Trump e Meloni: le foto del vertice in Florida

Video Visita lampo di Giorgia Meloni a Mar a Lago, in Florida, per incontrare Donald Trump. Nelle foto l'incontro tra i due leader. Meloni è atterrata negli Stati Uniti verso le 19.30 (l'una e mezzo in Italia) ed ripartita  poco dopo le 23 locali (5 del mattino in Italia) da West Palm Beach. Molti i temi in discussione, dal caso di Cecilia Sala arrestata in Iran ai futuri rapporti tra Usa e paesi europei. Nella residenza del presidente eletto Meloni ha visto un documentario sulle elezioni del 2020. Presenti anche i prossimi segretari di Stato e del Tesoro Marco Rubio e Scott Bessent, il consigliere per la sicurezza nazionale Mike Walz e il futuro ambasciatore a Roma Tilman Fertitta, oltre all’ambasciatrice italiana a Washington Mariangela Zappia.

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L'Italia «è seria e affidabile». E l'accoglienza della prima premier donna, e di destra, a capo del governo italiano da parte dell'amministrazione americana lo dimostra. Giorgia Meloni in pubblico e in privato si dice più che «soddisfatta» per l'esito della tre giorni a Washington che l'ha portata a

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Un paese, un voto. E segreto. Ma quel «benvenuta» alla candidatura italiana per l'Expo 2030 che arriva dalla Casa Bianca, fa sperare ancora di più Roma, che sente di avere chance per arrivare al ballottaggio con l'agguerrita Riad e aggiudicarsi, poi, l'esposizione universale in calendario tra 7 anni

Anthony Fauci, dall’Aids al Covid “The Doctor” ha consigliato sette presidenti. Con la sfida ai No Vax è diventato il nemico numero uno dell’estrema destra

Quando “The Doctor” entra nella sala da pranzo della residenza dell’ambasciatrice italiana a Washington, Mariangela Zappia, indossa una mascherina nera. È l’unico a portarla fra i circa cento invitati a una serata in suo onore. Spiega che la mattina la moglie è risultata positiva al Covid. «Io ho...

Alberto Simoni

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Corrispondente da Washington«I legami fra i nostri due Paesi saranno sempre forti, e la guerra in Ucraina ha reso questo legame ancora più forte. Se Putin pensava di poterci dividere, ha fallito». Sono da poco passate le 14 quando nello Studio Ovale il premier Mario Draghi stringe la mano al preside