Video Con due jet partiti dal Ttexas, gli Stati Uniti hanno deportato nel piccolo Stato del centro America 238 presunti membri di una gang venezuelana. Per ordinare l'espulsione dagli Usa, Trump ha fatto ricorso a una legge del 1798, l'Alien Enemies Act, che in origine conferiva poteri di guerra all'amministrazione contro cittadini appartenenti a una nazione nemica. Le immagini shock mostrano i detenuti con le catene ai piedi, ammanettati, rasati dalle guardie e fatti sedere in terra in attesa di essere rinchiusi nelle celle del Terrorism Confinement Center, una mega-prigione che può ospitare fino a 40.000 detenuti nei pressi di Tecoluca. L'operazione è stata possibile da un accordo tra gli Usa e il governo di El Salvador ed è stata duramente condannata dal presidente venezuelano Maduro. "L'amministrazione di Donald Trump ha fatto ricorso a una legge anacronistica e illegale che criminalizza in modo infame e ingiusto i migranti venezuelani". La decisione di Trump è stata contestata anche negli Usa perché i rimpatri forzati erano stati sospesi per 14 giorni da un giudice distrettuale che aveva accolto il ricorso di cinque venezuelani.
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La Sala stampa vaticana ha diffuso un’immagine del Pontefice, la prima al Policlinico dove è in degenza dallo scorso 14 febbraio
Video Una domenica a spalare fango per i residenti di San Piero a Sieve, frazione del comune di Scarperia e San Piero (Firenze), colpiti dalle inondazioni del 14 marzo: "Il fiume è vicino, ma un disastro di queste proporzioni qui non c'è mai stato", dice una residente. "Venerdì sembrava il mare, c'erano le onde". E ora si contano i danni: "Abbiamo perso tutto, speriamo che lo Stato non si dimentichi di noi".
Ha devastato la raffineria di Tuapse. Da tre programmi Sapsan (Grom-2), Neptune e Vilkha, al primo Neptune (che affondò la Moskva), fino alla collaborazione tra l’azienda ceca PBS e l’ucraina Ivchenko-Progress, e un nuovo motore di propulsione. Ormai gli ucraini si attrezzano per contare solo su di sé
Proclamato dai sindacati Cobas
Video Maxi rissa la notte scorsa a Milano in via Filzi, zona Stazione Centrale, fuori da un locale: una cinquantina le persone coinvolte, un branco nutrito che ha aggredito due giovani, un 22enne e un 26enne, entrambi cittadini della Costa d’Avorio. Ad avere la peggio è il più giovane, quello su cui gli aggressori si sono accaniti di più, perché colpevole - così racconteranno i testimoni - di averci provato con una donna. Quando arrivano i soccorritori del 118 è in arresto cardiocircolatorio. I medici riescono a far ripartire il suo cuore e lo accompagnano all’ospedale Niguarda, dove ora si trova ricoverato in terapia intensiva, anche se pare non sia in pericolo di vita. All’amico va meglio: finisce al pronto soccorso del Fatebenefratelli in codice giallo, a causa di alcuni colpi ricevuti al viso - Leggi l'articolo
Video La Polizia di Stato di Milano ha arrestato un cittadino italiano di 24 anni, con precedenti penali e di polizia, per detenzione di sostanze stupefacenti ai fini di spaccio. Venerdì 14 marzo, nel pomeriggio i poliziotti della 6^ sezione della Squadra Mobile di Milano hanno notato il 24enne in corso Sempione che, dopo essersi incontrato con una donna, è entrato con lei in uno stabile per poi uscire circa dieci minuti dopo. I poliziotti hanno controllato l’uomo il quale è stato trovato in possesso di 25 involucri di cocaina, occultati all’interno di una spazzola adesiva, per un peso totale di circa 18 grammi, e 665 euro in contanti. Gli immediati accertamenti svolti dai poliziotti di via Fatebenefratelli hanno portato a individuare un box, in uso al 24enne, in via Mola, dove all’interno, a seguito di perquisizione, sono stati rinvenuti e sequestrati circa 89 grammi di cocaina, 54 colpi di arma da fuoco, un bilancino di precisione, una bilancia e materiale per il confezionamento.
Video Il messaggio di Jovanotti per una Piazza per l'Europa, la manifestazione nata su Repubblica da un'idea di Michele Serra. Il musicista, in compagnia del maestro Gianluca Petrella, nei camerini del Forum di Assago prima del concerto, racconta la sua idea di Europa: "È come l'Inno alla gioia di Beethoven: una grande complessità risolta in una melodia semplice".
Intervento nella zona di Forcella Giau, l’allarme scattato intorno alle 13
Video "Voglio dire solo due parole. Grazie a tutti quelli che ci stanno guardando e supportando, io ho perso mio padre, ma alcuni hanno perso una persona che li ha ispirati. Tuttavia, voglio ribadire ciò che mio padre diceva sempre, di non arrendersi, di continuare a combattere e che queste persone ci stanno sovrastando semplicemente perché non comprendiamo quanta forza abbiamo. E voglio essere io oggi a ispirarvi a lottare per ciò in cui credete e per ciò che è giusto. E la Russia sarà libera, grazie". Queste le parole di Daria Navalnaya, figlia di Aleksei Navalny, l'attivista e politico russo tra i più noti oppositori del presidente Putin che è morto in carcere il 16 febbraio 2024, a margine della cerimonia di svelamento di una targa in ricordo del padre a Milano, presso i giardini dedicati ad Anna Politkovskaja accanto a corso Como.