Chiusura ponte di Bressana, Giuseppe Conte tra i pendolari alla protesta M5s

Video Ponte di Bressana: subito un piano indennizzi del ministero per i pesanti disagi che vivranno i pendolari e chi deve muoversi su strada per gli imminenti lavori ferroviari. A chiederlo è Giuseppe Conte, l’ex premier e ora presidente di M5s, sbarcato giovedì omeriggio a Cava Manara nello spiazzo a un centinaio di metri del ponte. Un centinaio di residenti e militanti ad attenderlo al presidio di protesta curato dal referente provinciale Simone Verni. Conte non ha deluso le attese: «Non c’è stata informazione, né una programmazione di questo intervento – ha detto il leader –. Chiederò un incontro al ministero delle infrastrutture perché ci sia, in modo trasparente, la condivisione urgente di un piano che riguardi la mobilità alternativa. Un piano che, soprattutto, incontri le esigenze di pendolari, imprenditori, operatori economici e turisti. Un piano che preveda indennizzi per l’aumento dei costi per i maggiori tempi di percorrenza». Poi l’attacco al governo e al ministro Salvini: «Il mio governo aveva finanziato interventi per i ponti sul Po. C’erano 109 miliardi disponibili; si potevano usare i fondi Pnrr. Invece si arriva in questa situazione di scarsa programmazione territoriale. Il ministro Salvini, invece di bloccare 15 miliardi per il plastico del ponte di Messina, si occupi di questi problemi. Più che il ponte sullo Stretto, sarebbe meglio fare un altro ponte qui, che serve».  C'erano anche l’eurodeputato Gaetano Pedullà, i deputati Antonino Iaria e Valentina Barzotti, il consigliere regionale del Piemonte Pasquale Coluccio, l’assessore di Pavia Lorenzo Goppa e il consigliere di Voghera Antonio Marfi. L'ARTICOLO Video Garbi