Nel patto Meloni-Salvini i ruoli di Nato e Trump e no alla parola “riarmo”
Nella risoluzione di maggioranza garanzie pubbliche per i fondi alla Difesa. Tensione sul testo M5S, la premier alla Lega: non accetto l’astensione
-Nella risoluzione di maggioranza garanzie pubbliche per i fondi alla Difesa. Tensione sul testo M5S, la premier alla Lega: non accetto l’astensione
-Il 50% degli intervistati resta contrario al finanziamento e all’invio di armi all’Ucraina. Il 46% vede favorevolmente il riarmo dell’Europa, ma le ambiguità della maggioranza disorientano
Oggi la manifestazione per l’Europa, la leader dem sarà insieme ai riformisti ribelli. Ieri riunione fiume al Nazareno per decidere come svolgere il «chiarimento politico»
niccolò carratelliConte: «Una truffa, la procura indagherà»
I socialisti europei danno il loro voto a favore, ma i dem sono corrosi dalle divisioni e dall’indecisione della segretaria Elly Schlein
Video "Sulla piazza del 15 ho apprezzato le parole di Michele Serra contro il riarmo, gli fa onore. Ma oggi ho assistito a un dibattito qui a Strasburgo delle istituzioni europee, anche Costa, in cui la maggioranza degli interventi era per il riarmo. Manifestare oggi vuol dire battersi contro il riarmo. I cittadini non vogliono l'ambiguita' di una piazza dove tanti porteranno le bandiere di guerra". Lo ha detto il presidente del M5s, Giuseppe Conte, a Strasburgo.
Video Il Movimento 5 Stelle ha portato dentro il Parlamento Europeo la protesta contro ReArm Europe iniziata fuori dall'aula a Strasburgo. Al termine dell'intervento dell'eurodeputato Danilo Della Valle, che ha srotolato una bandiera della pace cucita assieme a quella dell'Unione Europea, la delegazione di deputati e senatori - guidata da Giuseppe Conte e seduta nella tribuna destinata al pubblico - si è alzata a esporre dei cartelli contro il piano di riarmo europeo presentato dalla presidente della Commissione Ursula von der Leyen. Leggi l'articolo
Video Il presidente del Movimento 5 Stelle Giuseppe Conte ha partecipato alla protesta contro ReArm Europe organizzata da deputati, senatori ed europarlamentari M5S davanti alla sede del Parlamento europeo di Strasburgo. L'ex presidente del Consiglio ha retto uno striscione con scritto “Basta soldi per le armi”. “Con questa protesta vogliamo portare alle istituzioni europee la netta contrarietà dei cittadini al piano ReArm Europe che prevede uno stanziamento fino a 30 miliardi per l’industria bellica da parte dell’Italia", ha detto la delegazione pentastellata. Leggi l'articolo
Domani il voto del Parlamento Ue su una risoluzione, i dubbi della segretaria. Conte in trasferta con deputati e senatori: “Basta soldi per le armi”
Video "In questo momento non possiamo concederci qualche ambiguità o incertezza". Così Giuseppe Conte, ospite di Che Tempo che Fa sul Nove, ha inizialmente ribadito la sua chiusura a una possibile partecipazione alla manifestazione del 15 marzo a Roma per rivendicare il ruolo dell'Europa. Poi, su insistenza di Fabio Fazio che gli ricordava come il promotore della manifestazione, Michele Serra, voglia una piazza "con zero bandiere di partiti e con il solo blu europeista" , Conte ha "aperto" uno spiraglio rivolgendo un appello direttamente a Serra: "Se potesse definire meglio la manifestazione, perché l'Europa ufficiale sta andando verso il riarmo: lo precisi e noi ci saremo"
Video "L'Europa ha fallito completamente la strategia." Così il leader del M5S Giuseppe Conte intervistato da Fabio Fazio a "Che tempo che fa" sul NOVE: "I nostri governanti ci hanno fatto credere per tre anni che stavamo isolando la Russia e la Russia non è affatto isolata. I BRICS sono cresciuti e ha addirittura rafforzato l’interscambio con la Cina con il picco record di 240 miliardi. Ci hanno fatto credere che stava crollando l’economia russa. +4,1%, mentre noi +0,7%. Ci hanno fatto credere che stavamo vincendo militarmente e che la controffensiva stava funzionando. Non era vero. Ora siamo completamente disorientati"
Video "Le nostre abitudini vanno cambiate ora, dobbiamo rinunciare tutti a qualcosa. Lo dobbiamo fare subito e ci riusciremo solo se ci adatteremo a queste norme più stringenti". Quando il 9 marzo del 2020 l’ex premier Giuseppe Conte annunciava le drastiche misure per il contenimento della pandemia di Covid 19 nessuno sapeva quello che sarebbe successo nei mesi successivi. Il provvedimento siglato quella sera di marzo, sintetizzato da Conte con le parole “Io resto a casa” è diventato il primo di una lista lunghissima.
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