Metropolis/213 - "L'acqua fino al Colle". È l'inizio della fine della guerra? Ospiti: Picierno, Sisto e Paiella. Con Feltri, Mauro, Molinari e Vespa

Video Oggi a Metropolis "La grande tempesta" (Mondadori) di Bruno Vespa diventa l'occasione per ragionare sulla "rivoluzione" - parole sue - della prima premier donna della nostra storia, del primo governo di destra e di una opposizione non "strutturata". In studio con Gerardo Greco, il direttore di HuffPost Mattia Feltri.
 
Quindi parliamo di G20 e migranti con Pina Picierno (vicepresidente del Parlamento Europeo), Francesco Paolo Sisto (viceministro della Giustizia) e Angela Mauro, in collegamento da Bruxelles. E, ancora, la guerra in Ucraina e i rapporti difficilissimi tra Cina e Taiwan: ne parliamo con il direttore di Repubblica Maurizio Molinari. Con i sentieri di guerra in video di Gianluca Di Feo.
 
Nel terzo blocco Max Pajella ci regala un monologo inedito dedicato ai nuovi linguaggi della destra giocando seri sul caso Montesano e maglietta della X Mas. Pajella è in tour nei teatri con "Storie di un cantastorie". In uscita il suo libro "Umorismo felice" (Edizioni Francescane)
 
 
Metropolis è in streaming alle 18 dal lunedì al venerdì sulle piattaforme Gedi e on demand in video e in podcast sul sito di Repubblica

Zavattarello, un'ora e mezza per tirare fuori da sottoterra il cane Izko

Video C'è voluta un'ora e mezza, tra i boschi di Zavattarello, per tirarlo fuori da sottoterra. Un'ora e mezza di supposizioni, di tentativi e di scavi per riuscire a individuare dove si fosse incastrato esattamente Izko, meticcio di sette anni, scappato alla squadra di caccia al cinghiale per rincorrere un tasso. A rendere particolarmente difficoltosa l'operazione, portata a termine sabato alla frazione Valle dai volontari dei Vigili del fuoco di Varzi e Voghera, è stato il fatto che, per seguire la traccia, il cane si fosse infilato involontariamente in un canale interrato. Una volta entrato, il cagnolino non è più riuscito a trovare la via di uscita, e i cacciatori hanno dovuto per forza chiamare i Vigili del fuoco. 

Metropolis/213 - Migranti, Sisto (FI): "Salvini? Come un tifoso che grida di più. Ma noi pronti al dialogo"

Video Francesco Paolo Sisto, viceministro alla Giustizia e senatore di Forza Italia, commenta a Metropolis il pugno duro di Salvini sulle Ong: "Conosciamo il leader della Lega e la sua effervescenza, qualche volta esuberanza, ma il governo si muove sul canale con il dialogo. Siamo consapevoli della necessità di difendere i confini ma il groove dell'esecutivo mantiene il suo equilibrio".     Metropolis è in streaming alle 18 dal lunedì al venerdì sulle piattaforme Gedi e on demand in video e in podcast sul sito di Repubblica

Metropolis/213 - Migranti, Molinari: "Ora Meloni è al bivio tra la linea Draghi o quella Salvini"

Video Il direttore di Repubblica, Maurizio Molinari, a Metropolis commenta la crisi Italia-Francia nel giorno del colloquio tra Emmanuel Macron e Sergio Mattarella: "Nessuna telefonata sarebbe stata fatta senza l'assenso della premier. Ma ora Meloni continuerà così oppure tornerà sulla strada del governo precedente?"   Metropolis è in streaming alle 18 dal lunedì al venerdì sulle piattaforme Gedi e on demand in video e in podcast sul sito di Repubblica

ATP Finals, Rublev batte Medvedev nel derby russo e invoca la pace

Video "Peace, peace, peace is all we need". Ha invocato tre volte la pace il russo Andrej Rublev, n. 7 al mondo, scrivendo il suo pensiero sulla telecamera alla fine del match vinto 6-7,-6-3,-7-6 contro il connazionale Daniil Medvedev, numero 5 del ranking, nelle Atp Finals di Torino. Già nello scorso febbraio, dopo aver battuto Hurkacz nelle semifinali del torneo di Dubai, Rublev aveva scritto sulla telecamera la frase: "No war, please", definendo "terribile" la decisione di Putin di invadere l'Ucraina. Nel match di Torino, è riuscito a vincere nonostante tutto: i precedenti (che erano 4-1 per Medvedev), i due errori del giudici di sedia che l'hanno penalizzato nel primo set, i set point sprecati e la mano destra sanguinante per i pugni di rabbia contro le corde della sua racchetta.