Video Scatta foto a sé stessa e alla sorella Khloe, ma anche a giornalisti e curiosi assiepati sui marciapiedi della laguna di Venezia. Saluta e sorride. Verso l'isola di San Giorgio, dove Jeff Bezos e Lauren Sánchez si sono sposati, Kim Kardashian è senz'altro la vip più social e chiacchierata della grande festa nuziale del fondatore di Amazon. Prima di lei dagli hotel sono usciti tutti gli altri, da Leonardo DiCaprio a Bill Gates, passando per Ivanka Trump e Rania di Giordania. Ma la scena, per parazzi e presenti, se l'è presa proprio Kim Kardashian.
Di Andrea Lattanzi
Video Il gruppo No Space for Bezos, che sta protestando a Venezia contro il matrimonio del magnate americano e della giornalista Lauren Sánchez, ha proiettato un raggio laser sulla facciata del campanile di San Marco con le le scritte “Fuck Oligarchs” e “No Kings No Bezos”. "Ci vediamo il 28 per la nostra manifestazione contro tutte le oligarchie", ha detto uno degli animatori della protesta.
Di Andrea Lattanzi
Video Prima serata di gala veneziana per Jeff Bezos e Lauren Sanchez. Uscendo dall'albergo si sono concessi ai fotografi e videomaker. "Meravigliosa" ha detto Bezos, rispondendo alla domanda su come avesse trovato Venezia da parte dei cronisti che seguono il matrimonio della coppia.
di Andrea Lattanzi
Video Una barca è uscita dall'hotel Aman dove la coppia alloggia a Venezia per regalare a un gruppo di fotografi e giornalisti, a loro volta imbarcati dall'altra parte del canale, gelati e acqua. "Li mandano Jeff e Lauren", ha confermato una ragazza facente parte dello staff delle nozze. Di Andrea Lattanzi
Video Sono saliti in 4 sulla gru che sta operando il restauro dell'hotel Danieli e, da lassù, hanno calato uno striscione di 50mq con la scritta: "Tassare i ricchi per ridare al pianeta". Gli attivisti di Extinction Rebellion si aggiungono così alla galassia no-Bezos che sta protestando per il matrimonio in città del magnate americano. Intanto, la polizia locale identificava i manifestanti a terra (e pure qualche giornalista) e molti curiosi seguivano la scena. "Cominciano a girarmi le scatole", è però intervenuto un gondoliere secondo il quale la protesta oscurava il suo punto di noleggio. "Questa non è democrazia, questi - ha proseguito - sono terroristi. La gente passa ma non mi vede se loro stanno in mezzo". Dopo un paio d'ore i 4 manifestanti sono scesi, dotati di caschi e imbracature. Fermati dalla polizia sono stati portati in questura dove sono stati denunciati per violazione di domicilio e invasione di edificio.
Di Andrea Lattanzi
Video "Venezia è aperta a tutti". Il governatore del Veneto Luca Zaia boccia le proteste contro il matrimonio imminente di Jeff Bezos e Lauren Sanchez convinto che molti veneziani siano favorevoli al grande evento. "Stiamo parlando di due persone che hanno deciso di sposarsi, ma le vogliamo lasciare in pace? Venezia deve rimanere asettica di fronte a certe cose. Non
vorrei che qualche altro vip decida in futuro di andare a sposarsi a Saint Tropez".
Video di Andrea Lattanzi
Video Centinaia di tifosi nerazzurri si sono riuniti sotto la sede del club a Milano per protestare contro le modalità di vendita dei biglietti per la finale di Champions League del prossimo 31 maggio contro il Paris Saint-Germain a Monaco di Baviera. "Inter, mani legate? Ma a sponsor, parenti e agenzie i biglietti li date", recita il primo striscione srotolato davanti alla sede, accompagnando il loro arrivo con cori e fumogeni, sotto il controllo delle forze dell'ordine schierate. "Non è possibile che chi non è stato sfiorato dalle indagini paghi per ciò che hanno fatto altri perché - ha detto l'avvocato Mirko Perlino, difensore di ultras in diversi processi e cause, riferendosi all'inchiesta sulle curve della procura di Milano - la responsabilità penale è personale. Chi è qui oggi ha visto tutte le partite. Che senso ha che non mi fai vedere la finale?"Di Edoardo Bianchi e Andrea Lattanzi
Video Nell'atteso incontro del 17 aprile con il presidente Trump, la premier Meloni "farà l'interesse dell'Italia, di questo sono sicuro". Il presidente del Senato Ignazio La Russa, in visita al Salone del Mobile di Milano, commenta così il viaggio della premier a Washington per il bilaterale Usa-Italia sui dazi. Interessi dell'Italia e non dell'Europa? "Prima di tutto dell'Italia, ma l'interesse dell'Italia è unito a quello dell'Europa. Quindi le due cose non sono in contrasto", ha aggiunto La Russa.
Di Andrea Lattanzi ed Edoardo Bianchi
Video "È un grande sfregio alla memoria dei confinati. Una cosa indegna". Filomena Gargiulo, insegnante e autrice di diversi libri sulla storia del confino politico, ci ha accompagnato nei luoghi simbolo di Ventotene. Ma nel nostro giro abbiamo trovato due amare sorprese: la prima, accanto al Memoriale del confino, la grande stele inaugurata nel 2023 che raccoglie i nomi degli oltre 2.200 confinati sull'isola durante il periodo fascista. Qui, c'è un casottino con la porta a vetri sfondata e dentro vecchi computer, rifiuti, sedie, scrivanie accatastate in stato di abbandono. La seconda, nell'area dove sorgeva la cittadella dei confinati, dove c'è una discarica abusiva. Rifiuti di ogni genere, da vecchi termosifoni a elettrodomestici, ammucchiati gli uni sugli altri. Il vicesindaco prova a spiegare che se per il casottino c'è un progetto che vorrebbe l'installazione al suo interno di un plastico dell'ex-cittadella, per la discarica, un inconveniente tecnico con la ditta incaricata ha reso difficoltoso il trasporto dei rifiuti: "È una cosa grave, ma temporanea. Il casottino verrà ristrutturato e i rifiuti eliminati appena possibile. Nell'area della cittadella abbiamo un altro progetto di riqualificazione che prevede campo da calcetto e padel". Resta l'amarezza di Filomena Gargiulo: "Così si offende chi in questo luogo ha sofferto. Oggi più che del Manifesto di Ventotene avremmo bisogno di un manifesto per Ventotene".
Di Andrea Lattanzi
Video Tra i 50mila in piazza del Popolo sabato 15 marzo c'erano giovani e anziani, compagni di studi, colleghi, amici, genitori coi figli, pensionati. Moldavi che si sentivano fieramente europei e italiani che rivendicano diritti e autonomia uguali per tutti. E anche chi europeo non è e vorrebbe davvero godere degli stessi diritti che diamo per scontati. Interviste sono di Andrea Lattanzi e Gianvito Rutigliano. A cura di Cinzia Comandé LEGGI
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Video "La nostra cultura non può morire, l'abbiamo insegnata in tutto il mondo, ma molti se la sono dimenticata. Mi riferisco a chi sta di là dell'Atlantico. Noi invece ce la teniamo stretta e forte, e vogliamo solo migliorarla". Così Roberto Vecchioni nel backstage di Una piazza per l'Europa racconta il senso della sua presenza alla manifestazione nata da un'idea di Michele Serra. "Una mia canzone per l'Europa? Tu ragazzo dell'Europa che ha cantato Gianna Nannini, ma l'ho scritta io". "La gente che è qui oggi - ha concluso il cantautore - vuole far sentire che non si vive da soli, neanche in piccoli gruppi, ma in grandi comunità"
Di Andrea Lattanzi e Gianvito Rutigliano
Video "Una splendida piazza di partecipazione per l'Europa che vogliamo costruire: federale, unita, che affronta le sue sfide". Così la segretaria del Pd, Elly Schlein, arrivando in piazza del Popolo a Roma alla manifestazione Una piazza per l'Europa, la grande manifestazione nata da un appello di Michele Serra. Schlein che ha trascorso una difficile settimana a causa del dibattito interno al partito sul riarmo è stata accolta dagli applausi dei tanti e delle tante presenti: "Non ti fermare, vai avanti Elly", hanno gridato alcuni sostenitori.
Di Andrea Lattanzi e Gianvito Rutigliano
Video "Non credo sia un buon modo da parte di Nordio dire 'Questa è la riforma, però è blindata, nessun emendamento potrà essere approvato'. Se non ci può essere contraddittorio allora il parlamento chiudiamolo e diciamolo che se ne può fare a meno. Quella però si chiama dittatura". Maria Elena Boschi, capogruppo di Italia Viva alla Camera, interviene all'inaugurazione dell'anno giudiziario degli avvocati penalisti a Milano. Molto critica nei confronti del metodo, l'ex ministra per le Riforme del governo Renzi sul merito rilancia: "Io voglio che questa riforma passi, se ci fosse un referendum vorrei che la confermasse, ma da parlamentare è inaccettabile essere trattati da passacarte".
di Andrea Lattanzi ed Edoardo Bianchi
Video "In sintesi Matteo, se non parliamo più del nord, al nord i voti noi non li prendiamo più". Massimiliano Romeo, capogruppo al senato della Lega e unico candidato al congresso lombardo del partito, si prende un'ovazione di quasi un minuto dopo aver tracciato la linea di quella che sarà la sua segreteria regionale. Non in contrasto con Salvini, "perché la Lega nazionale è stata una grande intuizione di Matteo, contro il centralismo di Bruxelles", ma in grado di tornare a essere, come diceva Roberto Maroni, "un sindacato del territorio". E per fare questo, secondo Romeo, bisogna partire dall'allineamento degli stipendi al costo della vita, relativo ai territori in cui si abita: "Non certo le gabbie salariali, ma le buste paga al nord non bastano più. Si possono pensare formule con sgravi o welfare aziendale". Romeo ha poi precisato che "non si tratta di una questione solo di nord e sud" ma "relativa alle diverse zone del Paese"
Di Andrea Lattanzi e Daniele Alberti
Video Il ministro dei Trasporti e vicepremier Matteo Salvini ha commentato le parole di Vasco Rossi, che su Instagram aveva criticato il nuovo codice della strada e lo stesso Salvini, considerato uno dei suoi fautori. "Adoro Vasco Rossi come cantante, ma vorrei che non si confrontasse con me, ma con i parenti di qualcuno che è morto perché coinvolto in un incidente stradale che ha visto come protagonista qualcuno che guidava sotto effetto di stupefacenti", ha detto il vicepremier, prima di aggiungere: "Non c'è da ridere quando si parla di droga, alcol e incidenti". Ai cronisti che gli chiedevano, invece, se in caso di condanna il 20 dicembre per il processo Open Arms avesse pensato a dimettersi, Salvini ha risposto netto: "Assolutamente no, ci mancherebbe. Per quale motivo?”
video di Andrea Lattanzi e Daniele Alberti
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Video "Condannare allo stesso modo un leader come Bibi Netanyahu, che rappresenta una democrazia, e i terroristi islamici significa...". Il discorso di Matteo Salvini alla presentazione del movimento politico del generale Vannacci, a Marina di Grosseto, viene riempito dai fischi di diversi presenti. Il leader del Carroccio, collegato, continua a parlare ma il rumore è troppo. Cosa è successo? Qualcuno pensa che grida e fischi siano contro il giudizio della Corte penale internazionale, che ha chiesto l'arresto del premier israeliano. Qualcun altro, invece, pensa che siano proprio rivolti a Netanyahu. E ce lo dice, dopo aver a sua volta urlato contro Salvini: "Non riesco a capire i doppiopesismi - racconta uno dei contestatori - . Non posso tollerare che un ministro della nostra Repubblica dica che Netanyahu sia un pilastro della democrazia"
LEGGI Calendari e anelli con la Decima, a Grosseto Vannacci lancia il suo “partito” a colpi di gadget
di Andrea Lattanzi
Video Alla presentazione del movimento politico de Il mondo al contrario viene distribuito il calendario "Un anno con Vannacci", nel quale per ogni mese c'è una vignetta satirica o celebrativa dell'europarlamentare corredata da un passaggio del suo libro best-seller. Ci sono Vannacci e Salvini ritratti assieme come due rambo che marcano la differenza con il campo largo (qui chiamato "campo santo"), c'è Vannacci intento a risollevare le sorti del mondo con una leva ma, soprattutto, c'è una ragazza di origine africana che dice: "Ho i tratti somatici italiani", evidente riferimento alla polemica sorta fra la pallavolista della nazionale e l'europarlamentare della Lega tempo fa. Di fianco, Vannacci ritratto con un maglioncino blu replica: "Certo, come io ho quelli nigeriani". Interpellato sulla questione in conferenza stampa, Vannacci ha negato vi sia un legame con la questione Egonu, per poi ribadire: "La realtà esiste. Lei ha dei tratti somatici e io anche. I tratti somatici esistono così come il sesso e le etnie".Di Andrea Lattanzi
Video "Siamo un movimento politico, non un partito. Chiunque dica che questo sia il mio mezzo per fare l'opa sulla Lega dice il falso". Il generale Vannacci, a Marina di Grosseto per celebrare il cambio di ragione sociale dell'associazione Il mondo al contrario da culturale a politica, prova ad arginare così le accuse - provenienti anche da una parte del mondo leghista - di voler tentare una scalata al partito di Salvini. Proprio su Salvini, a chi gli chiedeva se avesse dato una sorta di "benedizione" alla nascita del movimento, Vannacci ha replicato: "Non pensavo avesse preso l'ordine o fosse diventato un esponente del clero. Ma non ci sono motivi di contrasto, me lo avrebbe detto". Chi invece, sicuramente, ha criticato la scelta di Vannacci è stato l'assessore allo Sviluppo economico del Veneto, il leghista Roberto Marcato, che ha accusato l'eurodeputato di aver usato la macchina elettorale della Lega: "Il signor Marcato ha problemi digestivi dopo una colazione pesante e - ha detto Vannacci - ha sostenuto che abbia promosso altre liste in Umbria. Probabilmente aveva bevuto troppo".Di Andrea Lattanzi
Video "Vogliamo un sacco bene ai turisti e alle turiste, ma che vadano in albergo perché questa città, appunto, non è un albergo". Giacomo Negri di Abitare in via Padova non usa mezzi termini per spiegare il perché della protesta contro l'overturism che, assieme ad altre sigle, sta portando avanti ormai da tempo.
"Abbiamo tra i 20 e i 25mila annunci di affitti brevi sulle varie piattaforme - racconta Eleonora Rossi del circolo Arci Lato B - ma secondo i dati di Inside Airbnb solo seimila sono stati affittati per più di 60 notti all'anno. Ciò significa che per la maggior parte del tempo queste strutture restano vuote e sono sottratte al mercato degli affitti a lungo termine". Durante il presidio, tenutosi in zona Navigli, sono stati distribuiti ai passanti adesivi con su scritto "Meno affitti brevi, più case per tutti", con l'invito a coprire i locker per le chiavi dei bnb sparsi per la città. Al termine della manifestazione, gli organizzatori hanno simbolicamente attaccato una ventina di sticker sui locker. "Ce la prendiamo con loro - spiega ancora Negri - perché sono il simbolo della professionalizzazione di questa attività. E dimostrano come non vengano affittate singole stanze ma interi appartamenti. Altrimenti, chi lascerebbe le chiavi della propria casa dentro una scatoletta appesa a una ringhiera o a un portabiciclette?"
di Andrea Lattanzi
Tratto da una storia originale che nel 2017 vinse il Premio Solinas come ‘Miglior Soggetto’, domani sera (ore 21:15) al Movieplanet di Parona – per la rassegna “Altre Visioni” curata da Cristina Francese – sarà presentato “Io e il Secco”, il film diretto da Gianluca Santo...
gi.ar.