Il politico ha ammesso che il boss prima delle Regionali del 2017 gli chiese 50 mila euro in cambio di mille voti e che lui accettò per «interrompere la discussione»
La decisione del Tribunale del Riesame di Palermo: è accusata dai pm della Dda di aver gestito la cassa del clan e la rete delle comunicazioni del fratello durante la sua latitanza
La donna, secondo la procura di Palermo, amministrava «ampie risorse economiche» per conto del fratello
GIACOMO GALEAZZI
L’interrogatorio nella stanza in cui il mafioso riceve le cure per il tumore di cui è affetto
I reati contestati sono concorso esterno in associazione mafiosa e falso ideologico
il casoRiccardo Arena / PALERMOLa banalità del male e del superlatitante meno imprevedibile della storia: tanto che Matteo Messina Denaro era tornato alle origini, al primo grande amore di quasi trent'anni fa e anche in questo era riuscito a farla franca, a riallacciare un rapporto con Maria Mesi, l
Entrambi sono stati indagati, in passato, per aver favorito la latitanza del capomafia
il retroscenaQuarto in scaletta nell'aula magna del Tribunale di Palermo, il procuratore capo Maurizio De Lucia, prende la parola dopo giorni di silenzio. Ne sono trascorsi 12 dalla cattura di Matteo Messina Denaro arrestato dai carabinieri in una clinica privata della città dopo 29 anni di latitanz
Video I carabinieri del Ros hanno arrestato con l'accusa di associazione mafiosa Andrea Bonafede, geometra di Campobello di Mazara che avrebbe prestato l'identità al boss Matteo Messina Denaro. L'inchiesta è stata coordinata dal procuratore di Palermo Maurizio de Lucia e dall'aggiunto Paolo Guido. Oltre a consegnare all'ex latitante la sua carta di identità per consentirgli di ottenere un falso documento e a dargli la tessera sanitaria necessaria per le terapie e le visite mediche alle quali il boss doveva sottoporsi, Bonafede ha acquistato - per sua stessa ammissione - la casa di Campobello di Mazara in cui Messina Denaro ha trascorso l'ultimo periodo della latitanza, gli ha dato il bancomat permettendogli di fare delle spese, gli ha fatto comprare la Giulietta sulla quale viaggiava. La macchina, acquistata un anno fa personalmente dal padrino in una concessionaria di Palermo, formalmente era intestata alla madre di Bonafede. NEl video la perquisizione della vettiura da parte degli uomini del ROS.
il personaggioRiccardo Arena / PALERMOIl mafioso tuttofare dà passaggi agli sconosciuti, spegne i cellulari dopo averli messi in modalità aereo durante il viaggio, porta con sé un coltello con la lama da quasi venti centimetri, alla fine abbraccia in lacrime il passeggero appena conosciuto che, ment
Mentre continuano le perquisizioni a tappeto nei tre covi, il gip emette un’ordinanza di custodia cautelare per Giovanni Luppino, fermato insieme al latitante alla clinica Maddalena
il casoRiccardo ArenaCAMPOBELLO DI MAZARAE tre. I covi di Matteo Messina Denaro si moltiplicano, trent'anni di latitanza del resto non si improvvisano e ieri, dopo vicolo San Vito e via Maggiore Toselli, è spuntato anche il terzo appartamento, in via San Giovanni 260, sempre a Campobello di Mazara,
il retroscenaRiccardo Arena / TRAPANISpunta la stanza segreta, spunta la rete delle complicità, in gran parte ancora da scoprire: sotto inchiesta finisce un altro medico, un oncologo, così come è indagato anche il proprietario del secondo covo scoperto ieri a Campobello di Mazara dal Gico della Guar
La stanza blindata si trova a poche centinaia di metri
Trovato il secondo covo, indagato un oncologo. Il sindacato dei carabinieri: «Catturato nonostante la carenza di mezzi e di uomini»
Il casoRiccardo Arena / palermoParlerà, non parlerà? Un uomo condannato, un morto che cammina, a leggere le diagnosi e le cartelle cliniche, ma anche i medici che lo hanno avuto in cura, ignari della sua vera identità e che parlano di un tumore maligno al colon, dandogli una prospettiva massima di t
«U Siccu» era in cura per un cancro al colon e usava l’identità dello sconosciuto Andrea Bonafede. Ha provato a scappare ma è stato placcato dai Ros fuori dalla clinica: al polso un orologio da 35 mila euro
RICCARDO ARENA
Dopo 30 anni di latitanza, il pupillo di Totò Riina è stato bloccato alla clinica La Maddalena di Palermo. Si faceva chiamare Andrea Bonafede
Il boss mafioso è stato arrestato mentre era in day hospital alla clinica Maddalena di Palermo «per sottoporsi a delle terapie cliniche». Meloni a Palermo: «Una grande vittoria dello Stato»
a cura della redazione
PALERMO «Ho sofferto in silenzio. Erano accuse che non reggevano». Ora che il caso è chiuso Renato Schifani, ex presidente del Senato, spezza il riserbo per dire di avere vissuto con disagio la condizione di un uomo pubblico «sfiorato, seppure ingiustamente, da gravi ombre di illegalità».