Collezionisti di segreti: ecco perché la morte di personaggi come Gallo lascia la verità mutilata
È stato sempre così dagli scandali dello Ior alla P2 di Licio Gelli, fino alla tangente Enimont
Gianluigi NuzziÈ stato sempre così dagli scandali dello Ior alla P2 di Licio Gelli, fino alla tangente Enimont
Gianluigi NuzziCompie 25 anni la rassegna Mafie, legalità, istituzioni: nacque nel 2005 dalla collaborazione tra Udu – Coordinamento per il diritto allo studio e il professor Vittorio Grevi a cui è dedicata
Gabriele ContaA sette anni dalla morte del “capo dei capi” il ricordo del figlio Salvo su Instagram
L’inchiesta a Caltanissetta. Il magistrato coordinò la cattura di Bernardo Provenzano
Riccardo ArenaNel condominio di via Castelvetrano poliziotti e carabinieri stanno cercando archivio e pizzini
rino giacaloneDopo 22 anni di processi, che si sono tutti conclusi con assoluzioni, torna, dunque, sotto inchiesta l'ex capo del Ros
Lo ha reso noto lo stesso ufficiale dei carabinieri
La rivelazione durante un incontro con gli studenti. La conferma che il capo mafia ha trascorso nel Trapanese gran parte della latitanza
La scorsa notte poco prima delle due, nell'ospedale de l'Aquila, è calato il sipario sull'ultimo stragista di Cosa nostra: il boss Matteo Messina Denaro, stroncato a 61 anni dopo giorni di agonia da una grave forma di cancro al colon. La malattia ha sopraffatto il padrino di Castelvetrano, da agosto
Una giornata apparentemente come le altre, quella di ieri a Castelvetrano, paese del Trapanese dove Matteo Messina Denaro era nato nel 1962. Qui abita ancora la sua famiglia che, nel giorno della morte del boss, sceglie il silenzio. Per tutta la giornata restano chiuse le serrande delle case di due
La scorsa notte poco prima delle due, nell'ospedale de l'Aquila, è calato il sipario sull'ultimo stragista di Cosa nostra: il boss Matteo Messina Denaro, stroncato a 61 anni dopo giorni di agonia da una grave forma di cancro al colon. La malattia ha sopraffatto il padrino di Castelvetrano, da agosto
Nel Trapanese era accettato e riconosciuto, persino amato per la sua capacità di offrire aiuti e protezione
Francesco La LicataAnche Matteo "u siccu" ha fatto un passo indietro accettando l’erede che considerata per anni "degenerata nell’infimo"
Francesco La LicataNega di aver fatto parte di Cosa nostra, respinge le accuse di stragi e omicidi, specialmente quello del piccolo Giuseppe Di Matteo, il figlio del pentito rapito, strangolato e sciolto nell'acido dopo 25 mesi di prigionia, smentisce di aver mai trafficato in droga («ero benestante, mio padre faceva
Il boss operato e ricoverato a L’Aquila. L’interrogatorio dopo il fermo: «Mi hanno preso per la mia malattia». Il legale: «Non può stare al 41 bis»
RICCARDO ARENADepositato il verbale dell’interrogatorio dopo l’arresto: il boss ammette la latitanza e di aver comprato una pistola mai usata: «Concorso esterno? Un reato farlocco. Mi avete preso grazie alla malattia»
A CURA DELLA REDAZIONEPeggiorano le condizioni dell’ex latitante, affetto da un tumore. L’interrogatorio: «Non sono un santo, ma non ho ucciso il piccolo Di Matteo»
Gli attentati rivelarono il vero volto del nostro Paese dopo decenni di connivenze e affari con Cosa nostra. Ma la ricerca di chi sono i mandanti occulti non è mai partita davvero
roberto savianoIl 27 maggio 1993 l’esplosione . A Firenze c’è un’inchiesta ancora aperta: caccia ai mandanti occulti esterni alla mafia
GIUSEPPE LEGATOGiuseppe LegatoAll'inizio, poco dopo l'1,04 del 27 maggio 1993, quasi d'istinto, si pensò: «È una fuga di gas». Troppo forte il botto, troppi danni, troppe vittime. E perché mai a Firenze, a due passi dagli Uffizi, sarebbe dovuto accadere qualcosa di diverso da questo? Da una sciagura? Da una tragic