ROMA Il Senato sarà composto da «novantacinque senatori rappresentativi delle istituzioni territoriali e da cinque senatori che possono essere nominati dal Presidente della Repubblica»: lo prevede l’emendamento di Ettore Rosato del Pd alla riforma approvato dall’Aula di Montecitorio che ri
ROMA Il Senato sarà composto da «novantacinque senatori rappresentativi delle istituzioni territoriali e da cinque senatori che possono essere nominati dal Presidente della Repubblica»: lo prevede l’emendamento di Ettore Rosato del Pd alla riforma approvato dall’Aula di Montecitorio che ri
di ANDREA SARUBBI Ci sono due notizie che girano a braccetto, ormai da qualche giorno, e una è decisamente più grave dell’altra. La prima è che un pezzo del Pd, all’incirca coincidente con l’area di Pippo Civati, non voterà alle Regionali in Liguria per la candidata ufficiale del proprio p
di Gabriele Rizzardi wROMA Dietrofront. Il codicillo salva-Berlusconi infilato all’ultimo momento nei decreti delegati che dovrebbero accompagnare la riforma del fisco sarà bloccato. La decisione è stata presa da Matteo Renzi dopo la lettura dei giornali che annunciavano la possibilità di
di Vindice Lecis wROMA Ma gli statali possono essere o no licenziati? Secondo il ministero, che lo ha messo nero su bianco sabato, non si potrebbe. Secondo il relatore Pietro Ichino, il “falco” di Scelta civica che ha ispirato la parte più dura del jobs act, gli statali erano stati inclusi
ROMA La Legge di Stabilità si accinge all’ultimo giro di boa, quello dell’Aula della Camera che la “tramuterà” in legge dello Stato proprio a ridosso Di Natale. E questa volta senza voto di fiducia. Il ministro dell’Economia, Pier Carlo Padoan, è ottimista: la manovra garantirà «meno tasse
di GIANFRANCO PASQUINO Si sono persi vent’anni di tempo senza realizzare le promesse della campagna elettorale» dell’Ulivo. Cito la frase di Matteo Renzi e non ho esitazioni. Il segretario del Partito democratico ha ragione. Non importa che la sua critica delle promesse non mantenute gli s
di GIANFRANCO PASQUINO Si sono persi vent’anni di tempo senza realizzare le promesse della campagna elettorale» dell’Ulivo. Cito la frase di Matteo Renzi e non ho esitazioni. Il segretario del Partito democratico ha ragione. Non importa che la sua critica delle promesse non mantenute gli s
di GIANFRANCO PASQUINO Si sono persi vent’anni di tempo senza realizzare le promesse della campagna elettorale» dell’Ulivo. Cito la frase di Matteo Renzi e non ho esitazioni. Il segretario del Partito democratico ha ragione. Non importa che la sua critica delle promesse non mantenute gli s
(segue dalla prima pagina) Quello che appare certo, a giudicare dall’incessante innalzarsi dei toni barricadieri, è che la convivenza all’interno della stessa formazione politica tra le “anime” e le aree in contrasto si rivela ogni giorno che passa sempre più problematica, in primis perché
(segue dalla prima pagina) Quello che appare certo, a giudicare dall’incessante innalzarsi dei toni barricadieri, è che la convivenza all’interno della stessa formazione politica tra le “anime” e le aree in contrasto si rivela ogni giorno che passa sempre più problematica, in primis perché
di Maria Berlinguer wROMA 26 minuti per ribadire il no «a voci di scissioni e di voto anticipato che fanno solo perdere tempo al Paese» e per elogiare l’opera riformatrice del governo. L’ultimo discorso di auguri alle alte cariche dello Stato da presidente della Repubblica di Giorgio Napol
di Maria Berlinguer wROMA 26 minuti per ribadire il no «a voci di scissioni e di voto anticipato che fanno solo perdere tempo al Paese» e per elogiare l’opera riformatrice del governo. L’ultimo discorso di auguri alle alte cariche dello Stato da presidente della Repubblica di Giorgio Napol
di Maria Berlinguer wROMA 26 minuti per ribadire il no «a voci di scissioni e di voto anticipato che fanno solo perdere tempo al Paese» e per elogiare l’opera riformatrice del governo. L’ultimo discorso di auguri alle alte cariche dello Stato da presidente della Repubblica di Giorgio Napol
(segue dalla prima pagina) Quello che appare certo, a giudicare dall’incessante innalzarsi dei toni barricadieri, è che la convivenza all’interno della stessa formazione politica tra le “anime” e le aree in contrasto si rivela ogni giorno che passa sempre più problematica, in primis perché
ROMA Al referendum popolare forse non si arriverà, ma sul gradimento olimpico c’è già un partito che avanza. Ed è decisamente bipartisan se mette insieme, nella sostanza, due politici antitetici come Matteo Salvini e Pippo Civati, oltre al M5S. Il leader della Lega Nord, che ancora prima c
ROMA Al referendum popolare forse non si arriverà, ma sul gradimento olimpico c’è già un partito che avanza. Ed è decisamente bipartisan se mette insieme, nella sostanza, due politici antitetici come Matteo Salvini e Pippo Civati, oltre al M5S. Il leader della Lega Nord, che ancora prima c
ROMA Al referendum popolare forse non si arriverà, ma sul gradimento olimpico c’è già un partito che avanza. Ed è decisamente bipartisan se mette insieme, nella sostanza, due politici antitetici come Matteo Salvini e Pippo Civati, oltre al M5S. Il leader della Lega Nord, che ancora prima c
ROMA C’è Renzi. Cioè la stragrande maggioranza del partito, con una cifra intorno al 70%. E poi ci sono gli altri: sei-sette correnti (dipende da come si considerano le sub-componenti). Alcune più grandi, come quella bersaniana, alcune piccole o piccolissime. Questa la galassia variegata d
di Gabriella Cerami wROMA I toni, anzi i decibel - come li chiama Matteo Renzi - sono stati alti. E anche se l’Assemblea del Pd non ha registrato lo strappo tra il segretario e i dissidenti, scintille ce ne sono state parecchie. «Non staremo fermi per i diktat della minoranza», esordisce i