Opere d'arte in carcere a Pavia, parla la direttrice Stefania Mussio

Video Presentata giovedì mattina l'installazione permanente delle opere realizzate dagli artisti del movimento Cracking Art  nella casa circondariale di Torre del Gallo a Pavia. "Dopo avere visto le opere esposte per le vie e negli spazi aperti di Desenzano - ha spiegato la direttrice Stefania Mussio - siamo rimasti colpiti dalla bellezza di queste installazioni che rappresentano animali colorati che rendono viva e colorata la città. Abbiamo scoperto che ogni animale ha un suo significato in un'arte libera e in movimento che rigenera materiale considerato di "scarto". Dare una nuova vita alla plastica rappresenta di per sè un gesto di benessere e rinnovamento che rispetta la natura e genera benessere. Ci è sembrato un messaggio perfettamente adatto ad un istituto di pena. Così abbiamo contattato gli artisti e Kicco, che fa parte del collettivo ed è tra i soci fondatori del movimento, ha accolto la nostra richiesta di avere in dono, per le aree verdi dei colloqui con i figli delle persone detenute, tre installazioni: una rondine gigante e due gatti. Il carcere è un luogo vivo e abitato capace di generare tanti sentimenti spesso contrastanti tra loro. Ci sono le persone che hanno sbagliato e tanti lavoratori che ogni giorno svolgono un servizio molto particolare. Rendere questo luogo più bello significa generare sguardi nuovi. Renderlo creativo e simile ad uno spazio libero significa generare speranza ed anche, per noi, assolvere a quello che ci dicono le norme italiane ed europee. Un'arte rigenerata educa alla trasformazione, al cambiamento".
Il movimento Cracking Art nasce nel 93 e ha cercato di creare un linguaggio artistico nuovo comprensibile alla maggior parte delle persone. Nel 2001 invadono la Biennale di Venezia migliaia di tartarughe; passano attraverso il Chiostro del Bramante a Roma, a Praga, Parigi , Milano, a Bologna, a Cleveland, Calais, Shanghai e in moltissime altre città.  "L'arte e la cultura sono l'unica possibilità di salvezza dell'umanità" fa parte del loro Manifesto. "Per un carcere e per coloro che ne vivono la professione, è quella speranza capace di rigenerare l'animo umano - spiega Mussio -. Comprendi di avere sbagliato se il tuo sguardo si poggia su nuovi valori e su nuova bellezza. Le opere permanenti in un istituto penitenziario sono una assoluta novità e noi ne siamo molto contenti".

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