Ilario Lombardo / ROMAA raccontarla anche solo due anni fa, la storia che il M5S era sul punto di sedersi al governo con Lorenzo Cesa, nessuno ci avrebbe creduto. Eppure stava per succedere davvero: solo l'inchiesta della procura antimafia di Catanzaro ha frenato un'alleanza che avrebbe regalato un'
IL RETROSCENAIlario Lombardo / ROMAGià oggi Giuseppe Conte dovrebbe salire al Quirinale. Non per dimettersi. Quel che sembra certo è che non vuole compiere questo passo ora. Lo avrebbe fatto, forse, se i numeri del Senato fossero crollati di molto sotto la soglia psicologica fissata sin dal mattino
Francesco Grignetti / romaOre 18,20, parla Matteo Renzi. Ed è il game-over. La giornata più pazza della maggioranza giallorossa culmina con un punto fermo: Italia Viva ritira la sua delegazione dal governo. Le ministre Teresa Bellanova (Agricoltura) ed Elena Bonetti (Famiglia), e il sottosegretario
IL CASOCarlo Bertini/roma«Facciamo una figura pessima, non sapete i messaggi che mi stanno arrivando da Bruxelles, per non dire del Financial Times...», dice Enzo Amendola in collegamento con il segretario dem. «Ora rischiamo di trascinarci questa crisi per due settimane, con effetti nefasti».In que
il retroscenaCarlo Bertini /ROMA«Se Renzi frena, ecco alla fine cosa ha combinato: le lancette tornano al 5 novembre quando decidemmo di riscrivere il patto di legislatura, ma noi partiti della coalizione saremo più deboli nei confronti di Conte». Poco prima che la delegazione dem entri a palazzo Ch
Luca Monticelli / romAUomo avvisato mezzo salvato. Matteo Renzi evoca la crisi di governo: «A Conte l'ho detto personalmente, se vai avanti così fai del male al Paese». Il presidente del Consiglio deve stare tutt'altro che «sereno» perché Italia viva non intende arretrare di un millimetro sulla gove
ROMASul Recovery fund, come l'altro ieri col Mes e la richiesta dei 5S di mettere nero su bianco il no ai fondi per la sanità, i renziani si mettono di traverso. Ma non solo loro. La soluzione «a piramide» di Conte e che sembrava convincere larga parte del Pd e quanti temevano l'uomo solo al comand
Carlo Bertini / Roma Il Covid dilaga e infetta anche la maggioranza che sostiene Giuseppe Conte. Il quale è costretto a ricevere gli scontenti, dagli organizzatori delle sagre di paese ai gestori di cinema e ristoranti, per provare a tacitarne le proteste. Ma anche a fare i conti con i suoi "dante c
il caso Giuseppe Legato / torino È l'8 settembre 2015. A Torino, a casa dell'ex senatore del Pd Stefano Esposito, già membro della commissione parlamentare antimafia durante il governo Renzi, c'è anche Raffaele Cantone, all'epoca capo dell'Anac (Autorità nazionale anticorruzione) e l'allora ministr
Carlo Bertini / Roma«Il Mes è usabile senza alcun problema, senza rischiare nessuno stigma o controllo sulle scelte della nostra economia», assicura Roberto Gualtieri. Quel termine «stigma» risuona infatti nei timori di chi ritiene che invece facendo ricorso a questo prestito europeo per spese sanit
romaL'impressione, dalle parti di palazzo Chigi, è che la partita sulla revoca delle concessioni ad Autostrade possa sfuggire di mano e prendere una china pericolosa, come avvenne per la Tav. Il governo si mostra compatto nel redarguire Atlantia dopo la minaccia di bloccare gli investimenti sulla re
Teodoro ChiarelliFca chiede un finanziamento a tasso agevolato di 6,3 miliardi a Intesa Sanpaolo garantito da Sace (e quindi in ultima istanza dallo Stato) e, immancabile, esplode la polemica politica. A cui tenta di porre un freno in serata lo stesso presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, in dir
«Se un governo fa, dura», afferma convinto Andrea Orlando, numero 2 del Pd. E ha ragione: l'approvazione di un decretone da 55 miliardi, a due mesi da un'altra iniezione di 25 miliardi, ha avuto l'effetto di serrare le file, ricompattare l'alleanza, convincere la coalizione della necessità di andare
l'intervistaCarlo Bertini/ ROMA«Dopo la crisi bisognerà cominciare a ragionare, traendo una lezione da quanto successo e pensare se sia il caso di far tornare in capo allo Stato alcune competenze come la sanità». Reduce dal vertice di maggioranza a Palazzo Chigi col premier, il numero due del Pd, An
Ilario Lombardo / romaTroppo presto anche solo per sperare di essere fuori dal buio. Se c'è un grammo di ossigeno al quale appigliarsi, in questo disastro di morti quotidiani, gli italiani lo fanno. Ma chi li deve guidare sa bene che l'ottimismo è un'arma da maneggiare con cura. Ecco perché Giuseppe
Alessandro Di Matteo / ROMANon ci sarà la corsa a chi "arriva primo" per aggiudicarsi il bonus di 600 euro per i lavoratori autonomi senza lavoro per l'emergenza coronavirus: il governo cancella l'ipotesi di un «Click-day» evocata dal presidente dell'Inps Pasquale Tridico per risolvere il problema d
il retroscenaCarlo BertiniSe molte fabbriche si fermano, dalla Ducati alla Brembo, per calo di commesse e obbligo di sanificazione degli impianti, molte altre rallentano e tantissime invece sono costrette a tenere botta e restare aperte. E quelle che non lo sono, dovranno adeguarsi agli standard di
Alessandro Di Matteoroma. L'allarme è scattato all'improvviso, ieri mattina. Nicola Zingaretti aveva un po' di febbre, gli occhi che bruciavano, come capita con una congiuntivite. Sintomi trascurabili, in altri tempi, ma non per un segretario di partito che incontra centinaia di persone ogni giorno
Carlo Bertiniroma. Come in tutte le trattative che si rispettano, il momento della massima drammatizzazione segnala che le parti forse si stanno avvicinando. Ed è proprio quello che succede sulla prescrizione, dove anche se è saltato il vertice con Conte, «mentre gli estremisti litigano, gli altri l
roma. Con l'odore di zolfo della crisi che già aleggia su Palazzo Chigi, è rimasto solo il Parlamento a offrire alla maggioranza una possibile via d'uscita sulla prescrizione. Sembra non ci sia alternativa, a maggior ragione dopo che il presidente della Cassazione e gli avvocati si sono scatenati co