgil e Uil affermano che la sfida col governo Renzi è appena agli inizi. Oltre un milione e mezzo di persone tra lavoratori, pensionati, studenti e precari è sceso in 54 piazze per lo sciopero generale di Cgil e Uil. I sindacati fanno i conti dell
di Maria Berlinguer wROMA Per ora l’unica a evocare lo spettro delle scissione è Rosy Bindi ma l’approvazione del jobs act semina veleni nel Pd. E rischia di proiettarsi anche sulla futura battaglia per il Quirinale. Ma Matteo Renzi tira dritto e non sembra preoccupato. L’astensionismo all
di Maria Berlinguer wROMA Per ora l’unica a evocare lo spettro delle scissione è Rosy Bindi ma l’approvazione del jobs act semina veleni nel Pd. E rischia di proiettarsi anche sulla futura battaglia per il Quirinale. Ma Matteo Renzi tira dritto e non sembra preoccupato. L’astensionismo all
di Maria Berlinguer wROMA Per ora l’unica a evocare lo spettro delle scissione è Rosy Bindi ma l’approvazione del jobs act semina veleni nel Pd. E rischia di proiettarsi anche sulla futura battaglia per il Quirinale. Ma Matteo Renzi tira dritto e non sembra preoccupato. L’astensionismo all
PAVIA Lunedì la deputata pavese Chiara Scuvera si è schierata con la minoranza del Pd ed ha votato insieme a Sel un emendamento al Jobs Act di Renzi insieme a Sel pur di garantire l’articolo 18 fin dal primo anno del contratto a tutele crescenti, ma ieri alla fine è rientrata nei ranghi de
di Nicola Corda wROMA «Senza il voto di fiducia, più tutele, lavoro e diritti: grazie ai deputati della maggioranza». A caldo, Matteo Renzi preferisce ignorare la defezione della minoranza del Pd al voto sul jobs act che arriva addirittura con un giorno di anticipo rispetto alla tabella di