Voghera L’area cattolica in politica in cerca di una collocazione che non è quella del populismo sovranista di destra, né del radicalismo di sinistra. Resta il Centro, da ridefinire: è l’obiettivo dell’analisi del volume di Giorgio Merlo. “Cattolici al centro” (Marcianum press edi...
F.G.
All’Istituto Sturzo una «rimpatriata» per ricordare l’ex presidente del Senato. Franceschini: «Sarebbe stato un Pertini cattolico»
MATTEO GIUSTI
Il sociologo ed ex dirigente Cisl: «Landini è un politicante, però il governo sbaglia a non confrontarsi. Meloni è un’avversaria ostica per la sinistra perché è abile a non inimicarsi il mondo del lavoro»
Nel 2011 Monti sostituisce Berlusconi con una scelta giustificata dagli eventi. Dieci anni dopo Draghi soppianta Conte, che aveva guidato due governi
Lucia annunziata
«In lui sentivo ciò che mi piace della sinistra accettò la rielezione davvero a malincuore»
Aveva 98 anni. Dalla Napoli dei giovani intellettuali del dopoguerra alla frattura nel Pci per l’invasione sovietica di Budapest nel 1956, che non condannò, fino alla lotta con Berlinguer. Gli anni della moral suasion su Berlusconi. La battaglia finale contro i populisti
Fabio Martini
L'ex ministro della Pubblica Istruzione, deputato dal 1968 al 2006 ed ex segretario nazionale del Partito Popolare Italiano, aveva 91 anni. Mattarella: «Tristezza per scomparsa leale servitore istituzioni»
di Pietro Criscuoli wROMA Dice il proverbio romano: «Chi entra Papa esce cardinale». Vecchio concetto della saggezza popolare che spiega il delicatissimo ruolo di chi ha il favore dei pronostici in un’elezione a scrutinio segreto, come il Conclave, e non può difendersi dalle insidie delle
di Pietro Criscuoli wROMA Dice il proverbio romano: «Chi entra Papa esce cardinale». Vecchio concetto della saggezza popolare che spiega il delicatissimo ruolo di chi ha il favore dei pronostici in un’elezione a scrutinio segreto, come il Conclave, e non può difendersi dalle insidie delle
di Pietro Criscuoli wROMA Dice il proverbio romano: «Chi entra Papa esce cardinale». Vecchio concetto della saggezza popolare che spiega il delicatissimo ruolo di chi ha il favore dei pronostici in un’elezione a scrutinio segreto, come il Conclave, e non può difendersi dalle insidie delle
Ventidue mesi fa, in un giorno come questo, girava anche il nome di Gianni Letta, in cambio dell’appoggio di Silvio Berlusconi a un governo Pd. Ma Silvio si accontentava anche di Lamberto Dini o di Giuliano Amato. I Cinquestelle, con la base attratta dalla società civile (Milena Gabbanelli
Ventidue mesi fa, in un giorno come questo, girava anche il nome di Gianni Letta, in cambio dell’appoggio di Silvio Berlusconi a un governo Pd. Ma Silvio si accontentava anche di Lamberto Dini o di Giuliano Amato. I Cinquestelle, con la base attratta dalla società civile (Milena Gabbanelli
Ventidue mesi fa, in un giorno come questo, girava anche il nome di Gianni Letta, in cambio dell’appoggio di Silvio Berlusconi a un governo Pd. Ma Silvio si accontentava anche di Lamberto Dini o di Giuliano Amato. I Cinquestelle, con la base attratta dalla società civile (Milena Gabbanelli
di Pietro Criscuoli wROMA I giochi sul Quirinale sono complicati, ma i numeri sono peggio, un vero rompicapo. Per eleggere il nuovo presidente della Repubblica serviranno 672 voti nelle prime tre votazioni, 505 dalla quarta. È una parola. Lo scenario dei grandi elettori (1.009 tra deputati
di Pietro Criscuoli wROMA I giochi sul Quirinale sono complicati, ma i numeri sono peggio, un vero rompicapo. Per eleggere il nuovo presidente della Repubblica serviranno 672 voti nelle prime tre votazioni, 505 dalla quarta. È una parola. Lo scenario dei grandi elettori (1.009 tra deputati
di Pietro Criscuoli wROMA I giochi sul Quirinale sono complicati, ma i numeri sono peggio, un vero rompicapo. Per eleggere il nuovo presidente della Repubblica serviranno 672 voti nelle prime tre votazioni, 505 dalla quarta. È una parola. Lo scenario dei grandi elettori (1.009 tra deputati
di Maria Berlinguer wROMA Direzione del Pd convocata in modo permamente fino alla elezione del nuovo capo dello Stato ma il nome del candidato alla successione di Giorgio Napolitano Matteo Renzi lo farà solo nelle «24 ore precedenti al voto». Dopo aver consultato tutti gli altri partiti, a
di Maria Berlinguer wROMA Direzione del Pd convocata in modo permamente fino alla elezione del nuovo capo dello Stato ma il nome del candidato alla successione di Giorgio Napolitano Matteo Renzi lo farà solo nelle «24 ore precedenti al voto». Dopo aver consultato tutti gli altri partiti, a
di Maria Berlinguer wROMA Direzione del Pd convocata in modo permamente fino alla elezione del nuovo capo dello Stato ma il nome del candidato alla successione di Giorgio Napolitano Matteo Renzi lo farà solo nelle «24 ore precedenti al voto». Dopo aver consultato tutti gli altri partiti, a
L’ultimo patriarca della Repubblica esce di scena. 89 anni e mezzo, unico capo dello Stato eletto due volte, Giorgio Napolitano ha 20 anni quando l’Italia viene liberata dal nazifascismo. Ventottenne entra in Parlamento. A quasi 81 anni diventa presidente della Repubblica. Quando, il 10 ma