Una telefonata allunga la vita, recitava un antico spot pubblicitario. Non se il tuo telefonino è stato infettato da un captatore chiamato "spyware". In questo caso infatti la tua privacy e in certi casi la tua vita correranno seri pericoli. L'inchiesta condotta dal consorzio giornalistico investiga
New YorkGiornalisti e attivisti dei diritti umani nel mondo sono finiti nel mirino di governi autoritari che hanno usato il software Pegasus, dell'israeliana Nso Group, per spiarli illegalmente. A rivelarlo è un'indagine condotta da 17 testate internazionali, fra le quali il Washington Post e il Gua
roma«Non abbiamo dormito neppure un minuto. Dopo una vittoria così chi dorme? E perché poi? Ci siamo dati dei pizzichi per capire se fosse tutto vero, ci siamo raccontati i sacrifici che abbiamo per arrivare fino a qui, abbiamo letto i commenti sui social, bellissimi, da lacrime di gioia, che non ci
Il principe ereditario saudita Mohammed bin Salman «approvò un'operazione a Istanbul per catturare o uccidere il giornalista saudita Jamal Khashoggi»: è la conclusione dell'esplosivo rapporto dell'intelligence Usa sulla morte del giornalista dissidente del Washington Post, ammazzato e smembrato nel
new yorkGli 007 americani avvisarono Donald Trump e il Congresso del rischio di una pandemia da coronavirus sin dall'inizio di gennaio, ma i loro allarmi caddero nel vuoto. La pesante accusa arriva dal Washington Post, che ricostruisce i ripetuti moniti delle agenzie di intelligence con rapporti cla
La storiadall'inviato a New YorkFrancesco SempriniEra come se Kobe Bryant avesse messo in conto che la sua vita si sarebbe potuta interrompere in maniera così violenta. Ed è per questo che aveva stretto con la moglie Vanessa Laine un patto per tutelare le proprie figlie: «Non volare mai insieme su u
il retroscenadall'inviato a New YorkPaolo MastrolilliUna settimana prima che gli europei avviassero la procedura per contestare all'Iran la violazione dell'accordo nucleare, l'amministrazione Trump aveva minacciato di imporre dazi del 25% sulle auto esportate dal Vecchio continente, se Germania, Gra
dall'inviatoGiordano Stabilebeirut. L'Iran accusa l'Europa di essersi fatta «bullizzare» da Donald Trump e minaccia «non resteremo con le mani in mano, abbiamo più uranio arricchito» di prima del Trattato siglato nel 2015. Il duello fra la Repubblica islamica e gli Stati Uniti si è allargato anche a
di BRUNO MANFELLOTTO «Ma davvero siamo tutti Charlie?». Volutamente provocatoria, la domanda è apparsa qua e là sulle prime pagine di giornali di mezzo mondo proprio accanto alle foto dei manifestanti che in piazza, alzando al cielo una bic o una matita, gridavano invece “Je suis Charlie”,
di BRUNO MANFELLOTTO «Ma davvero siamo tutti Charlie?». Volutamente provocatoria, la domanda è apparsa qua e là sulle prime pagine di giornali di mezzo mondo proprio accanto alle foto dei manifestanti che in piazza, alzando al cielo una bic o una matita, gridavano invece “Je suis Charlie”,
di BRUNO MANFELLOTTO «Ma davvero siamo tutti Charlie?». Volutamente provocatoria, la domanda è apparsa qua e là sulle prime pagine di giornali di mezzo mondo proprio accanto alle foto dei manifestanti che in piazza, alzando al cielo una bic o una matita, gridavano invece “Je suis Charlie”,
di Fiammetta Cupellaro wROMA Campane a festa all’Avana, mentre la comunità cubana a Miami si divide sulla ripresa delle relazioni internazionali tra Stati Uniti e Cuba interrotte dal gennaio 1961. Una svolta storica voluta da Barack Obama e Raul Castro, accolta ieri da un plauso globale. E
di Fiammetta Cupellaro wROMA Campane a festa all’Avana, mentre la comunità cubana a Miami si divide sulla ripresa delle relazioni internazionali tra Stati Uniti e Cuba interrotte dal gennaio 1961. Una svolta storica voluta da Barack Obama e Raul Castro, accolta ieri da un plauso globale. E
di Fiammetta Cupellaro wROMA Campane a festa all’Avana, mentre la comunità cubana a Miami si divide sulla ripresa delle relazioni internazionali tra Stati Uniti e Cuba interrotte dal gennaio 1961. Una svolta storica voluta da Barack Obama e Raul Castro, accolta ieri da un plauso globale. E
di ALBERTO FLORES D’ARCAIS «Non sono sorpreso. Vi posso assicurare che c’è di più, molto è stato spurgato». Eric Fair, veterano dell’esercito, è stato un contract interrogator, uno dei torturatori-aguzzini assoldato dalla Cia nei mesi successivi agli attacchi terroristici dell’11 settembre
di ALBERTO FLORES D’ARCAIS «Non sono sorpreso. Vi posso assicurare che c’è di più, molto è stato spurgato». Eric Fair, veterano dell’esercito, è stato un contract interrogator, uno dei torturatori-aguzzini assoldato dalla Cia nei mesi successivi agli attacchi terroristici dell’11 settembre
di ALBERTO FLORES D’ARCAIS «Non sono sorpreso. Vi posso assicurare che c’è di più, molto è stato spurgato». Eric Fair, veterano dell’esercito, è stato un contract interrogator, uno dei torturatori-aguzzini assoldato dalla Cia nei mesi successivi agli attacchi terroristici dell’11 settembre
NEW YORK La Commissione intelligence del Senato degli Stati Uniti è pronta a rendere pubblico un rapporto potenzialmente esplosivo sulle brutali tecniche di interrogatorio della Cia dopo l’11 settembre 2001: ormai è questione di giorni, forse già oggi. Molti già plaudono all’iniziativa, ma
NEW YORK La Commissione intelligence del Senato degli Stati Uniti è pronta a rendere pubblico un rapporto potenzialmente esplosivo sulle brutali tecniche di interrogatorio della Cia dopo l’11 settembre 2001: ormai è questione di giorni, forse già oggi. Molti già plaudono all’iniziativa, ma
NEW YORK La Commissione intelligence del Senato degli Stati Uniti è pronta a rendere pubblico un rapporto potenzialmente esplosivo sulle brutali tecniche di interrogatorio della Cia dopo l’11 settembre 2001: ormai è questione di giorni, forse già oggi. Molti già plaudono all’iniziativa, ma