Giulia Cecchettin sta per essere uccisa. Giulia Cecchettin intuisce di essere in pericolo. Giulia Cecchettin lo sente come si fiutano nell’aria e nel silenzio, con brevissimo anticipo, certe sciagure. Vede che quel ragazzo è fatto male, al punto che potrebbe andare a cercarla. Usa parole limpide:...
Recita lo striscione: «Vogliamo educazione sessuo-affettiva in ogni scuola»
Le sue parole rivelano quanto sia radicato in quella cultura che ha cercato di ridimensionare
Dodici mesi dopo, il femminicidio che sconvolse l’Italia ha provocato un’ondata di nuova consapevolezza. A Padova sestuplicati i braccialetti elettronici
LAURA BERLINGHIERI
Video “A un anno dalla morte di Giulia, sono riuscito a non odiare Filippo.” Così Gino Cecchettin, ospite da Fabio Fazio a Che tempo che fa, racconta il difficile anno trascorso dalla perdita della figlia Giulia, uccisa l'11 novembre dall'ex fidanzato Filippo Turetta. “Superare gli ostacoli rende forti”, afferma, “ma noi genitori spesso proteggiamo troppo i nostri figli. Serve insegnare loro ad affrontare le difficoltà”. Con la Fondazione Giulia, Cecchettin punta a introdurre nelle scuole un’ora settimanale di educazione all'affettività, con un progetto che partirà tra gennaio e febbraio 2025, per aiutare i bambini a comprendere amore, odio, pace e conflitto. Leggi anche: Un femminicidio ogni tre giorni. Ma sempre più donne chiedono aiuto | Il racconto La memoria che resiste nei luoghi del calvario di Giulia: “Faremo ancora rumore”
Un anno fa veniva uccisa Cecchettin. Il padre Gino annuncia la nascita di una fondazione: «Bisogna insegnare la bellezza dell’amore, porteremo l’educazione affettiva nelle scuole»
Laura Berlinghieri
Tredicenne caduta dal tetto, fermato il fidanzato per omicidio. Una ragazza vide un giovane che strattonava la vittima in strada
filippo fiorini
Nuovi dettagli sull’omicidio della donna emergono dal memoriale di 90 pagine che l’assassino ha scritto in carcere
LAURA BERLINGHIERI
Video "Tu parlavi di dipendenza da questa ragazza, invece è proprio il contrario: è Giulia che era caduta nella dipendenza. Giulia non è riuscita a salvarsi". E ancora: "Erano nella trappola tutti e due". Sono alcune delle frasi pronunciate durante il programma Rai "Storie Italiane", condotto da Eleonora Daniele, a commento delle immagini in diretta della seconda udienza del dibattimento di Filippo Turetta reo confesso del femminicidio di Giulia Cecchettin. Molte le polemiche per i commenti fatti in studio, che spostano l'attenzione dal carnefice alla vittima. Un'operazione definita "victim blaming", termine che si utilizza quando la vittima di un crimine viene colpevolizzazione e ritenuta parzialmente o interamente responsabile di ciò che le è accaduto. Anche la conduttrice Eleonora Daniele si discosta dalle ultime parole pronunciate in studio da una delle ospiti
Svolta nelle indagini sul decesso della ragazza avvenuto venerdì. Sospetti su un 15enne. La sorella di lei accusa: «Pazzo e violento». Sui social pubblicate le chat della vittima con le accuse di molestie. La situazione era nota anche ai servizi sociali, ma nessuno è intervenuto
filippo fiorini
Il papà di Giulia Cecchettin ha scelto di affrontare l’abisso, la sorella Elena di isolarsi per resistere. Il coraggio non c’entra: ognuno ha le proprie strategie per superare il dolore
nicoletta verna
Video All'uscita dall’aula, a Venezia, dove si è svolto il processo contro Filippo Turetta, l’avvocato della famiglia di Giulia Cecchettin, Stefano Tigani, non ha usato mezzi termini nel descrivere l'omicidio come "uno dei crimini più atroci avvenuti in questa regione". "Ho trovato l'atteggiamento di Turetta estremamente incoerente", ha aggiunto Tigali. L'avvocato ha poi espresso un pensiero per Gino Cecchettin: "Nessuno di noi può comprendere davvero cosa stia provando. È una roccia" ha commentato. Leggi anche Processo Giulia Cecchettin, Turetta in aula. “L’ho uccisa perché non voleva tornare con me. Avevo progettato di rapirla e ammazzarla” | Guarda anche Le parole di Turetta in aula: la deposizione tra pause, voce strozzata e freddezza nel racconto | Video Gino Cecchettin: "Dolore per gli ultimi istanti di mia figlia, ma oggi abbiamo capito chi è Turetta"
Occhi bassi e capo chino, l’omicida ha ripercorso in aula le tappe del delitto. Gino Cecchettin ha parlato di «grandissimo dolore»
Video "Dolore. Tantissimo dolore, ascoltando il racconto gli ultimi momenti della vita di mia figlia", sono le prime parole di Gino Cecchettin all'uscita dall'aula del tribunale, dopo l'interrogatorio di Turetta, il reo confesso dell'omicidio della figlia Giulia. "Oggi abbiamo capito chi è Filippo Turetta. Per me è molto chiaro. La vita del prossimo è una cosa sacra e bisogna rispettarla", ha detto.
Video "Dolore. Tantissimo dolore, ascoltando il racconto gli ultimi momenti della vita di mia figlia", sono le prime parole di Gino Cecchettin all'uscita dall'aula del tribunale, dopo l'interrogatorio di Turetta, il reo confesso dell'omicidio della figlia Giulia. "Oggi abbiamo capito chi è Filippo Turetta. Per me è molto chiaro. La vita del prossimo è una cosa sacra e bisogna rispettarla", ha detto.
Video "Avevo pensato di rapire lei e successivamente, dopo qualche tempo, farle inevitabilmente del male": così Filippo Turetta, a processo per l'omicidio di Giulia Cecchettin, rispondendo alle domande del pm Andrea Petroni
Video "Avevo pensato di rapire lei e successivamente, dopo qualche tempo, farle inevitabilmente del male": così Filippo Turetta, a processo per l'omicidio di Giulia Cecchettin, rispondendo alle domande del pm Andrea Petroni
Video "Volevo tornare insieme a lei, di questo soffrivo molto e provavo risentimento...verso di lei". Così Filippo Turetta, rispondendo in aula a Venezia alle domande dell'avvocato Tigali che rappresenta Gino Cecchettin, papà della vittima. "Lei non voleva, mi faceva arrabbiare che non volesse, questa cosa mi creava sconforto e rabbia... Incolpavo lei di non riuscire a portare avanti la mia vita e da un altro punto di vista volevo che il nostro destino fosse lo stesso…"
Video "Volevo tornare insieme a lei, di questo soffrivo molto e provavo risentimento...verso di lei". Così Filippo Turetta, rispondendo in aula a Venezia alle domande dell'avvocato Tigali che rappresenta Gino Cecchettin, papà della vittima. "Lei non voleva, mi faceva arrabbiare che non volesse, questa cosa mi creava sconforto e rabbia... Incolpavo lei di non riuscire a portare avanti la mia vita e da un altro punto di vista volevo che il nostro destino fosse lo stesso…"
Video Gino Cecchettin, padre di Giulia, arriva in aula per l'udienza dove per la prima volta si troverà di fronte all’assassino della figlia. Filippo Turetta, il reo confesso per il femminicidio di Giulia Cecchettin, avvenuto l’11 novembre, comparirà davanti ai giudici della Corte d'Assise di Venezia per la seconda udienza del processo.