Pensioni, bocciato il referendum

di Gabriella Cerami wROMA Salvini come Beppe Grillo. Anche lui lancia il suo "vaffa..." E lo fa quando apprende che non ci sarà un voto popolare per cancellare la Legge Fornero. Infatti la Corte Costituzionale ha dichiarato "inammissibile" il quesito referendario, proposto dalla Lega Nord, che chiede di abolire la norma sulle pensioni. Quella norma cioè che ha elevato, per le donne, i requisiti di vecchiaia, ha dato un giro di vite sull'anzianità contributiva e ha esteso a tutti il metodo di calcolo contributivo al posto del retributivo. La riforma ha prodotto sopratutto gli esodati: chi aveva concordato con l'azienda un'uscita anticipata dal lavoro, per effetto dell'innalzamento dell'età pensionabile, si è ritrovato senza stipendio, senza assegno di pensione e anche senza ammortizzatori sociali. Così la stessa Elsa Fornero, titolare della legge che porta il suo nome, se da una parte dice che la decisione della Consulta è «buona» dall'altra, ammette che il «Parlamento, se vuole, potrà esaminare la riforma con pacatezza e lungimiranza». Ma la Lega Nord, che da anni ha dichiarato guerra all'ex ministro del governo Monti, sbotta. I deputati del Carroccio abbandonano l'Aula e chiedono di sospendere l'esame della legge elettorale. Poi il presidente della Lombardia, Roberto Maroni, accusa la Corte di aver preso una «decisione tutta politica». Dunque «le regole per eleggere la Consulta vanno cambiate». Linea che trova concordi esponenti di Forza Italia. Infine arriva Salvini infuriato: «Hanno fottuto un diritto sacrosanto» alla gente. «E' una vergogna. Vaffa.... Non finisce qui. Questa Italia mi fa schifo, mi batterò per ribaltare la sentenza». E «se le vie normali non bastano, troveremo vie più fantasiose». Considerato il periodo storico, la questione si intreccia con l'elezione del nuovo Capo dello Stato perché Giuliano Amato è giudice costituzionale ma è anche tra i papabili per il Quirinale: «Bene - dice Salvini - si scordino di proporlo». Intanto la Corte non ha ancora depositato la sentenza ma è probabile che abbia bocciato il referendum poiché la consultazione popolare non è ammessa per leggi tributarie e di bilancio, e tra la tenuta dei conti dello Stato e la riforma delle pensioni c'è un nesso. Nella polemica interviene anche la Cgil che chiede di cambiare «radicalmente» la riforma. Ma del fatto che serva una «manutenzione« ne è convinto anche il presidente dell'Inps, Tiziano Treu, per il quale tuttavia la legge Fornero non è da abolire del tutto. A questo punto si forma lo strano asse Ln-Pd. Il dem Cesare Damiano, presidente della commissione Lavoro della Camera, dice con toni perentori: «Al di là della sentenza, la situazione non è più sostenibile». Ora tutti si aspettano che la riforma delle pensioni venga fatta in fretta. ©RIPRODUZIONE RISERVATA