Gli attivisti di Ultima Generazione bloccano il traffico a Milano: tra loro Simone Ficicchia e Martina Maldifassi

Video Nuovo blocco stradale a Milano degli attivisti di 'Ultima generazione'. Cinque giovani ambientalisti hanno bloccato il traffico in viale Luigi Sturzo, sedendosi in strada con uno striscione con su scritto: "Non paghiamo il fossile". Tra loro anche un ragazzo in carrozzina, Martina Maldifassi, già protagonista dell'imbrattamento del Dito di Cattelan in piazza Affari, e Simone Ficicchia, l'attivista per cui la questura di Pavia aveva chiesto la sorveglianza speciale, rifiutata dal tribunale di Milano. Una delle attiviste ha discusso con una automobilista che chiedeva di passare. I carabinieri del comando provinciale di Milano sono subito intervenuti interrompendo il flash mob e ripristinando la normale circolazione stradale. I cinque manifestanti sono stati portati in caserma per accertamenti.

Ultima Generazione, la madre di Simone Ficicchia: "Non mi piacciono i suoi metodi ma ha ragione"

Video "Diamo sostegno totale a nostro figlio. Siamo convinti che sia un ribelle e abbia ragione a esserlo. Ma siamo convinti che non sia un delinquente. La sorveglianza la si dà ai delinquenti, a chi è pericoloso per le persone". Patrizia Guidetti, madre di Simone Ficicchia, è tra le prime persone ad abbracciarlo una volta uscito dal palazzo di Giustizia di Milano. L'attivista di Ultima Generazione ha affrontato l'udienza sulla base della quale i giudici del tribunale dovranno decidere sulla richiesta di sorveglianza speciale avanzata dalla questura di Pavia (il pm di Milano, nel frattempo, ha ridotto la richiesta chiedendo di applicare la misura di sicurezza della sorveglianza, nella forma "semplice", per un anno). "Non sono d'accordo con i metodi di Ultima Generazione perché sono di un'altra generazione ma sul clima - dice la donna, mentre Simone viene abbracciato e salutato da decine di attivisti - siamo tutti coinvolti. Non è che se io la penso in un certo modo sarò salva e gli altri no". Adesso si attende la decisione dei giudici, attesa entro 30 giorni. "Spero che tutti quelli della sua generazione - ha concluso la donna - prendano coscienza e diano il loro contributo. Non tutti andranno a bloccare le tangenziali ma ognuno per come si sente di poter fare, nel suo ambito" Di Andrea Lattanzi

Pavia, solidarietà all'attivista ecologista che rischia la sorveglianza speciale

Foto Una trentina di persone tra attivisti di Fridays for future, Ultima generazione, Pavia sostenibile, Udu, Giovani Comunisti, e Unione popolare si sono dati appuntamento in una piazza vestita per le feste per manifestare la propria solidarietà a Simone Ficicchia, l'attivista di Ultima Generazione per il quale il questore di Pavia ha chiesto la sorveglianza speciale, una misura prevista dal codice delle leggi antimafia, e l'obbligo di dimora per un anno. Ficicchia, già rappresentante della consulta degli Studenti, con il movimento ambientalista ha partecipato ad alcune azioni plateali e non violente come il sit in al ponte Coperto e l'imbrattamento simbolico del Teatro della Scala per chiedere azioni politiche che permettano di rallentare la crisi climatica che andrà a colpire i giovani di oggi. «Ci vogliono colpire perché siamo scomodi» dice Bjork Ruggeri, 20 anni, attivista di Ultima generazione Pavia. «Se questa misura diverrà operativa - dice Pietro losio di fridays for future - sarà la prima volta in Italia che un attivista per il clima rischia la sorveglianza speciale, un fatto eclatante: lo stato non ascolta la nostra lotta che è anche generazionale».

Ultima generazione, via al processo per la vernice sul Senato: "Non abbiamo paura del processo ma del futuro"

Video E' iniziato a Roma il processo per danneggiamento aggravato ai danni di Davide Nensi, Alessandro Sulis e Laura Paracini, i tre attivisti di Ultima Generazione che la mattina del 2 gennaio ricoprirono di vernice la facciata del Senato. In contemporanea, davanti a Piazzale Clodio, si è svolto un sit-in di solidarietà che ha visto la partecipazione di attivisti, simpatizzanti e numerosi esponenti della politica. Dal M5s al Pd, passando per Alleanza Verdi e Sinistra, quasi tutta l'opposizione al governo Meloni ha voluto far sentire la vicinanza agli ambientalisti. "Il nostro è un Paese che stenta a capire il senso della libertà: il fondamentale diritto a esprimere il proprio dissenso che deve essere incondizionato quando, come in questo caso, non si esercita alcuna forma di violenza", ha detto l'ex senatore Luigi Manconi. All'udienza sono state accolte la costituzione di parte civile dello stesso Senato, del Ministero dei Beni Culturali e del Comune di Roma. "Rifaremmo tutto, noi continuiamo comunque con le nostre azioni - ha commentato l'imputata Laura Paracini -. Non mi preoccupa tanto il processo, quanto il mio futuro. Un futuro senza acqua, senza cibo e al collasso sociale, quello sì che dovrebbe terrorizzare tutti quanti". Il processo è stato aggiornato al prossimo 18 ottobre.