Pd e la diaspora degli sconfitti
L’ala riformista del partito sconcertata dai risultati del voto ai gazebo: «Valuteremo in base ai fatti» ma c’è preoccupazione sulla politica estera
ALESSANDRO DI MATTEOL’ala riformista del partito sconcertata dai risultati del voto ai gazebo: «Valuteremo in base ai fatti» ma c’è preoccupazione sulla politica estera
ALESSANDRO DI MATTEOil casoFlavia Amabile / RomaLa valanga di Elly Schlein inizia già poco dopo la chiusura dei seggi. Si inizia con lo spoglio dei voti delle grandi città dove la deputata è favorita, dove aveva vinto già nel voto tra gli iscritti. Anche le preferenze raccolte ieri tra i non iscritti la portano subito
In provincia di Pavia la coalizione del governatore uscente supera il 60%. Record negativo di affluenza, 6 lombardi su 10 non hanno votato
Crollo dell’affluenza in Lombardia: meno del 42% contro il 72,8% di cinque anni prima
Il candidato governatore presenta una squadra di sei uomini e sei donne, Elly pesca a sinistra. Nardella o Delrio possibili presidenti, Ascani capogruppo, a Speranza e Boccia un ruolo chiave
Carlo Bertiniil casoAlessandro Di Matteo / RomaAlle primarie del Pd si potrà votare anche online, ma solo in alcuni casi molto precisi e registrandosi almeno due settimane prima. L'intesa arriva dopo giorni di discussioni e trattative e ancora ieri mattina c'è stato il rischio che in direzione si arrivasse ad un
Alle urne, in sedi fisiche e in rete, il 26 febbraio dalle 8 alle 20. Boccia: «Oggi di fatto inizia il congresso, confronto su temi». Nardella: «Serve un cambiamento radicale»
Carlo BertiniLa candidata della sinistra preme per le consultazioni a distanza: «Perché averne paura?». Rischio conta in Direzione. Cuperlo, l’altro sfidante in corsa: «Non dividiamoci sulle regole»
carlo bertini«Moratti si sposta più a destra e definisce il campo nettamente» così commenta il candidato del centrosinistra e del M5s Pierfrancesco Majorino sul possibile sostegno di Comitato Nord alla candidatura di Moratti. «Credo che sia un'alleanza politica molto coerente da parte di Letizia Moratti. Ci sono
Il retroscenaCarlo Bertini / RomaAlla fine, batti e ribatti, il nodo è venuto al pettine: il giorno del via al congresso Costituente, alla vigilia della discesa in campo ufficiale di Stefano Bonaccini, nel chiuso dell'assemblea Nazionale che lancia le primarie il 19 febbraio, si consuma il primo ver
il retroscenaAlessandro Di Matteo / RomaAdesso nel Pd in molti cominciano a preoccuparsi davvero, lo strappo dei centristi in Lombardia e il caos nel Lazio hanno fatto scattare un vero campanello d'allarme. «Così a marzo non ci arriviamo, qui bisogna fare qualcosa», diceva ieri uno dei dirigenti dem
Video Durante la manifestazione per la pace in sostegno del popolo ucraino, organizzata all’arco della Pace di Milano, oltre agli esponenti principali del terzo polo come Carlo Calenda e Matteo Renzi, si sono incontrati nella stessa piazza anche esponenti di Pd, Radicali, oltre ai due nomi sulla bocca di tutti per le prossime elezioni regionali in Lombardia: Letizia Moratti e Carlo Cantarelli. Nonostante il tema principale dell’evento fosse la manifestazione per la pace, non si è potuto non parlare anche delle candidature per le prossime regionali lombarde e del possibile ticket Moratti-Cottarelli. “Non mi è arrivata ancora nessuna chiamata e non so cosa voglia dire questo ticket, non me l'hanno spiegato. Fate riferimento alla canzone ‘Ticket to Ride’ dei Beatles”, commenta ironicamente l’economista Carlo Cottarelli alla possibilità di correre assieme a Letizia Moratti per le prossime regionali. Non si sbottonano all’interno del Terzo Polo, dove Calenda e Renzi preferiscono non parlare delle candidature regionali, mentre il senatore del Pd, Alessandro Alfieri, afferma: “Bisogna capire se il terzo polo abbia la volontà di correre assieme o vogliano correre in solitaria come fatto alle ultime elezioni nazionali. Questo ticket mi sembra una cosa sbagliata, non siamo ad un concorso di bellezza o a ballando sotto le stelle”. Di Edoardo Bianchi
Francesco Moscatelli / MILANODecine di bandiere gialle e blu con lo slogan «Slava Ukraini» (Gloria all'Ucraina), qualche tricolore, un paio di bandiere della Ue e della Nato e tanti manifesti con il volto di Putin racchiuso in un fungo atomico. Per gli organizzatori c'erano 5mila persone. Tantissimi
Niccolò Carratelli Alessandro Di Matteo / Roma La pace non è una sola. Almeno non in Italia, in questo sabato di novembre, a più di otto mesi dall'inizio della guerra in Ucraina. Certo non per i partiti di opposizione in Parlamento, chi in piazza a Roma e chi a Milano, con idee molto diverse su come
il retroscenaCarlo Bertini / RomaÈ stato tutto il giorno chiuso a lavorare sul programma e sulle liste, Enrico Letta, che si prepara a un week end tutto dedicato a sciogliere entrambi i nodi in Direzione dem, con un voto unanime, così almeno spera. L'uscita di Calenda dall'orizzonte in un certo sens
Carlo Bertini /RomaBisogna dire chi è il colpevole della caduta di Draghi, senza infingimenti. E a chi prova a confondere le acque, bisogna dire che le responsabilità sono chiare». Dopo queste parole di Enrico Letta, standing ovation dei gruppi dem nella sala del Mappamondo alla Camera. Fine del "ca
il retroscena/1Carlo Bertini / RomaEnrico Letta spera che da queste elezioni il Pd esca primo partito in Italia, basterebbe un decimale sopra la Meloni per farlo sorridere. Nell'attesa, fa partire una selva di bordate contro Salvini e gongola per veder premiata la scelta del campo largo nei comuni d
RomaLa risposta come sempre è tagliente, «noi abbiamo questo impegno, che è storico per l'Italia, e continueremo ad osservarlo», dice Mario Draghi, incalzato a Bruxelles, lasciando intendere che un ex premier come Giuseppe Conte dovrebbe sapere cosa comporti un patto assunto da anni in sede Nato. E'
il retroscenaCarlo Bertini / ROMA«Di fronte a un'aggressione senza precedenti c'è bisogno di dare un segnale di vicinanza alla resistenza Ucraina», sospira un dirigente dem. E oggi l'Italia fornirà ai partner europei la prova del nove della sua tenuta: malgrado diffusi mal di pancia - specie tra i 5
Non avrà fatto piacere a tutti, nel Pd e intorno al Pd, il colloquio di ieri tra Enrico Letta e Matteo Renzi, ma il segretario non ha intenzione chiudere porte a nessuno in questo momento. Un po' c'entra il gioco di sponda che a sorpresa i due hanno organizzato durante le votazioni per il Quirinale,
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