ROMA Nessuno evoca la scissione ma sullo jobs act i nervi restano tesi tra governo e minoranza del Pd, soprattutto ora che è chiaro che Matteo Renzi non ha alcuna intenzione di «concertare» alcunchè con la Cgil. Il premier tira dritto. E alla vigilia della discussione della riforma del lav
ROMA Nessuno evoca la scissione ma sullo jobs act i nervi restano tesi tra governo e minoranza del Pd, soprattutto ora che è chiaro che Matteo Renzi non ha alcuna intenzione di «concertare» alcunchè con la Cgil. Il premier tira dritto. E alla vigilia della discussione della riforma del lav
di Maria Berlinguer wROMA «Se i sindacati vogliono trattare si facciano eleggere, ce ne sono già, si troverebbero a loro agio». Matteo Renzi replica duro a Susanna Camusso che ha definito surreale l’incontro con il governo perché «i ministri non avevano la delega a trattare». «Trattare cos
di Maria Berlinguer wROMA «Se i sindacati vogliono trattare si facciano eleggere, ce ne sono già, si troverebbero a loro agio». Matteo Renzi replica duro a Susanna Camusso che ha definito surreale l’incontro con il governo perché «i ministri non avevano la delega a trattare». «Trattare cos
di Maria Berlinguer wROMA «Se i sindacati vogliono trattare si facciano eleggere, ce ne sono già, si troverebbero a loro agio». Matteo Renzi replica duro a Susanna Camusso che ha definito surreale l’incontro con il governo perché «i ministri non avevano la delega a trattare». «Trattare cos
di GIANFRANCO BETTIN Spesso, in Italia, le cose non sono come sembrano, nemmeno in campo sociale e politico. Ad esempio, ieri, il sabato della Leopolda e della Cgil è sembrato dividere in modo inequivocabile il campo della sinistra e in particolare del Pd. Una parte a Firenze nell’ex stazi
roma Maurizio Landini si schermisce davanti a chi evoca per lui un futuro da leader della sinistra, ma nel retropalco di piazza San Giovanni il leader della Fiom è il più conteso da giornalisti e fotografi. «È una manifestazione bellissima - dice soddisfatto - Oltre ogni aspettativa. È una
di GIANFRANCO BETTIN Spesso, in Italia, le cose non sono come sembrano, nemmeno in campo sociale e politico. Ad esempio, ieri, il sabato della Leopolda e della Cgil è sembrato dividere in modo inequivocabile il campo della sinistra e in particolare del Pd. Una parte a Firenze nell’ex stazi
roma Maurizio Landini si schermisce davanti a chi evoca per lui un futuro da leader della sinistra, ma nel retropalco di piazza San Giovanni il leader della Fiom è il più conteso da giornalisti e fotografi. «È una manifestazione bellissima - dice soddisfatto - Oltre ogni aspettativa. È una
di GIANFRANCO BETTIN Spesso, in Italia, le cose non sono come sembrano, nemmeno in campo sociale e politico. Ad esempio, ieri, il sabato della Leopolda e della Cgil è sembrato dividere in modo inequivocabile il campo della sinistra e in particolare del Pd. Una parte a Firenze nell’ex stazi
roma Maurizio Landini si schermisce davanti a chi evoca per lui un futuro da leader della sinistra, ma nel retropalco di piazza San Giovanni il leader della Fiom è il più conteso da giornalisti e fotografi. «È una manifestazione bellissima - dice soddisfatto - Oltre ogni aspettativa. È una
ROMA «Ci conteranno uno a uno» dice Susanna Camusso, alla vigilia della manifestazione di Cgil e della Fiom contro le politiche economiche del governo. Tre grandi cortei che partiranno la mattina per convergere in piazza San Giovanni per il comizio finale. «Dai segnali che abbiamo sarà una
ROMA «Ci conteranno uno a uno» dice Susanna Camusso, alla vigilia della manifestazione di Cgil e della Fiom contro le politiche economiche del governo. Tre grandi cortei che partiranno la mattina per convergere in piazza San Giovanni per il comizio finale. «Dai segnali che abbiamo sarà una
ROMA «Ci conteranno uno a uno» dice Susanna Camusso, alla vigilia della manifestazione di Cgil e della Fiom contro le politiche economiche del governo. Tre grandi cortei che partiranno la mattina per convergere in piazza San Giovanni per il comizio finale. «Dai segnali che abbiamo sarà una
di Milena Vercellino wTORINO Una manifestazione dai grandi numeri, vivace e vibrante di rivendicazioni e di rabbia; e poi la tensione che sale, le transenne divelte, i tafferugli, il lancio di lacrimogeni da parte della polizia. ll vertice del lavoro che non c’è infiamma le strade di Torin
di Milena Vercellino wTORINO Una manifestazione dai grandi numeri, vivace e vibrante di rivendicazioni e di rabbia; e poi la tensione che sale, le transenne divelte, i tafferugli, il lancio di lacrimogeni da parte della polizia. ll vertice del lavoro che non c’è infiamma le strade di Torin
di Milena Vercellino wTORINO Una manifestazione dai grandi numeri, vivace e vibrante di rivendicazioni e di rabbia; e poi la tensione che sale, le transenne divelte, i tafferugli, il lancio di lacrimogeni da parte della polizia. ll vertice del lavoro che non c’è infiamma le strade di Torin
di Nicola Corda wROMA Tagli contro tasse, governo contro Regioni. Uno scontro che forse non ha precedenti tra Matteo Renzi e Sergio Chiamparino che incrociano le lame intorno a 4 miliardi di tagli che la legge di stabilità assegna alle Regioni. «Troppi, insostenibili, così ci costringono a
di Nicola Corda wROMA Tagli contro tasse, governo contro Regioni. Uno scontro che forse non ha precedenti tra Matteo Renzi e Sergio Chiamparino che incrociano le lame intorno a 4 miliardi di tagli che la legge di stabilità assegna alle Regioni. «Troppi, insostenibili, così ci costringono a
di Nicola Corda wROMA Tagli contro tasse, governo contro Regioni. Uno scontro che forse non ha precedenti tra Matteo Renzi e Sergio Chiamparino che incrociano le lame intorno a 4 miliardi di tagli che la legge di stabilità assegna alle Regioni. «Troppi, insostenibili, così ci costringono a