PAVIA «Questa è la prima sentenza definitiva a carico di Carlo Chiriaco, ed è una sentenza di assoluzione». Così Oliviero Mazza, l’avvocato difensore dell’ex direttore sanitario dell’Asl di Pavia, commenta il verdetto della Cassazione, che ha assolto Chiriaco, oltre che l’ex assessore Piet
PAVIA La Cassazione ha messo la parola “fine” alla vicenda processuale che aveva coinvolto l’avvocato ed ex assessore Pietro Trivi. Considerando “inammissibile” il ricorso fatto dal procuratore generale, ha reso definitiva la sentenza di assoluzione pronunciata in primo grado, a Pavia, e r
PAVIA La Cassazione ha messo la parola “fine” alla vicenda processuale che aveva coinvolto l’avvocato ed ex assessore Pietro Trivi. Considerando “inammissibile” il ricorso fatto dal procuratore generale, ha reso definitiva la sentenza di assoluzione pronunciata in primo grado, a Pavia, e r
PAVIA La Cassazione ha messo la parola “fine” alla vicenda processuale che aveva coinvolto l’avvocato ed ex assessore Pietro Trivi. Considerando “inammissibile” il ricorso fatto dal procuratore generale, ha reso definitiva la sentenza di assoluzione pronunciata in primo grado, a Pavia, e r
PAVIA Ieri era attesa la sentenza, ma il collegio ha prodotto un’ordinanza: sul caso dell’appartamento dell’Asp che Carlo Chiriaco avrebbe acquisito intestandolo a un parente ignaro, i giudici hanno disposto una perizia grafologica. Gli accertamenti sulla firma che compare sulla domanda di
PAVIA Ieri era attesa la sentenza, ma il collegio ha prodotto un’ordinanza: sul caso dell’appartamento dell’Asp che Carlo Chiriaco avrebbe acquisito intestandolo a un parente ignaro, i giudici hanno disposto una perizia grafologica. Gli accertamenti sulla firma che compare sulla domanda di
PAVIA Ieri era attesa la sentenza, ma il collegio ha prodotto un’ordinanza: sul caso dell’appartamento dell’Asp che Carlo Chiriaco avrebbe acquisito intestandolo a un parente ignaro, i giudici hanno disposto una perizia grafologica. Gli accertamenti sulla firma che compare sulla domanda di
I proprietari principali dell’area di piazzale Europa, dove un tempo si trovava il gasometro, sono tre: il Comune di Pavia, l’Asm e la Camera di Commercio. Una parte residuale, all’angolo tra viale Partigiani e via Cesare Correnti, appartiene al Consorzio di bonifica del Ticino. Ma si trat
Il progetto di piazzale Europa è circondato da un “alone” di diffidenza da quando terminò nelle intercettazioni dell’inchiesta “Infinito”, puntata a sgominare la presenza della ’ndrangheta in Lombardia e a Pavia. A parlare di quest’area è proprio l’ex direttore sanitario dell’Asl, Carlo Ch
I proprietari principali dell’area di piazzale Europa, dove un tempo si trovava il gasometro, sono tre: il Comune di Pavia, l’Asm e la Camera di Commercio. Una parte residuale, all’angolo tra viale Partigiani e via Cesare Correnti, appartiene al Consorzio di bonifica del Ticino. Ma si trat
Il progetto di piazzale Europa è circondato da un “alone” di diffidenza da quando terminò nelle intercettazioni dell’inchiesta “Infinito”, puntata a sgominare la presenza della ’ndrangheta in Lombardia e a Pavia. A parlare di quest’area è proprio l’ex direttore sanitario dell’Asl, Carlo Ch
Il progetto di piazzale Europa è circondato da un “alone” di diffidenza da quando terminò nelle intercettazioni dell’inchiesta “Infinito”, puntata a sgominare la presenza della ’ndrangheta in Lombardia e a Pavia. A parlare di quest’area è proprio l’ex direttore sanitario dell’Asl, Carlo Ch
I proprietari principali dell’area di piazzale Europa, dove un tempo si trovava il gasometro, sono tre: il Comune di Pavia, l’Asm e la Camera di Commercio. Una parte residuale, all’angolo tra viale Partigiani e via Cesare Correnti, appartiene al Consorzio di bonifica del Ticino. Ma si trat
di Maria Fiore wPAVIA «Collettore di pacchetti di voti mafiosi, messi a disposizione di candidati politici in vista di segni tangibili di riconoscenza». Voti promessi in cambio di favori, dunque. Un patto tra politica e mafia «che non ha bisogno di essere formalizzato» e di cui l’ex dirett
La conferma dell’impianto dell’accusa era arrivata, lo scorso giugno, per 41 imputati. Un verdetto, quello della prima corte d’Assise d’Appello di Milano presieduta da Rosa Malacarne (nella foto, un’udienza del processo), che di fatto ha ribadito l’esistenza di infiltrazioni mafiose al nor
La conferma dell’impianto dell’accusa era arrivata, lo scorso giugno, per 41 imputati. Un verdetto, quello della prima corte d’Assise d’Appello di Milano presieduta da Rosa Malacarne (nella foto, un’udienza del processo), che di fatto ha ribadito l’esistenza di infiltrazioni mafiose al nor
Due anni e mezzo per le accuse di truffa e falso ideologico. E’ quanto chiesto ieri mattina dal pubblico ministero Paolo Mazza per Carlo Chiriaco, ancora ai domiciliari per l’inchiesta sulla ’ndrangheta e a processo anche davanti ai giudici del tribunale di Pavia con l’accusa di avere acqu
di Maria Fiore wPAVIA «Collettore di pacchetti di voti mafiosi, messi a disposizione di candidati politici in vista di segni tangibili di riconoscenza». Voti promessi in cambio di favori, dunque. Un patto tra politica e mafia «che non ha bisogno di essere formalizzato» e di cui l’ex dirett
di Maria Fiore wPAVIA «Collettore di pacchetti di voti mafiosi, messi a disposizione di candidati politici in vista di segni tangibili di riconoscenza». Voti promessi in cambio di favori, dunque. Un patto tra politica e mafia «che non ha bisogno di essere formalizzato» e di cui l’ex dirett
La conferma dell’impianto dell’accusa era arrivata, lo scorso giugno, per 41 imputati. Un verdetto, quello della prima corte d’Assise d’Appello di Milano presieduta da Rosa Malacarne (nella foto, un’udienza del processo), che di fatto ha ribadito l’esistenza di infiltrazioni mafiose al nor