di Valentino Beccari Italia-Germania 4-3 non è una partita. È un film, un libro, una leggenda. Qualcosa che va oltre il calcio e che tocca il cuore. Quella semifinale allo stadio Atzeca di Città del Messico si è guadagnata l’immortalità e anche se poi l’Italia ha perso la finale con il Bra
di Francesco Pinna Qualcuno giura di aver visto oscillare anche la Tour Eiffel quella notte del 12 luglio 1998. Parigi festeggiava la vittoria sportiva più inseguita e desiderata. I Bleus sul tetto del mondo del pallone, l’orgoglio francese che può finalmente liberarsi dopo decenni di invi
Sono passati quasi sessant’anni da quel 4 luglio 1954 ma della finale dei Mondiali di Svizzera, la quinta edizione della Coppa del mondo di calcio, non si è mai smesso di parlare. Non tanto – o meglio, non solo – per la sconfitta patita dalla favoritissima “Grande Ungheria” di Ferenc Puská
1 Giorgio Ghezzi, 12 Giovanni Viola, 22 Leonardo Costagliola; 2 Guido Vincenzi, 3 Giovanni Giacomazzi, 5 Omero Tognon, 13 Ardico Magnini, 14 Sergio Cervato, 16 Rino Ferrario; 4 Maino Neri, 6 Fulvio Nesti, 8 Egisto Pandolfini, 15 Giacomo Mari, 17 Armando Segato, 20 Guido Gratton; 7 Ermes Mu
1 Enrico Albertosi, 17 Lido Vieri, 12 Dino Zoff; 2 Tarcisio Burgnich, 5 Pierluigi Cera, 3 Giacinto Facchetti, 6 Ugo Ferrante, 7 Comunardo Niccolai, 4 Fabrizio Poletti, 9 Giorgio Puia, 8 Roberto Rosato; 10 Mario Bertini, 16 Giancarlo De Sisti, 21 Giuseppe Furino, 18 Antonio Juliano, 15 Sand
di Valentino Beccari È il Mondiale delle prime volte. Per la prima volta la rassegna iridata viene organizzata in Africa e per la prima volta la Spagna conquista la Coppa del mondo. È soprattutto il Mondiale di Nelson Mandela, il simbolo della lotta all’apartheid. Essere riuscito a portare
ALBUZZANO Dopo aver asfaltato in casa Mortara e Valle Lomellina, un Albuzzano un po'troppo presuntuoso cade sotto il colpi dei bresciani di Serle. Finisce con un 3-0, eccessivo, ma con una vittoria comunque legittimata sul campo dagli ospiti bresciani che hanno tenuto in mano il pallino de
PAVIA La speranza della Riso Scotti di passare il turno e approdare alle semifinali per la promozione in serie A1 è legata a un filo. Non a caso, dopo aver espugnato il Palaravizza con un pesante 0-3, dirigenti e giocatrici di Scandicci si sono fermate al bar del palasport e hanno brindato
Hamburger, patatine e bibita: 6 euro. Se al posto di una coca si punta sull’acqua si risparmiano 50 centesimi. Il menu studenti al «Very fast troppo food» di Strada Nuova va dai 4 ai 6 euro. Patatine fritte a 2 euro, cotoletta a 2 e 50, panzerotti a 3 euro. Con 2 euro e 50 prendono un chee
di Valentino Beccari C’è un gatto nero che da sempre popola le praterie verdi del calcio e turba le notti di calciatori, allenatori e presidenti. La scaramanzia è un titolare fisso nel mondo del pallone, pedina insostituibile di qualsiasi schema, giocatore fondamentale nel “4-3-3” come nel
di Valentino Beccari C’è un gatto nero che da sempre popola le praterie verdi del calcio e turba le notti di calciatori, allenatori e presidenti. La scaramanzia è un titolare fisso nel mondo del pallone, pedina insostituibile di qualsiasi schema, giocatore fondamentale nel “4-3-3” come nel
di Valentino Beccari C’è un gatto nero che da sempre popola le praterie verdi del calcio e turba le notti di calciatori, allenatori e presidenti. La scaramanzia è un titolare fisso nel mondo del pallone, pedina insostituibile di qualsiasi schema, giocatore fondamentale nel “4-3-3” come nel
ORGOSOLO (NUORO) Era considerato il bandito sardo più famoso del dopoguerra, la primula rossa con il record di evasioni (una latitanza terminò proprio a Vigevano) che, tra crimini e leggende, faceva innamorare le donne e da ricercato si travestiva per andare a vedere il Cagliari di Gigi Ri
ORGOSOLO (NUORO) Era considerato il bandito sardo più famoso del dopoguerra, la primula rossa con il record di evasioni (una latitanza terminò proprio a Vigevano) che, tra crimini e leggende, faceva innamorare le donne e da ricercato si travestiva per andare a vedere il Cagliari di Gigi Ri
ORGOSOLO (NUORO) Era considerato il bandito sardo più famoso del dopoguerra, la primula rossa con il record di evasioni (una latitanza terminò proprio a Vigevano) che, tra crimini e leggende, faceva innamorare le donne e da ricercato si travestiva per andare a vedere il Cagliari di Gigi Ri
l’addio Riva lascia gli azzurri «Non ce la faccio più» Cinquanta anni di storia del calcio italiano, racchiuse in un soprannome che racconta un’icona, e non solo del calcio: Rombo di Tuono. Gigi Riva dice addio alla nazionale, la sua “seconda pelle” come ha sempre ripetuto. E chiude così
l’addio Riva lascia gli azzurri «Non ce la faccio più» Cinquanta anni di storia del calcio italiano, racchiuse in un soprannome che racconta un’icona, e non solo del calcio: Rombo di Tuono. Gigi Riva dice addio alla nazionale, la sua “seconda pelle” come ha sempre ripetuto. E chiude così
CAGLIARI In un carcere, Gigi Riva, c’era già stato da calciatore, quando andava a incontrare i giovani per dare loro un messaggio di speranza, e certo non pensava che una visita a un recluso lo avrebbe messo nei guai. Ora però si trova indagato per falso ideologico dalla Procura di Cagli
CAGLIARI In un carcere, Gigi Riva, c’era già stato da calciatore, quando andava a incontrare i giovani per dare loro un messaggio di speranza, e certo non pensava che una visita a un recluso lo avrebbe messo nei guai. Ora però si trova indagato per falso ideologico dalla Procura di Cagli
Tutto fin troppo facile per la Bulgaria. A Sofia Malta cade 6-0. Mattatore è Tonev, che apre le danze dopo 6 minuti, raddoppia al 38’ e firma la sua personale tripletta al 68’. In mezzo Popov (47’), Gargorov (55’) e Ivanov (78’). La Danimarca passa 3-0 in casa della Repubblica Ceca (Corn