Con il Chatgate alti funzionari hanno commesso reati, diffuso menzogne e denigrato un giornalista. I social vengono usati per aggirare la norma che impone di lasciare traccia scritta degli atti pubblici
La tragedia arriva nel mezzo di un conflitto violento, aumentando fame e povertà. Caduti ponti, ospedali, templi. Le dighe sono a rischio, le comunicazioni interrotte
SARA JAMY
Con falsità e minacce ormai i due leader usano la stessa strategia di comunicazione. Il capo del Cremlino è convinto che Kiev stia per crollare e non vuole una tregua
ANNA ZAFESOVA
Video Paolo Mattei, del WFP (World food program), insieme ai suoi colleghi, è riuscito ad abbandonare pochi istanti dopo l'inizio del sisma, gli uffici delle Nazioni Unite a Naypyidaw, la capitale del Myanmar. Le immagini che ha girato sono quelle delle abitazioni di due sue colleghe a poche centinaia di metri dal luogo in cui lavora.
Video Scene rare e cariche di tensione si sono verificate nelle ultime ore nel nord della Striscia di Gaza, all’esterno dell’ospedale indonesiano, dove una folla di residenti è scesa in strada per protestare apertamente contro Hamas.
Video diffusi sui social, in particolare su Telegram, mostrano decine di persone gridare slogan come “Fuori Hamas!”, accusando il gruppo islamista di aver provocato e prolungato il conflitto, aggravando le condizioni di vita già drammatiche sotto i bombardamenti israeliani.
Secondo fonti locali, miliziani di Hamas hanno tentato di disperdere i manifestanti, ma finora senza successo.
Un elemento inedito è l’esplicita accusa anche ai media filo-Hamas: in particolare, alcuni dimostranti hanno contestato l’assenza dei giornalisti di Al Jazeera, gridando “Dove sono i giornalisti? Perché Anas al-Sharif è scappato?”, riferendosi al noto reporter dell’emittente.
Questa protesta avviene in un contesto di crescente esasperazione nella popolazione civile, schiacciata tra l’offensiva israeliana e il controllo di Hamas.
A quasi diciotto mesi dall'inizio della guerra, innescata dall’attacco terroristico di Hamas contro Israele il 7 ottobre, le condizioni umanitarie a Gaza sono al collasso.
Secondo le Nazioni Unite, il nord della Striscia è ormai sull’orlo della carestia, con una popolazione sempre più priva di cibo, acqua e assistenza medica.
Il malcontento che serpeggia tra i gazawi è reso ancora più evidente da queste proteste, insolite in una zona dove Hamas esercita un controllo ferreo sulla società.
Anche per questo le immagini stanno facendo il giro del mondo: non solo per la loro portata simbolica, ma perché segnalano una frattura interna a Gaza che finora era rimasta sottotraccia.
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