Processo Stasi, spunta un'altra bici nera
La difesa di Alberto Stasi (nella foto) si è opposta a tutte le richieste istruttorie: i legali Angelo Giarda, Fabio Giarda e Giuseppe Colli dovranno concludere i loro interventi nella prossima udienza, fissata per lunedi 27 ottobre. Altre date sono in calendario 3, il 13, il 24 e il 27 novembre, ma è difficile che la sentenza possa arrivare entro fine novembre. Si prevede che vengano fissare ulteriori udienze. L'appello bis contro Alberto Stasi dovrebbe comunque concludersi entro Natale. Ieri in aula erano presenti come sempre i genitori di Chiara, Rita e Giuseppe Poggi, e il fratello Marco che si sono costituiti parte civile fin dal primo processo, celebrato a Vigevano nel 2009, davanti al giudice dell'udienza preliminare Stefano Vitelli. di Anna Mangiarotti wMILANO Delitto Poggi: un'altra bici nera – la terza bicicletta, nella cronistoria della vicenda – e un paio di scarpe che Alberto Stasi avrebbe comprato prima del delitto. Le novità emerse ieri, durante la settima udienza del processo contro Alberto Stasi, 31enne imputato all'appello bis per l'omicidio di Chiara. Sulla questione bici – nodale perché due vicine di casa hanno detto di aver visto un bici nera da donna davanti a villa Poggi, scena del crimine, la mattina dell'omicidio– la corte ha ammesso una memoria presentata dai legali della parte civile (i Poggi), Gianluigi Tizzoni e Francesco Compagna. Avrebbero chiesto (il processo si tiene a porte chiuse) di sentire alcune persone, a conferma della tesi che ipotizza l'inversione dei pedali fra due biciclette sequestrate agli Stasi. Vale a dire, quella nera da donna acquisita nell'aprile scorso, e quella bordeaux da uomo requisita una settimana dopo il delitto. E successivamente analizzata trovando sui pedali Dna di Chiara, la fidanzata di Alberto. Della bici nera vista in via Pascoli si è parlato da subito: per questo, la parte civile sostiene che Alberto avrebbe scambiato i pedali, pensando che sarebbe stata sequestrata subito la bici nera. Ciò che invece è stato fatto appunto solo nel corso del quarto processo (Stasi è stato assolto due volte poi la Cassazione ha annullato le sentenze) e non all'epoca dei fatti. Ieri in udienza, il procuratore generale Laura Barbaini, rappresentante dell'accusa, ha chiesto di acquisire la documentazione contabile che dimostrerebbe l'esistenza di due biciclette nere da donna, regalate da fornitori al padre di Alberto. Una nel 2004, stesso modello di quella sequestrata durante il processo in corso, e un'altra regalata nel 2005, di modello diverso ma pur sempre nera o grigia, da donna. Il pg vuole sapere dove siano finite queste biciclette, e se una di esse coincida con quella sequestrata a Stasi, ritenuta dall'accusa e dalla parte civile il possibile mezzo usato dal killer per andare a uccidere Chiara, il 13 agosto 2007. Il pg ha anche chiesto alla Corte di acquisire documentazione su un paio di scarpe che Stasi avrebbe acquistato prima del delitto, mai più trovate. Risulterebbe traccia dell'acquisto da una carta di credito, il cui uso è stato analizzato per ricostruire i movimenti di Alberto nelle settimane precedenti l'omicidio. Il pg ha poi chiesto di ascoltare in aula alcuni dei carabinieri in servizio il giorno dell'omicidio, in relazione a due piccoli graffi sull'avambraccio che Stasi aveva quando si presentò alla stazione dei carabinieri di Garlasco, riferendo di avere trovato la fidanzata morta sulle scale di casa: graffi che sono stati fotografati dai carabinieri. A questo proposito, Stasi avrebbe detto che erano stati provocati dal suo cane, la sera precedente quando lo aveva chiuso in garage perché minacciava di piovere. Il procuratore generale punterebbe a chiarire come mai queste foto non siano mai sottoposte all'attenzione della procura di Vigevano, e non ci sia mai stato quindi un approfondimento medico legale. Barbaini chiederà perché Alberto non è stato mai sentito a verbale dall'allora maresciallo Francesco Marchetto, all'epoca comandante della stazione carabinieri di Garlasco. L'ex militare, ora in pensione, è sotto procedimento a Pavia per falsa testimonianza, in relazione a un verbale di interrogatorio di Alberto. ©RIPRODUZIONE RISERVATA