vigevano Il cuore del progetto “Amore è libertà” culminato nell’incontro di ieri al Cagnoni Gino Cecchettin è stato il lavoro, svolto dal centro antiviolenza Kore da settembre in avanti in 33 classi delle superiori di Vigevano. Un lavoro di sensibilizzazione ...
L.Si.
Video La rabbia serve, come tutte le emozioni segnala qualcosa. Ma non va alimentata. Alla violenza non si risponde con la violenza, ma con un dialogo profondo, con la cultura. Un messaggio rivoluzionario, portato avanti con i gesi ancora prima che con le parole, con la sua vita e il suo impegno nel nome di sua figlia Giulia, uccisa a 22 anni dall'ex fidanzato Filippo Turetta ora in carcere: così Gino Cecchettin ha conquistato il silenzio e l'attenzione di 600 studenti e studentesse di Vigevano, che ha incontrato al Cagnoni in occasione della Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne al termine di un percorso compiuto da 33 classi con la cooperativa Kore. L'ARTICOLO - Video Sacchiero
Il papà di Giulia ha risposto a 600 studenti e studentesse dell’istituto Casale, del liceo Cairoli, dell’istituto Caramuel – Roncalli, e degli istituti paritari San Giuseppe e Leonardo Da Vinci per il progetto di Kore, Ats e Comune: «Alla violenza si risponde con il dialogo e la cultura»
Anna Ghezzi
In Francia poche settimane fa è stata approvata una legge che sancisce che il sesso senza consenso è stupro. Mercoledì 19 (ore 17) l’incontro promosso da due giuristi: «Ma questo caso riguarda anche chi è digiuno di legge»
Daniela Scherrer
Il padre della ragazza uccisa: «Avrei voluto più sensibilità da parte dei giudici nella sentenza. Contro la violenza la Fondazione lavora per formare anche gli insegnanti della primaria»
LAURA BERLINGHIERI
Mille anni fa come oggi, il femminicidio è una peste che ha le sue radici nel patriarcato. La scuola, come ha indicato Gino Cecchettin, è un formidabile veicolo di speranza
Video Gino Cecchettin, in collegamento da remoto durante la cerimonia finale del concorso "Emàncipa-Ti!" in Regione Lombardia, è tornato a parlare di violenza di genere. "Io faccio tutto nel nome di mia figlia Giulia - la 22enne uccisa dall'ex fidanzato Filippo Turetta l'11 novembre 2023 - sperando che il futuro di altri giovani possa essere migliore. La violenza non inizia con un pugno o un omicidio ma molto prima. Controllare il telefono o dire se mi lasci mi rovini la vita è un ricatto. Quando vivete questo chiedetevi che tipo di persona volete essere, se una persona che accetta o che dice basta"
Anche il ministro Valditara ne ha vietato l’uso nelle circolari. I docenti: «Le parole sono lo specchio del cambiamento sociale»
LAURA BERLINGHIERI
Video "Colpevolizzare è sempre sbagliato perché è alla stregua di giudicare. Quello che vorremmo fare noi è cercare di far vedere che c'è un modello diverso che non è quello del maschio alpha. Per dirla in poche parole, il maschio per vivere bene dovrebbe essere più femminista. Si tratta solo di dover dare parità di diritti alle donne". Così Gino Cecchettin, padre di Giulia uccisa l'11 novembre 2023 dall'ex fidanzato Filippo Turetta, ha risposto alle domande dei cronisti a margine del suo intervento al Festival dei diritti umani a Milano
Oggi Giulia Cecchettin avrebbe compiuto 24 anni
Il papà di Giulia scrive agli artisti: “Evitare stereotipi e frasi tossiche. Anche Vasco componeva brani impubblicabili, poi ha mutato stile”
LAURA BERLINGHIERI
Il papà della ragazza vittima di femminicidio, che guida la Fondazione nata in memoria della figlia Giulia, si rivolge agli artisti e alle case discografiche: «Lasciate da parte i contenuti che possono alimentare una cultura della sopraffazione»
«Se non prendiamo sul serio la questione sono parole al vento» ha scritto la sorella di Giulia, la studentessa uccisa con 75 coltellate dall’ex fidanzato e poi gettata in un dirupo
A CURA DELLA REDAZIONE
La ministra per la Famiglia: «Difendo ciò che ci rende umani da chi cancella le donne. Per le adozioni ci sono sempre meno bambini, adesso spingeremo sugli affidi»
L’ex campionessa del nuoto al lavoro con la Fondazione Cecchettin: «Più speranza che ansia. L’affettività si insegna, io non ho ricordi di papà che manca di rispetto a mamma»
Il padre di Giulia nell’intervista stasera in onda a “Quarto Grado”: «Filippo potrebbe aiutare chi come lui è in quella condizione»
Video Il ministro dell'Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, e Gino Cecchettin si sono incontrati al ministero a Roma. Un incontro "positivo e costruttivo che porterà grandi novità", si apprende da fonti di viale Trastevere. Cecchettin con la Fondazione per sua figlia Giulia aveva annunciato di voler portare l’educazione sessuo-affettiva nelle scuole che manca, per legge in Italia e in soli altri 5 Paesi europei.
Il padre della vittima: «Le pene non sconfiggono la violenza, la prevenzione unica arma. Nessuno mi restituirà Giulia, ora con la fondazione cercheremo di salvare altre vite»
Video "La mia sensazione è che abbiamo perso tutti come società. Non sono né più sollevato né più triste rispetto a ieri o domani. È una sensazione strana, pensavo di rimanere impassibile". Lo ha detto ai giornalisti Gino Cecchettin, dopo la lettura della sentenza nei confronti di Filippo Turetta. "È stata fatta giustizia - ha aggiunto - la rispetto, ma dovremmo fare di più come esseri umani. La violenza di genere va combattuta con la prevenzione, con concetti forse un po' troppo lontani. Come essere umano mi sento sconfitto".
Il padre di Giulia ha commentato la sentenza di ergastolo all’omicida della figlia: «Non sono né più sollevato né più triste rispetto a ieri o domani. È una sensazione strana, pensavo di rimanere impassibile»