Pavia, studenti con le pentole in università centrale: "Chiediamo spazi in cui mangiare"

Foto Prima la "schiscetta", ora anche mestoli e pentole. Succede sotto le finestre del rettorato all'Università, dove per il terzo giorno di fila gli studenti del Coordinamento per il diritto allo studio - Udu hanno organizzato una protesta contro le norme che vietano di mangiare nelle aule dell'ateneo il cibo già pronto, e in solidarietà con Giorgia Orsi, la collega disabile cacciata dall'aula dove stava pranzando con la minaccia di chiamare i carabinieri se non si fosse allontanata. "Stiamo al freddo" per mangiare al caldo, dicono gli studenti, che hanno anche volantinato (al ritmo delle pentole) nei cortili dell'università, invitando i loro colleghi - come loro al freddo - a spostarsi sotto le finestre del rettorato per unirsi a nel pranzo di protesta. Servizio e foto Silvio Puccio

Pavia, parla la studentessa disabile cacciata dagli addetti dell'Università perché stava pranzando in aula

Video Giorgia Orsi, ventiseienne di Basiglio, racconta come è stata cacciata dagli addetti dell’Università dall’aula G1, 300 posti nel seminterrato di palazzo San Tommaso, dove mercoledì stava pranzando come altri studenti. Lei, invalida al 100 per cento per una malattia oncologica, studentessa di Filosofia a Pavia. «Stavo mangiando il pranzo che mia madre prepara apposta per le mie esigenze - spiega -. Pioveva, e io non posso prendere freddo perché il rischio è di ammalarmi sul serio. Un'addetta ha detto che dovevo seguire le norme dell’ateneo, aggiungendo che se non me ne fossi andata, avrebbero chiamato i carabinieri. Ho chiuso la mia schiscetta e ho lasciato l’aula. Poi sono scoppiata a piangere». (video Garbi)