«Sei troppo gracile nei contrasti. E' meglio se giochi in porta». Lui non è contento ma accetta. Anche se il suo sogno è imitare Josè Altafini, bomber del Milan. La sua squadra del cuore. Però un giorno si stufa: «Voglio giocare in attacco». Viene accontentato, ma messo sulla fascia, non a fare il c
il ricordoStefano Scacchi«Milanesissimo, ma di ceppo toscano». Così si definiva Sergio "Bobo" Gori, uno degli eroi dello scudetto del Cagliari del 1970, la spalla d'attacco più affidabile di Gigi Riva. Se ne è andato a 77 anni in una clinica di Sesto San Giovanni, dove era ricoverato da due settiman
Il papà aveva un’osteria, ma gli incassi non bastavano per tutti. In casa erano in undici, padre, madre e nove figli. E lui? Il più disgraziato. Andava a rubare nei frutteti, dove capitava. Così, i derubati si lamentavano in osteria. «Tuo figlio è un delinquente». Poi, la sera, ...
Il papà aveva un'osteria, ma gli incassi non bastavano per tutti. In casa erano in undici, padre, madre e nove figli. E lui? Il più disgraziato. Andava a rubare nei frutteti, dove capitava. Così, i derubati si lamentavano in osteria. «Tuo figlio è un delinquente». Poi, la sera, si andava a letto. Le
carlo gariboldiGigi Furini ha diverse doti, ma la principale è quella di raccontare storie. E dopo aver fatto per molti anni il giornalista, nella sua seconda vita si è dedicato a scovare vicende bizzarre, aneddoti, curiosità del suo sport preferito, il calcio che da anni commenta nel "salotto" di T
“Il giocatore che ha mangiato una supposta”, tante vicende accadute davvero Come la domanda all’allenatore Nereo Rocco: «Vinca il migliore? Sperem de no»
carlo gariboldi
È il 21 novembre 1948. L'Inter scende in campo contro il Livorno e, dallo spogliatoio, sbucano i giocatori. Poi uno si ferma e torna indietro. Perché? Che cosa è successo? Niente di grave. Semplicemente quello con la maglia numero 5 l'aveva indossata al contrario, con il numero sul petto anziché sul
Ha inventato termini ancora in uso nel linguaggio sportivo. E soprannomi per decine di calciatori (a volte apprezzati, a volte no). E' stato, dal dopoguerra alla morte, il più grande (e imitato) giornalista sportivo italiano. Gianni Brera nasce nel 1919 a San Zenone Po e il grande fiume, i suoi bosc
L'ha salvato la Cresima di suo figlio. Nicolò Carosio, padre di tutti i telecronisti, doveva essere su quell'aereo che, partito da Lisbona, stava riportando a casa il Grane Torino. Era il maggio 1949 e l'aereo è finito contro la collina di Superga. Tutti morti.Nato nel 1097 e morto nel 1984, è ricor
m.grazia piccalugaAlla base del successo c'è sempre un'ossessione. Quel click che differenzia un grande campione dagli altri. E' lì, in quel meccanismo che governa la mente, che Federico Buffa - giornalista e narratore - ama indugiare. Per poi restituire, come lui sa fare, storie e vite di personagg
«Alla Juve ci vada lei». È l'estate del l976 e Roberto Boninsegna, dice queste parole a Ivanoe Fraizzoli, allora presidente dell'Inter. Boninsegna, nato Mantova il 13 novembre 1943, è interista dentro. Lo era da ragazzino, ha fatto tutto il percorso delle giovanili, l'hanno mandato in prestito, è to
modenaViale Emilio Po 380, Modena. L'indirizzo è fisso nella memoria di almeno tre generazioni di vecchi bambini. È il luogo al quale si scriveva per chiedere le figurine mancanti o i regali guadagnati impilando le valide e le bisvalide. Letterine scritte a mano alle quali arrivava sempre una rispos
dall'inviatoGianluca OddeninoRIAD. Come spot promette bene: «Juve-Lazio sarà una bella partita, perché si sfidano le due squadre che stanno giocando il miglior calcio in Serie A». E se lo dice Roberto Mancini c'è da crederci, visto che di grande bellezza se ne intende e anche per questo ieri sera è
È una storia triste, quella degli azzurri all'Europeo, fatta di biscotti, cucchiai e, soprattutto, tanti calici amari intorno all'unica coppa alzata al cielo. Roba di 51 anni fa, ormai fuori dallo sguardo dei ricordi per i più, sospesa fra i primi e gli ultimi titoli mondiali.Ogni volta ci affacciam
PAVIA E poi dicono che la cabala non conta. L’ultima doppietta di Andrea Ferretti risaliva a poco meno di due anni fa e l’avversario era, guarda caso, lo stesso di domenica: la FeralpiSalò. Il Carpi, nel quale Ferretti giocava, rifilò ai «Leoni del Garda» tre gol, esattamente come ha fatto
PAVIA E poi dicono che la cabala non conta. L’ultima doppietta di Andrea Ferretti risaliva a poco meno di due anni fa e l’avversario era, guarda caso, lo stesso di domenica: la FeralpiSalò. Il Carpi, nel quale Ferretti giocava, rifilò ai «Leoni del Garda» tre gol, esattamente come ha fatto
PAVIA E poi dicono che la cabala non conta. L’ultima doppietta di Andrea Ferretti risaliva a poco meno di due anni fa e l’avversario era, guarda caso, lo stesso di domenica: la FeralpiSalò. Il Carpi, nel quale Ferretti giocava, rifilò ai «Leoni del Garda» tre gol, esattamente come ha fatto
guinness champions cup Inter-Roma è solo nerazzurra Parte bene l’Inter a Philadelphia impegnata nella Guinness International Champions Cup 2014 con Milan, Real Madrid, Liverpool e Manchester City. La squadra di Mazzarri si è imposta sulla Roma con un secco 2-0 realizzato da Vidic e Nagatom
di Ciro Esposito In campo faceva tremare gli avversari e soprattutto i portieri. Fuori dal campo Gigi Riva è sempre stato schivo ma da team manager della Nazionale è stato capace di relazionarsi con grande serenità con i giocatori e con il “contorno” azzurro. Sull’impasse che si è creato i
di Antonio Ledà È l’anno del Brasile e, in negativo, dell’Italia. La nostra Nazionale, per la prima volta nella storia dei Mondiali, non riesce a qualificarsi per la fase finale. Gli azzurri toccano il punto più basso facendosi battere nelle qualificazioni dall’Irlanda del Nord. È una feri