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Flavia Amabile / romaNon ci sarà una riforma sull'immigrazione prima del 2024. Una dura lezione di sovranismo viene impartita ai sovranisti al governo in Italia. «Faremo sicuramente avanzare il lavoro con tutta la forza» ma «non ci sarà un patto migratorio completato durante la presidenza svedese»,

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Niccolò Carratelli Alessandro Di Matteo / Roma La pace non è una sola. Almeno non in Italia, in questo sabato di novembre, a più di otto mesi dall'inizio della guerra in Ucraina. Certo non per i partiti di opposizione in Parlamento, chi in piazza a Roma e chi a Milano, con idee molto diverse su come

In Senato eletto La Russa, quasi tutta FI non lo vota. Salvini candida Fontana alla Camera. Berlusconi valuta di andare da solo alle consultazioni al Colle

Segre: «Anniversario della marcia su Roma è per me una vertigine». Sul risultato del voto Renzi allontana i sospetti: «Se fossimo stati noi lo rivendicherei». Il debutto di Conte da deputato. Berlusconi: «Trattativa finita, nessun ministero a Ronzulli»

a cura della redazione, aggiornamenti di Carlo Bertini, Federico Capurso, Niccolò Carratelli, Ilario Lombardo, Francesco Moscatelli e Francesco Olivo

Elezioni, Medvedev: “Europei, punite i vostri governi”. Letta: ”La Lega rompa con Putin”. Centrodestra, per i nomi delle liste ancora 24 ore. Giorgetti: “Occorre pazienza”. M5s, Conte capolista in quattro regioni

Giorgetti: «Per le candidature nel centrodestra occorre aspettare domani». Calenda: «L’obiettivo è Draghi premier». Meloni: «No al reddito di cittadinanza, serve lavoro». Il Carroccio conferma la squadra di governo. Berlusconi torna al nucleare: «Riprenderemo la ricerca»

AGGIORNAMENTI A CURA DI PASQUALE QUARANTA

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Carlo Bertini / ROMA«Un delirio estenuante»: così lo bolla chi per quattro ore è chiuso nella sala di Palazzo Cenci, sede della commissione Esteri del Senato, proprio sopra il caffé Sant'Eustachio, dove governo e maggioranza discutono le cinque righe da infilare nella risoluzione da votare oggi dopo

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Alla fine a impuntarsi è stato Mario Draghi. Alle nove e mezzo di sera, quando a Palazzo Chigi è stata inviata l'ennesima riscrittura di un testo limato fino alle virgole per accontentare le richieste del Movimento 5 stelle, il presidente del Consiglio ha detto: «No, a questo punto vediamo domani».

L'ultimatum

il retroscenaAlessandro Barbera / ROMALa fonte anonima impegnata nella trattativa sul testo della risoluzione di maggioranza lo dice esplicitamente: «I problemi interni ai partiti non possono condizionare le scelte di politica estera del governo». Da giovedì Mario Draghi è impegnato in tre appuntame