La notizia è giunta due ore prima della scadenza del termine che il Commander-in-Chief aveva fissato per l'avvio di un'operazione militare che avrebbe potuto portare "all'annientamento di una società millenaria"
Lunedì 30 marzo alle 21 in aula Goldoniana l’incontro per comprendere il conflitto in corso. Ospiti anche i docenti dell’università di Pavia Marco Clementi e Francesco Mazzucotelli
Alessandro Dowlatshahi
/ pavia Il conflitto in Medio Oriente solleva domande sul futuro degli equilibri regionali e sul ruolo delle grandi potenze. Ad alcune di queste proverà a rispondere un incontro dal titolo “Guerra in Iran e Medio Oriente: ragioni, attori, esiti” organizzato domani alle ore 21 nell’aula Goldoni...
A. Dowlatshahi
I 25 alunni della Scuola internazionale dovrebbero rientrare martedì 3 con un volo per Malpensa. L’apprensione delle famiglie: «Preoccupati per loro»
Voci dalla diaspora cittadini: “Forse la guerra è l’unico modo per abbattere la teocrazia, ma temo per il futuro del mio Paese”
Silvio Puccio
Un drone colpisce Cipro – Cosa sta succedendo
Redazione Web
Il crollo del regime può portare forti scosse: per evitarle transizione soft tra teocrazia moribonda e libertà
BERNARD GUETTA
Lo scetticismo dei media sul raid innervosisce Trump. Ma Israele e Iran confermano: «Danni importanti»
Il governo soddisfatto: «La guerra è finita, pronti a tornare al tavolo dei negoziati»
FRANCESCO DE LEO
Apparentemente c’è negli ambienti militari una nuova coesione forgiata dalla guerra
Tommaso Carboni
Netanyahu afferma che «tutti gli obiettivi sono stati raggiunti». È davvero così?
FRANCESCO SEMPRINI
Dopo la risposta dell’Iran, fiato sospeso tra la paura di un allargamento del conflitto e i grandi affari nel Golfo
Dopo gli attacchi l’annuncio: stop ai combattimenti per 12 ore, poi sarà pace
Donald: «Teheran non parla con voi». Poi rivendica di essere l’artefice dell’aumento delle spese militari nella Nato
Il Cremlino non ha bisogno di un Iran forte, ma deciso a negoziare. La priorità è il dialogo con Trump
ETTORE SEQUI
Gli Usa colpiscono tre siti nucleari con sette bombardieri invisibili nell’operazione “Midnight Hammer”. Utilizzate per la prima volta le bunker buster da 14 tonnellate. Vance: «Rallentato il loro programma»
Il parlamento iraniano minaccia di chiudere Hormuz: «Ci vendicheremo. Le nostre conoscenze non possono essere distrutte dalle bombe»
Francesco De Leo
Video Il vicepresidente americano J.D. Vance ha dichiarato che i raid aerei statunitensi contro l'Iran hanno ritardato il programma nucleare, ma ha anche aggiunto che Washington non è in guerra con la Repubblica Islamica. "Non voglio entrare in dettagli di intelligence delicati, ma sappiamo che ieri sera abbiamo rallentato significativamente il programma nucleare iraniano, che si tratti di anni o anche di più", ha detto Vance ad ABC. "Non siamo in guerra con l'Iran, siamo in guerra contro il programma nucleare iraniano", ha aggiunto. LEGGI Israele-Iran, le ultime news
Video Un giornalista dell'agenzia Irna, che è l'agenzia ufficiale della Repubblica islamica, è andato nella zona del sito nucleare di Fordow, attaccato dagli aerei americani e ha dichiarato in un collegamento video dal 25mo chilometro dell'autostrada Qom-Teheran: "È come se qui non ci fosse stato alcun attacco". Secondo il reporter, l'unico fumo visibile nell'area sarebbe dalla parte opposta rispetto del sito nucleare e sarebbe stato prodotto dalla difesa aerea iraniana. La gente, racconta l'inviato, "ha sentito diverse leggere esplosioni al momento dell'attacco".
Il presidente parla dal luogo dove Obama annunciò la morte di Bin Laden, e Bush la guerra all’Iraq: «Per 40 anni l’Iran ha detto “Morte all’America e morte a Israele”. Hanno ucciso la nostra gente facendola saltare in aria, amputandone le gambe con le bombe sul ciglio delle strade. Era la loro specialità»