Nasce il governo Meloni, da Giorgetti a Nordio: i ministri del nuovo esecutivo
Confermati Salvini e Tajani vicepremier, Crosetto alla Difesa e Giorgetti titolare dell’Economia
CATERINA STAMIN E NICOLò GUELFIConfermati Salvini e Tajani vicepremier, Crosetto alla Difesa e Giorgetti titolare dell’Economia
CATERINA STAMIN E NICOLò GUELFIil retroscenaIlario Lombardo / Roma Tutto è saltato in aria di nuovo, tutto potrebbe tornare in gioco, nomi, ministeri, quote tra partiti. Lo si intuisce dallo sguardo di Antonio Tajani, mentre attraversa lento e preoccupato il Transatlantico semideserto. Il coordinatore di Forza Italia sa che ora,
Francesco Olivo / RomaPer non rendere troppo umiliante questo viaggio, per non farlo sembrare una resa, pure col capo ricoperto di cenere, Silvio Berlusconi doveva ottenere qualcosa. Forza Italia avrà cinque ministeri nel governo Meloni, non quelli che speravano ad Arcore, ma «insomma, un po' meglio
Il patriarca del centrodestra si giustifica con l’alleata: «Il foglio? Non c’era il mio pensiero». Ma esce sconfitto dal faccia a faccia: Forza Italia avrà cinque ministeri, non quelli sperati
FRANCESCO OLIVOIl neopresidente del Senato: «Mi ha chiamato Violante per ringraziarmi È stata una vittoria politica, ma anche sul piano delle relazioni umane»
ilario lombardoMa pochi come lui hanno saputo adattarsi al successivo disgelo. Eletto deputato per la prima volta nel 1992, agli estensori delle biografie parlamentari, La Russa ci tiene a comunicare anche il suo secondo nome: oltre ad Ignazio, anche Benito
Fabio MartiniBotta e risposta sul web dopo che il presidente del Consiglio comunale ha postato una foto con l’opera del pittore Matteo Domenico Borioli
s. ro.Gianfranco Fini, ex leader di Alleanza nazionale, ha votato per Fratelli d'Italia e si è complimentato con me e con Meloni. È stato un bel gesto». A dirlo, ai microfoni de La7, è il senatore di Fratelli d'Italia, Ignazio La Russa.
il casoFlavia Amabile / romaVa avanti per la sua strada Giorgia Meloni. Non ha ascoltato la senatrice a vita Liliana Segre né le altre richieste giunte da diversi esponenti del Pd dopo la sua condanna del fascismo e delle leggi razziali a fare qualcosa di più concreto e di cancellare la fiamma trico
ROMAÈ morto ieri sera nella sua casa di Latina, all'età di 71 anni, lo scrittore Antonio Pennacchi, vincitore del premio Strega 2010 con "Canale Mussolini". Lo scrittore si è sentito male mentre era al telefono ed ha smesso di parlare. La moglie ha chiamato subito i soccorsi, ma è stato inutile.Nato
il casoIlario Lombardo / RomaE siccome le prime volte non mancano mai, ecco il grande stupore di oggi: i deputati riuniti in massa alla Camera in una tropicale domenica d'agosto. Miracoli di Mario Draghi si dirà, a cui ormai, per riflesso collettivo, si associa il ruolo di mago taumaturgo qualunque
«Che fai, mi cacci?». Ve lo ricordate Gianfranco Fini, reduce dallo scandalo della casa a Montecarlo, volto teso e cravatta rosa, in piedi in mezzo alla sala puntare il dito contro Berlusconi che arringava le truppe del Popolo della libertà? Non era d'accordo su niente, rivendicava il diritto al dis
Chi si ricorda più di Gianfranco Fini? È sparito dalla scena politica dopo essere stato un protagonista, nel 2013, quando aveva di poco superato i 60 anni ed era stato presidente della Camera e ministro degli Esteri. Eppure a Fiuggi in un difficile congresso di Alleanza Nazionale, l'ex Msi in sostan
di Maria Berlinguer wROMA Raffaele Fitto ha quindici giorni per decidere se restare o no in Forza Italia, parola di Berlusconi. «Che fai ci cacci perché abbiamo avuto ragione?», replica Fitto. Davanti alla platea dei parlamentari azzurri riuniti per la prima volta dopo la rottura del patto
di Maria Berlinguer wROMA Raffaele Fitto ha quindici giorni per decidere se restare o no in Forza Italia, parola di Berlusconi. «Che fai ci cacci perché abbiamo avuto ragione?», replica Fitto. Davanti alla platea dei parlamentari azzurri riuniti per la prima volta dopo la rottura del patto
di Maria Berlinguer wROMA Raffaele Fitto ha quindici giorni per decidere se restare o no in Forza Italia, parola di Berlusconi. «Che fai ci cacci perché abbiamo avuto ragione?», replica Fitto. Davanti alla platea dei parlamentari azzurri riuniti per la prima volta dopo la rottura del patto
di Maria Berlinguer wROMA Altro che patto del Nazareno in bilico, «carta straccia», come l’ha liquidato Giovanni Toti. L’asse tra Silvio Berlusconi e Matteo Renzi è più solido che mai e anzi si allarga anche alle unioni gay e alla legge sulla cittadinanza ai figli degli immigrati. Ma sullo
di Maria Berlinguer wROMA Altro che patto del Nazareno in bilico, «carta straccia», come l’ha liquidato Giovanni Toti. L’asse tra Silvio Berlusconi e Matteo Renzi è più solido che mai e anzi si allarga anche alle unioni gay e alla legge sulla cittadinanza ai figli degli immigrati. Ma sullo
di Maria Berlinguer wROMA Altro che patto del Nazareno in bilico, «carta straccia», come l’ha liquidato Giovanni Toti. L’asse tra Silvio Berlusconi e Matteo Renzi è più solido che mai e anzi si allarga anche alle unioni gay e alla legge sulla cittadinanza ai figli degli immigrati. Ma sullo
ROMA In comune hanno il desiderio di non sentirsi in alcun modo accomunati a Gianfranco Fini, l’ex leader di An che per primo osò ribellarsi a Silvio Berlusconi. Per il resto i «fittiani» seguaci dell’ex governatore della Puglia e gli «alfaniani» che hanno seguito l’ex delfino Angelino nel
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