Tour de France, attivisti di Ultima Generazione occupano la strada a Bologna: "Stop al genocidio"

Video Durante la tappa del Tour de France a Bologna, cinque attivisti di Ultima Generazione hanno bloccato la strada sotto il ponte della stazione Mazzini. Si sono incatenati e versati della vernice rossa per simboleggiare il sangue delle vittime palestinesi e protestare contro l'occupazione israeliana. Allo stesso tempo, membri dell'organizzazione dei Giovani Palestinesi hanno esposto uno striscione dal ponte e agitato bandiere palestinesi. La polizia ha rimosso gli attivisti e li ha fermati. L'azione fa parte della campagna #StradaChiusaAlGenocidio contro lo sportwashing e critica la partecipazione di squadre israeliane alle competizioni internazionali, in contrasto con le restrizioni imposte a squadre russe e bielorusse. Tutti gli aggiornamenti sulla guerra Israele-Hamas su Repubblica

Ultima Generazione, blitz al Ministero del Lavoro contro le morti bianche: attivisti spruzzano carbone nero sul muro

Video Alcuni attivisti di Ultima Generazione giovedì mattina hanno imbrattato con carbone nero vegetale il muro del Ministero del Lavoro, in Via Veneto, a Roma. Un blitz per protestare contro le morti bianche (causate da incidenti che avvengono sul luogo di lavoro o nel percorso da e verso esso), che nel 2023 sono state più di mille.

Roma, Ultima Generazione: vernice arancione sulle vetrine di Armani in via dei Condotti

Video Nuovo blitz di protesta di Ultima Generazione a Roma. Dopo le dimostrazioni dei giorni scorsi a via del Corso e agli Internazionali di tennis, gli ecoattivisti hanno colpito i marchi del lusso in via dei Condotti, imbrattando con la vernice arancione le vetrine di Armani. Sul posto sono intervenuti gli agenti della polizia locale che hanno interrotto l'azione dimostrativa e fermato 13 persone per l'identificazione.

Ultima generazione, Ficicchia assolto nel processo per la mancata firma

Video Il pm aveva chiesto una condanna di 14 giorni per Simone Ficicchia, attivista di Ultima Generazione per la prima volta a processo a Pavia, ma il giudice ha propeso per l’assoluzione per particolare tenuità del fatto. L’ambientalista, infatti, si trovava di fronte al giudice per non aver firmato nei tempi previsti, in commissariato a Voghera, dopo il foglio di via emesso dal questore di Aosta a seguito del blocco stradale sul traforo del monte Bianco, a fine 2022. All’ambientalista era stata contestata un ammenda da 750€ per la mancata presentazione, ma aveva deciso di resistere considerando il foglio di via una punizione spropositata rispetto all’azione commessa. Rischiava da 1 a 6 mesi di detenzione. Una quindicina gli attivisti che, in solidarietà a Ficicchia, hanno deciso di presenziare di fronte al tribunale per dimostrargli solidarietà. Servizio Puccio, video Garbi

La denuncia dell'attivista fermata a Brescia: "Costretta a spogliarmi e a fare squat in questura"

Video "Appendiamo con dolore che molte delle persone socialmente identificate come donne sono state costrette a spogliarsi e a eseguire piegamenti sulle gambe, trattamento non riservato invece alle persone di sesso maschile": è la denuncia di Extinction Rebellion dopo la manifestazione di lunedì 13 gennaio davanti ai cancelli della Leonardo, a Brescia, a cui hanno preso parte anche attivisti di Ultima Generazione e Palestina Libera. Ventitré persone sono state trattenute per sette ore in questura. Nel video, una delle attiviste fermate denuncia di essere stata costretta a spogliarsi e a fare tre squat in questura "per dei controlli". "Tutte le persone sono state denunciate arbitrariamente per reati pretestuosi e altre espulse da Brescia con dei fogli di via obbligatori", scrive il movimento ambientalista. "Si conclude così una giornata piena di abusi in divisa che apre una nuova ferita nella gestione del pubblico dissenso in questo Paese". Sul fatto il vice capogruppo di Avs alla Camera, Marco Grimaldi, ha depositato un'interrogazione parlamentare: "Spieghino gli agenti della Questura di Brescia come mai hanno sottoposto a 7 ore di fermo persone che avevano fornito i documenti e quindi non dovevano essere trattenute in base all'articolo 349 del codice di procedura penale", scrive Grimaldi. "Ma, soprattutto, spieghino perché donne e ragazze sarebbero state costrette a spogliarsi e a eseguire piegamenti sulle gambe. Di questi abusi, dopo il 2001, ne abbiamo abbastanza. Come ne abbiamo abbastanza delle denunce arbitrarie, che regolarmente cadono davanti al pm, e dei fogli di via elargiti a chiunque manifesti".