Metropolis - Pontefice sullo Stretto. Con Friedman, Ghisleri, Melcangi. Poi Fulminacci

Video Dopo gli spari in aria dell'esercito israeliano a Jenin, in Cisgiordania, accanto ai diplomatici europei, un attacco terroristico nel cuore di Washington, davanti al Jewish Museum. Due membri dello staff dell'ambasciata israeliana sono stati uccisi a colpi d'arma da fuoco da un killer che all'arresto ha urlato "Palestina libera". Netanyahu grida all'antisemitismo e punta il dito sugli europei e il capo della sua opposizione. All'opposto c'è chi fa risalire l'odio antisemita alla barbarie dell'Idf a Gaza. Un round di colloqui tra Mosca e Kiev per il cessate il fuoco in Ucraina a metà giugno in Vaticano. Ne scrive il Wall Street Journal, secondo il quale il segretario di Stato americano Marco Rubio e l'inviato speciale di Donald Trump Keith Kellogg sarebbero pronti a partire. Ma il presidente russo Putin ribadisce: "Dalla Santa Sede non è arrivato alcun invito". E' scontro aperto tra Salvini e il Colle. Il vicepremier e ministro leghista è furente per lo stop del Quirinale alla norma del decreto infrastrutture che assegna la competenza dei controlli antimafia per il Ponte sullo Stretto a una struttura centralizzata al Viminale. Per lo staff di Mattarella non servono norme speciali, i controlli antimafia esistono e vanno rispettati. Salvini vuole far reinserire la norma nei decreti attuativi. E' possibile? Famiglia arcobaleno: la Consulta dice sì al nome di due mamme sul documento del figlio e sì all'adozione dei single. E ora? Ne parliamo con: Alan Friedman; Alessia Melcangi, docente di Storia del medio Oriente e dell'Africa alla Sapienza di Roma e Alessandra Ghisleri, direttrice di Euromedia Research. Poi Gian Marco Centinaio, vicepresidente del Senato ed esponente della Lega e Nicola Fratoianni, leader Avs. Da Montecitorio: Gabriele Rizzardi. Con un "Buongiorno della sera" speciale di Mattia Feltri dedicato a una querela della Lega. In studio con Gerardo Greco e Luca Piras: Gabriella Colarusso, Conchita Sannino e Tommaso Ciriaco. Saverio Raimondo presenta in anteprima il nuovo numero de Il Venerdì, in edicola domani con Repubblica. Nella seconda parte del programma, come ogni giovedì, Metropolis Extra - Qualcosa di personale. Giulia Santerini incontra Fulminacci, uno dei talenti più brillanti del nuovo cantautorato italiano. Metropolis è in streaming alle 18 dal lunedì al venerdì sulle piattaforme Gedi e on demand sul sito di Repubblica. GUARDA TUTTE LE PUNTATE E LE CLIP

Centinaio al Vinitaly: «Etichette sul vino come quelle delle sigarette? Un danno per tutto il settore»

Video Al Vinitaly 2025 il senatore Gian Marco Centinaio lancia l’allarme contro la proposta europea di introdurre avvertenze sanitarie obbligatorie sulle etichette del vino. «Paragonare una bottiglia di vino a un pacchetto di sigarette è un’assurdità che rischia di distruggere l’intero comparto». Il senatore Gian Marco Centinaio interviene da Verona, nella fase conclusiva del Vinitaly 2025 (in chiusura mercoledì 9 aprile), sul dibattito in corso, secondo forse solo a quello sugli effetti dei dazi americani (che però il senatore definisce un problema temporaneo, in contrasto con le conseguenze permanenti sul settore che avrebbe l'etichettatura sul rischio sanitario). Centinaio respinge con forza il paragone con il tabacco: «Il vino non è come le sigarette, non ci sono evidenze scientifiche. Bloccare comunicazione e promozione significa distruggere un intero settore». Il senatore rilancia dunque una nuova alleanza tra i Paesi produttori e una campagna sul consumo responsabile: “Bere meno, bere meglio”.      Il contesto è questo: in un rapporto 2024 l’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) stima che oltre il 5% dei decessi nell’UE sia legato al consumo di alcol, con alcuni tipi di tumore come principale conseguenza. Per questo l’organizzazione considera l’etichettatura degli alcolici uno strumento utile di politica sanitaria, in grado di sensibilizzare i cittadini sui rischi connessi. Solo il 39% dei partecipanti a un sondaggio contenuto nel rapporto era infatti a conoscenza del legame tra alcol e cancro al colon-retto che rappresenta circa un terzo dei nuovi casi di tumore alcol-correlati nell’UE. Solo il 15% degli intervistati era a conoscenza di come evidenze crescenti indichino che anche un consumo moderato di alcol possa contribuire a sviluppare il cancro al seno. Nel documento, non sono prese in considerazione differenze tra bevitori di vino e di superalcolici o tra consumo e abuso.     Secondo l’Oms, infatti, non esiste una soglia di consumo sicura rispetto al rischio oncologico mentre le linee guida nazionali suggeriscono di non consumare più di 10 bevande alcoliche standard a settimana. Il motivo? Le raccomandazioni nazionali sono linee guida per un basso rischio, quelle dell’OMS partono dal presupposto che la situazione ideale per la salute sia non consumare affatto alcol perché il consumo di alcolici è sempre associato a un rischio potenziale per la salute, anche in caso di minimo consumo. Di conseguenza l’Organizzazione mondiale della sanità e l’Unione Europea spingono per etichette che avvertano dei rischi per la salute legati all’alcol mentre molte associazioni di categoria (come Coldiretti) e lo stesso ministro dell'agricoltura Francesco Lollobrigida si oppongono. In Irlanda le etichette sono già state introdotte su tutti gli alcolici, in Italia diversi produttori piemontesi le hanno introdotte spontaneamente spiegando la necessità di una comunicazione trasparente.    Intervista Oliviero Maggi, testo Anna Ghezzi, video Vancheri