La signora Clio ieri mattina è tornata nella sua casa di via dei Serpenti nel quartiere Monti a Roma . Un sopralluogo di un’ora, in attesa del rientro con il marito, Giorgio Napolitano. Intanto il rione si prepara e gli sta preparando anche una festicciola: «’Na cosa soft, senza buttarla i
La signora Clio ieri mattina è tornata nella sua casa di via dei Serpenti nel quartiere Monti a Roma . Un sopralluogo di un’ora, in attesa del rientro con il marito, Giorgio Napolitano. Intanto il rione si prepara e gli sta preparando anche una festicciola: «’Na cosa soft, senza buttarla i
La signora Clio ieri mattina è tornata nella sua casa di via dei Serpenti nel quartiere Monti a Roma . Un sopralluogo di un’ora, in attesa del rientro con il marito, Giorgio Napolitano. Intanto il rione si prepara e gli sta preparando anche una festicciola: «’Na cosa soft, senza buttarla i
ROMA C’è Renzi. Cioè la stragrande maggioranza del partito, con una cifra intorno al 70%. E poi ci sono gli altri: sei-sette correnti (dipende da come si considerano le sub-componenti). Alcune più grandi, come quella bersaniana, alcune piccole o piccolissime. Questa la galassia variegata d
di Maria Berlinguer wROMA Ignazio Marino si candida per un secondo mandato e intanto dispone la rotazione dei dirigenti capitolini «a cominciare dagli incarichi apicali di tutte le strutture». Ma sul Comune di Roma continua a pendere lo spettro dello scioglimento e delle elezioni anticipat
di Maria Berlinguer wROMA Ignazio Marino si candida per un secondo mandato e intanto dispone la rotazione dei dirigenti capitolini «a cominciare dagli incarichi apicali di tutte le strutture». Ma sul Comune di Roma continua a pendere lo spettro dello scioglimento e delle elezioni anticipat
di Maria Berlinguer wROMA Ignazio Marino si candida per un secondo mandato e intanto dispone la rotazione dei dirigenti capitolini «a cominciare dagli incarichi apicali di tutte le strutture». Ma sul Comune di Roma continua a pendere lo spettro dello scioglimento e delle elezioni anticipat
ROMA È gelo tra Silvio Berlusconi e Matteo Renzi ma il Cavaliere prova a non rompere. E intanto ritrova l’unità nel suo partito, facendo la pace con Raffaele Fitto. A 24 ore dal vertice di maggioranza con il quale il premier ha blindato la legge elettorale, arriva la conferma del faccia a
ROMA È gelo tra Silvio Berlusconi e Matteo Renzi ma il Cavaliere prova a non rompere. E intanto ritrova l’unità nel suo partito, facendo la pace con Raffaele Fitto. A 24 ore dal vertice di maggioranza con il quale il premier ha blindato la legge elettorale, arriva la conferma del faccia a
ROMA È gelo tra Silvio Berlusconi e Matteo Renzi ma il Cavaliere prova a non rompere. E intanto ritrova l’unità nel suo partito, facendo la pace con Raffaele Fitto. A 24 ore dal vertice di maggioranza con il quale il premier ha blindato la legge elettorale, arriva la conferma del faccia a
di Maria Berlinguer wROMA Se Silvio Berlusconi continua a a fare «il temporeggiatore» il Pd farà le riforme con chi ci starà. Altro che «scricchiolare», il patto del Nazareno è davvero a un passo dalla rottura. E non solo sulla legge elettorale. Anche se Paolo Romani, il capogruppo Fi al S
di Maria Berlinguer wROMA Se Silvio Berlusconi continua a a fare «il temporeggiatore» il Pd farà le riforme con chi ci starà. Altro che «scricchiolare», il patto del Nazareno è davvero a un passo dalla rottura. E non solo sulla legge elettorale. Anche se Paolo Romani, il capogruppo Fi al S
di Maria Berlinguer wROMA Se Silvio Berlusconi continua a a fare «il temporeggiatore» il Pd farà le riforme con chi ci starà. Altro che «scricchiolare», il patto del Nazareno è davvero a un passo dalla rottura. E non solo sulla legge elettorale. Anche se Paolo Romani, il capogruppo Fi al S
di Gabriele Rizzardi wROMA Nel Pd è guerra aperta sulla riforma del lavoro. Ogni giorno che passa lo scontro si infiamma e a largo del Nazareno si guerreggia a colpi di ultimatum. C’è quello sventolato dai bersaniani, che minacciano un referendum sull’articolo 18 tra gli iscritti al partit
di Gabriele Rizzardi wROMA Nel Pd è guerra aperta sulla riforma del lavoro. Ogni giorno che passa lo scontro si infiamma e a largo del Nazareno si guerreggia a colpi di ultimatum. C’è quello sventolato dai bersaniani, che minacciano un referendum sull’articolo 18 tra gli iscritti al partit
di Gabriele Rizzardi wROMA Nel Pd è guerra aperta sulla riforma del lavoro. Ogni giorno che passa lo scontro si infiamma e a largo del Nazareno si guerreggia a colpi di ultimatum. C’è quello sventolato dai bersaniani, che minacciano un referendum sull’articolo 18 tra gli iscritti al partit
di LUIGI VICINANZA In bilico tra velocità propagandata e lentezza percepita. Matteo Renzi è più vicino all’inconcludenza dei risultati che alla realizzazione degli obiettivi. Dopo i primi 171 giorni di governo (il conteggio è attribuito al sottosegretario Luca Lotti) sui mille che dice di
di LUIGI VICINANZA In bilico tra velocità propagandata e lentezza percepita. Matteo Renzi è più vicino all’inconcludenza dei risultati che alla realizzazione degli obiettivi. Dopo i primi 171 giorni di governo (il conteggio è attribuito al sottosegretario Luca Lotti) sui mille che dice di
di LUIGI VICINANZA In bilico tra velocità propagandata e lentezza percepita. Matteo Renzi è più vicino all’inconcludenza dei risultati che alla realizzazione degli obiettivi. Dopo i primi 171 giorni di governo (il conteggio è attribuito al sottosegretario Luca Lotti) sui mille che dice di
di LUIGI VICINANZA In bilico tra velocità propagandata e lentezza percepita. Matteo Renzi è più vicino all’inconcludenza dei risultati che alla realizzazione degli obiettivi. Dopo i primi 171 giorni di governo (conteggio attribuito al sottosegretario Luca Lotti) sui mille che dice di avere