Amnesty in presidio per Gaza davanti alla Farnesina: "Italia è complice del genocidio"

Video Un drappo rosso che spunta ai piedi di una culla in segno di protesta contro le morti dei bambini uccisi a Gaza e cartelli in aria nel silenzio. Così Amnesty si ritrova in presidio davanti alla Farnesina, sede del Ministero degli Affari Esteri, nel 77º anniversario della Nakba per chiedere la fine dell'invio di armi a Israele e il riconoscimento dello stato di Palestina. "L'appello è si intervenire per fermare il genocidio nella Striscia di Gaza. Un giorno forse una sentenza condannerà l'Italia per complicità. Bisogna riconoscere che a Gaza è in corso un genocidio, e contemporaneamente bisogna fermare ogni trasferimento di armi verso Israele e convincere altri partner dell'Ue a fare lo stesso." Ha dichiarato Riccardo Noury di Amnesty International.

Israele, volontari Amnesty accusati di aver strappato volantini con bambini rapiti: “Video per delegittimare” 

Video "Si tratta di accuse infondate". Così Riccardo Noury, portavoce di Amnesty International Italia, replica alle accuse riguardanti il video amatoriale diffuso oggi su X, in cui un uomo a Napoli riprende, senza il loro consenso, alcuni dialogatori dell'organizzazione, accusandoli di aver strappato e gettato alcuni volantini ritraenti immagini di bambini israeliani rapiti."I nostri dialogatori - sottolinea Noury - hanno spiegato cortesemente che non possiamo esporre e tenere materiale relativo a violazioni dei diritti umani realizzato da altre organizzazioni. Pertanto, il volantino è stato rimosso. Che il tutto sia stato ripreso in video, con tanto di zoom su dati personali, la dice lunga sulle intenzioni di chi l'ha realizzato". L'articolo

Israele-Hamas, Zaki: "Per ottenere la pace serve giustizia, ma finora non c'è stata"

Video Durante la presentazione del suo libro “Sogni e illusioni di libertà. La mia storia” al Teatro Manzoni di Roma, Patrick Zaki è tornato a parlare del conflitto tra Hamas e Israele. Con Zaki hanno dialogato Luigi Manconi, presidente dell’associazione A Buon Diritto, Carlo Bonini, vicedirettore di La Repubblica, e Riccardo Noury, portavoce di Amnesty International Italia.

Nobel per la Pace a Narges Mohammadi, Amnesty: "Democrazie e diritti in declino non solo in Iran"

Video Il Nobel per la Pace del 2023 è stato assegnato all’attivista iraniana Narges Mohammadi per «la sua lotta contro l’oppressione delle donne in Iran e la sua lotta per promuovere i diritti umani e la libertà per tutti». Il portavoce di Amnesty international Italia, Riccardo Noury, commenta: «Questo riconoscimento riaccende le luci su quanto sta succedendo in Iran, dove è in corso una persecuzione furibonda di ogni forma di dissenso». Ma anche nel resto del mondo - afferma - la democrazia e i diritti sono in declino. di Rosita Gangi

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il casoFilippo Fiorini / bolognaSono passati tre anni e cinque mesi da quando Patrick Zaki è stato arrestato, all'alba del 7 febbraio 2020, nell'aeroporto de El Cairo. Sono passati tre giorni da quando è formalmente un uomo libero, ma non oggi, non ieri e forse finalmente solo domani o lunedì, come

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Antonio Bravetti / ROMA«Il nostro impegno per una soluzione positiva non è mai cessato, continua, abbiamo ancora fiducia». Nonostante la condanna di Patrick Zaki, Giorgia Meloni mostra ottimismo. Il governo confida nel fatto che l'Egitto possa concedere la grazia allo studente. Le opposizioni, però,

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il casoGiovanna Loccatelli«Mio Dio me l'hanno preso». Le urla strazianti della madre di Patrick Zaki sono risuonate nell'aula del tribunale di Mansura. La donna ha potuto scorgere il figlio, per pochi istanti, passare dietro una fitta grata visibile da una finestra del ballatoio, al terzo piano del

Naufragio migranti, avvistato un altro cadavere ma buio e mare agitato impediscono il recupero: le vittime salgono a 68. Domani Mattarella e Schlein a Crotone. Guardia costiera: “Non c’era situazione di pericolo”. Lollobrigida: “Necessario chiarire”

Morta anche la capitana della nazionale pakistana di hockey Shahida Raza. Camera ardente al Palasport. I due scafisti fermati restano in carcere per «pericolo di reiterazione del reato»

A CURA DELLA REDAZIONE

Siamo tutti iraniani

Consegnate all’ambasciata le 300 mila firme per Fahimeh e contro la pena di morte. Il direttore Giannini: “I governi si mobilitino davanti a chi si ribella e chiede libertà”

Serena Riformato