di Gabriele Rizzardi wROMA «Nel voto finale sul jobs act certamente non mancherà la lealtà verso il partito e il governo. Non ho bisogno di farmi spiegare cosa è una ditta dai neofiti...». Nel giorno in cui la riforma del lavoro approda al Senato e la Conferenza dei capigruppo decide che l
di Gabriele Rizzardi wROMA «Nel voto finale sul jobs act certamente non mancherà la lealtà verso il partito e il governo. Non ho bisogno di farmi spiegare cosa è una ditta dai neofiti...». Nel giorno in cui la riforma del lavoro approda al Senato e la Conferenza dei capigruppo decide che l
di Gabriele Rizzardi wROMA Sfida i sindacati dicendosi disposto ad incontrarli a Palazzo Chigi per parlare non di articolo 18 ma di salario minimo, rappresentanza sindacale e contrattazione di secondo livello. Concede una piccola apertura alla minoranza interna spiegando che l’articolo 18
di Gabriele Rizzardi wROMA Sfida i sindacati dicendosi disposto ad incontrarli a Palazzo Chigi per parlare non di articolo 18 ma di salario minimo, rappresentanza sindacale e contrattazione di secondo livello. Concede una piccola apertura alla minoranza interna spiegando che l’articolo 18
di Gabriele Rizzardi wROMA Sfida i sindacati dicendosi disposto ad incontrarli a Palazzo Chigi per parlare non di articolo 18 ma di salario minimo, rappresentanza sindacale e contrattazione di secondo livello. Concede una piccola apertura alla minoranza interna spiegando che l’articolo 18
di Maria Berlinguer wROMA Matteo Renzi tira dritto sulla riforma del lavoro e sull’abolizione dell’articolo 18 e la direzione del Pd di oggi rischia di chiudersi con una dolorosa conta interna con la minoranza. Mentre si cerca di trovare un accordo che ancora non c’è e Matteo Orfini, presi
ROMA Il segretario Matteo Renzi non ha problemi numerici nella direzione nazionale che oggi esaminerà ed arriverà al voto sul nodo della legge delega di riforma del mercato del lavoro. Il “parlamentino” del Partito democratico, infatti, è composto sulla base dei risultati delle primarie de
di Nicola Corda wROMA Alla ricerca di un’intesa per evitare lo scontro frontale. Sulla legge delega del lavoro la minoranza del Partito democratico mette in campo tutte le possibili mediazioni e manda segnali di pace a Renzi. «Una sintesi è possibile e anche agevole, basta volerlo» è l’ind
di Nicola Corda wROMA Alla ricerca di un’intesa per evitare lo scontro frontale. Sulla legge delega del lavoro la minoranza del Partito democratico mette in campo tutte le possibili mediazioni e manda segnali di pace a Renzi. «Una sintesi è possibile e anche agevole, basta volerlo» è l’ind
di Nicola Corda wROMA Alla ricerca di un’intesa per evitare lo scontro frontale. Sulla legge delega del lavoro la minoranza del Partito democratico mette in campo tutte le possibili mediazioni e manda segnali di pace a Renzi. «Una sintesi è possibile e anche agevole, basta volerlo» è l’ind
di Gabriele Rizzardi wROMA La minoranza Pd, con una mossa a tenaglia che si sviluppa tra Camera e Senato, mette sul tavolo 7 emendamenti al jobs act firmati da 35 senatori e lancia un preciso avvertimento a Renzi: senza modifiche alla delega sul lavoro, sarà chiesto agli iscritti di esprim
di Gabriele Rizzardi wROMA La minoranza Pd, con una mossa a tenaglia che si sviluppa tra Camera e Senato, mette sul tavolo 7 emendamenti al jobs act firmati da 35 senatori e lancia un preciso avvertimento a Renzi: senza modifiche alla delega sul lavoro, sarà chiesto agli iscritti di esprim
di Gabriele Rizzardi wROMA La minoranza Pd, con una mossa a tenaglia che si sviluppa tra Camera e Senato, mette sul tavolo 7 emendamenti al jobs act firmati da 35 senatori e lancia un preciso avvertimento a Renzi: senza modifiche alla delega sul lavoro, sarà chiesto agli iscritti di esprim
di Maria Berlinguer wROMA Altro che abbassare i toni, Matteo Renzi prima di partire per gli Stati Uniti, lancia un’altra randellata alla minoranza Pd e alla “vecchia guardia” in rivolta contro l’abolizione dell’articolo 18 e il Jobs act. «Nel mio partito c’é chi pensa che dopo aver preso i
di Maria Berlinguer wROMA Matteo Renzi attacca a testa bassa la «vecchia guardia» del Pd che non vuole cambiare le cose e vuole tornare a un partito del 25%. Il giorno dopo il duro video messaggio ai sindacati, il premier-segretario finito nel mirino della minoranza dem sulla riforma del m
di Maria Berlinguer wROMA Matteo Renzi attacca a testa bassa la «vecchia guardia» del Pd che non vuole cambiare le cose e vuole tornare a un partito del 25%. Il giorno dopo il duro video messaggio ai sindacati, il premier-segretario finito nel mirino della minoranza dem sulla riforma del m
di Maria Berlinguer wROMA Matteo Renzi attacca a testa bassa la «vecchia guardia» del Pd che non vuole cambiare le cose e vuole tornare a un partito del 25%. Il giorno dopo il duro video messaggio ai sindacati, il premier-segretario finito nel mirino della minoranza dem sulla riforma del m
di Vindice Lecis wROMA Dalla Cgil parte l’attacco alla riforma del mercato del lavoro: Renzi è in continuità con Berlusconi e ha in mente il modello Thatcher, dice Susanna Camusso. Ma il presidente del Consiglio, in un videomessaggio, replica duramente accusando i sindacati «di aver difeso
di Vindice Lecis wROMA Dalla Cgil parte l’attacco alla riforma del mercato del lavoro: Renzi è in continuità con Berlusconi e ha in mente il modello Thatcher, dice Susanna Camusso. Ma il presidente del Consiglio, in un videomessaggio, replica duramente accusando i sindacati «di aver difeso
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