Senza Titolo

La giornataPaolo Baroni / Roma A sorpresa dall'ultima bozza del Decreto Aiuti quater, approvato dal Consiglio dei ministri il 10 novembre e in attesa di pubblicazione sulla Gazzetta ufficiale, è sparita la norma che a partire da gennaio alzava da 1.000 a 5.000 euro la soglia per l'utilizzo del denar

Manifestazione per la pace a Milano, Calenda contro il corteo di Roma: "Siamo in favore della guerra per difenderci"

Video Moltissime persone sono scese in piazza per partecipare alla manifestazione in sostegno del popolo ucraino, promossa dal Terzo Polo con Carlo Calenda e Matteo Renzi all’arco della Pace di Milano. Oltre alle associazioni degli ucraini in Italia e l’associazione dei giovani iraniani in Italia, vi è stata una adesione anche del senatore dem Pier Ferdinando Casini, l’economista Carlo Cottarelli, l’ex vicepresidente della Regione Lombardia Letizia Moratti, l’ex deputato e ora tesoriere dell’Associazione Luca Coscioni, Marco Cappato, ed esponenti dei Radicali e del terzo polo come Matteo Renzi, Mara Carfagna e Maria Stella Gelmini. Ma il colpo d’occhio più evidente dalla piazza è stata la totale assenza di bandiere arcobaleno, sostituite da cartelli e bandiere giallo blu con il motto nazionale “Slava Ukraini”.  “Forse Conte è un po’ confuso”, ha aggiunto il leader di Azione, Carlo Calenda, “questa è una piazza che non confonde la pace con l’annessione e l’oppressione. Una piazza che capisce il significato di pace per la libertà e pace come pacificazione di popoli oppressi. La parola pacificazione è stata utilizzata da tutti i dittatori ogni qual volta hanno fatto una guerra”. Di Edoardo Bianchi

Senza Titolo

Francesco Moscatelli / MILANODecine di bandiere gialle e blu con lo slogan «Slava Ukraini» (Gloria all'Ucraina), qualche tricolore, un paio di bandiere della Ue e della Nato e tanti manifesti con il volto di Putin racchiuso in un fungo atomico. Per gli organizzatori c'erano 5mila persone. Tantissimi

Senza Titolo

il casoCarlo BertiniFrancesco MoscatelliEd ecco che alle elezioni regionali, Pd, Terzo Polo e M5s stanno creando le condizioni per andare da soli in battaglia. E per perdere onorevolmente. Carlo Calenda a Tagadà pone un aut aut al Pd, quando dice «niente intese con i 5stelle: o fate l'accordo con no

L’addio dei Migliori

Ultimo Cdm, poi rapido brindisi Draghi ringrazia la sua squadra: «I governi passano, l’Italia resta Orgogliosi dei risultati raggiunti». Un ministro: «Come l’ultima cena con più di un Giuda al tavolo...»

ALESSANDRO BARBERA

le candidature

il casoFrancesco Moscatelli /MILANOCi saranno ben tre ministre uscenti del governo Draghi, ma non ci saranno quegli «innesti civici» che avrebbero dovuto qualificare sui territori il progetto del Terzo Polo. Dopo l'ex sindaco di Milano Gabriele Albertini la creatura centrista di Carlo Calenda e Matt

Senza Titolo

il retroscenaCarlo Bertini / roma«Ora Calenda è finito nelle fauci di Renzi. Auguri», se la ridono i big del Pd in Transatlantico. Dopo qualche «scaramuccia», come la definiscono gli sherpa usando un eufemismo, i due - Matteo Renzi e Carlo Calenda - hanno preso in mano la trattativa e si parlano (le