Secondo le forze di difesa israeliane il regime degli ayatollah era a un passo dall’arma nucleare. La considerazione sulla base di un rapporto delle Nazioni Unite. Ma in una relazione della Cia del 25 marzo le smentite: «Non le sta costruendo»
La scrittrice: «La natura del regime islamico iraniano è totalitaria e in quanto tale non è riformabile. Vogliono raccontare al Paese che la maggioranza li sostiene, ma il vero voto è la disobbedienza civile»
Francesca Paci
Il regime l'ha arrestata 13 volte, condannata cinque a un totale di 31 anni di carcere e 154 frustate: è ancora detenuta nel famigerato carcere di Evin
Le caricature sull’ayatollah Khamenei scatenano la rabbia: «È soltanto il primo passo». Amico di Mehdi: «Hanno arrestato anche il fratello»
danilo ceccarelli
Giordano StabileINVIATO A BEIRUTQuesta volta è stato un missile, lanciato da almeno un centinaio di chilometri di distanza, a centrare il mercantile israeliano Lori al largo delle coste dell'Oman. Danni lievi e nessun ferito, per fortuna, ma la "guerra segreta delle navi" è salita di un altro scalin
IL CASOdall'inviatoa BeirutGiordano StabileAli Khamenei prova a riprendere in mano la crisi che scuote la Repubblica islamica, a rovesciare la narrazione, e far rivivere i tempi «eroici» della rivoluzione, di un Iran solo contro tutti e capace di sopravvivere contro tutte le previsioni. Il sermone d
dall'inviatoGiordano Stabilebeirut. I sette giorni neri per l'Iran si sono chiusi con una lettera che la dirigenza della Repubblica islamica temeva ma non si aspettava così presto. I tre Paesi europei che hanno firmato l'accordo sul nucleare del 2015 accusano Teheran di violazioni e si appellano al
dall'inviatoGiordano Stabilebeirut. Avrebbe preferito «essere morto per non vedere quello che è accaduto». Nelle parole del comandante delle Forze aeree dei Pasdaran, Amir Ali Hajizadeh, ci sono tragedia e smacco, che stanno innescando una nuova rivolta. Una doppia sconfitta arrivata nella notte che
il retroscenadall'inviato a BeirutGiordano StabilePoco prima della mezzanotte di martedì sugli account arabi filo-iraniani sono apparsi i primi messaggi. «È arrivato il momento». Il momento della vendetta per l'uccisione di Qassem Soleimani e «l'inizio della fine della presenza americana in Medio Or
Giordano StabileCinquemila soldati americani, che presto raddoppieranno, contro 100mila miliziani iracheni guidati da duemila consiglieri militari dei Pasdaran. Sono le forze che si confrontano sul campo di battaglia iracheno, sempre più infuocato. Ieri migliaia di manifestanti hanno partecipato a B
la reazioneFrancesco SempriniTre giorni di lutto per commemorare il «generale dei generali», mobilitazione della «resistenza sciita» nella regione e vendetta simmetrica, «nel momento e nel luogo più opportuni». Così Teheran risponde all'uccisione di Qassem Soleimani, il capo militare che «aveva conq
TEHERAN Impiccata nella notte, in un’improvvisa accelerazione di un percorso giudiziario durato anni, dopo due rinvii sotto la pressione della campagna internazionale a suo favore e due docce gelate per il mancato perdono da parte della famiglia della vittima, che avrebbe potuto convertire
TEHERAN Impiccata nella notte, in un’improvvisa accelerazione di un percorso giudiziario durato anni, dopo due rinvii sotto la pressione della campagna internazionale a suo favore e due docce gelate per il mancato perdono da parte della famiglia della vittima, che avrebbe potuto convertire
TEHERAN Impiccata nella notte, in un’improvvisa accelerazione di un percorso giudiziario durato anni, dopo due rinvii sotto la pressione della campagna internazionale a suo favore e due docce gelate per il mancato perdono da parte della famiglia della vittima, che avrebbe potuto convertire
di Maria Rosa Tomasello wROMA L’orrore arriverà fin dentro casa, nel cuore dell’Occidente che bombarda le postazioni jihadiste e fornisce armi a chi combatte contro lo Stato islamico. Dentro le metropolitane di New York e Parigi. È il premier iracheno Haider al Abadi, dal Palazzo dell’Onu,
di Maria Rosa Tomasello wROMA L’orrore arriverà fin dentro casa, nel cuore dell’Occidente che bombarda le postazioni jihadiste e fornisce armi a chi combatte contro lo Stato islamico. Dentro le metropolitane di New York e Parigi. È il premier iracheno Haider al Abadi, dal Palazzo dell’Onu,
di Maria Rosa Tomasello wROMA L’orrore arriverà fin dentro casa, nel cuore dell’Occidente che bombarda le postazioni jihadiste e fornisce armi a chi combatte contro lo Stato islamico. Dentro le metropolitane di New York e Parigi. È il premier iracheno Haider al Abadi, dal Palazzo dell’Onu,
di Andrea Visconti wNEW YORK Truppe americane in Iraq no, ma qualsiasi altra opzione militare rimane sul tavolo. Lo ha detto ieri il presidente americano Barack Obama, la cui amministrazione non può rimanere indifferente davanti all’avanzata nel Paese dei militanti sunniti che, dopo avere
«Chiederò al più presto al presidente della giunta capitolina di portare al voto la mozione dell’assemblea sulle unioni civili». Lo ha detto il sindaco di Roma, Ignazio Marino, durante la manifestazione del Gay Pride alla quale ha partecipato in prima fila insieme ai presidenti di tutti i
L'Italia vuole vincere la gara di «amicizia e collaborazione» con l'Iran e aprire una stagione di incontri coinvolgendo altri paesi Europei. È un bilancio positivo quello della visita del ministro degli Esteri Emma Bonino in Iran, la prima di un capo della diplomazia italiana dopo dieci an