Pavia, donne in piazza contro la violenza: "Siamo la voce di quelle a cui la voce è stata tolta"

Video C’erano almeno duecento persone oggi 25 novembre in piazza della Vittoria al presidio organizzato da Non una di meno in occasione della giornata mondiale contro la violenza sulle donne. La voce che si sentiva però era una sola, quella di donne e uomini di ogni età che manifestano per cambiare la cultura in cui maturano le violenze: «il grido delle donne che di voce non ne hanno più», come dice uno dei cori che più smuove la folla. Un signore che passa di lì e insulta le manifestanti, giusto per ricordare a tutti che il problema è sistemico.
La rete anti violenza si batte anche per prevenire certi eventi e per farlo bisogna intervenire culturalmente sulla società. Lo spiega Rossella Cabras, referente di Non una di meno a Pavia: «Vogliamo mettere in evidenza il concetto di vittimizzazione secondaria. La donna non solo subisce una violenza dal partner o da altri uomini violenti, ma deve in secondo luogo sentirsi vittima di un sistema che non la ascolta e la abbandona. Questo è il motivo per cui le nostre istituzioni sono colpevoli di ulteriori violenze». Ciò a cui deve aspirare la nostra società secondo Cabras è lo sviluppo di una «coscienza collettiva» che porti tutti a sentirsi coinvolti in questa battaglia. «La violenza sulle donne non è un fatto individuale, ma riguarda tutti e come già detto può essere perpetrata anche dalle istituzioni. In un Paese che ancora ci dimentica rispondiamo unendoci: se tocchi una di noi tocchi anche tutte le altre». Accanto a Cabras al centro del presidio c’era Reine Atadieu, la donna di origini africane che nelle case Aler del rione Scala dove viveva con le figlie ha subito l’odio razziale di un vicino, che l’ha aggredita più volte sia fisicamente che verbalmente negli ultimi anni. «Ha denunciato più volte sia alle forze dell’ordine che ad Aler e nessuno ha mai risolto. Questo è un caso in cui è evidente che la violenza deriva da linee di oppressione di razza e genere, che la nostra società non riconosce. Siamo vicine a Reine e alziamo la voce per lei e per tutte noi». Servizio Morana, video Garbi

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