Indagine riaperta dopo la condanna definitiva all’allora fidanzato Alberto Stasi, mercoledì le nuove intercettazioni di Sempio in auto e l’audizione del figlio Marco
Sandro Barberis
L’orario della morte verrebbe spostato in avanti rispetto ai 23 minuti costati la condanna a Stasi
Sandro Barberis
L’anteprima della relazione della patologa diffusa dal Tg1: «Violenta colluttazione con l’assassino»
La conclusione a cui arrivano i consulenti della famiglia della vittima che ora chiedono un’analisi super partes
Maria Fiore
Mai esaminati sul piano genetico, il consulente Redaelli: «I parenti li hanno tenuti come reliquie»
Maria Fiore
Secondo una trasmissione Rai, il Dna sulle unghie di Chiara è dell’indagato e proverebbe l’omicidio. Taccia e Cataliotti contrattaccano, mentre per l’avvocato dei Poggi «è una invenzione»
Sandro Barberis
Dopo la rinuncia di Luciano Garofano all’incarico. Le divergenze con la difesa sull’impronta 33
Maria Fiore
Garlasco, è stato scelto dopo le dimissioni del generale Luciano Garofano per «divergenze» con gli avvocati sull’impronta 33. L’ex poliziotto si è occupato anche del caso di Sara Di Pietrantonio, uccisa a 22 anni dall’ex fidanzato
Maria Fiore
Va esclusa la contaminazione, poi il confronto con il Dna di Sempio. La difesa dell’indagato: «Sempio stanco, zero riscontri di un suo ruolo nell’omicidio». La legale di Stasi: «Sorpresa» per le impronte, invito alla prudenza
Maria Fiore
Video La Procura non ha accolto la richiesta dei legali della famiglia Poggi di includere nellìincidente probatorio anche le analisi sull'impronta 33, quella sulla parete della scala ai piedi della quale fu trovato il corpo di Chiara Poggi. L'avvocato Gianluigi Tizzoni aveva presentato un'istanza alla procura per chiedere che l'incidente probatorio - nell'ambito della nuova inchiesta sull'omicidio di Garlasco - venisse esteso anche alla traccia 33 ''per vedere se c'erano le minuzie sufficienti per attribuirla ad Andrea Sempio (l'amico del fratello della vittima indagato nella nuova inchiesta, ndr). Per il perito della famiglia Poggi, Marzio Capra, "Se proprio si vuole riesaminare tutto, allora si faccia chiarezza completa, senza lasciare elementi in sospeso o rinviati ad altri momenti. Se deve essere analizzata, venga fatto nel contraddittorio e non da consulenti di parte chiusi nei propri laboratori, perché i consulenti della difesa non hanno visto ciò che altri sostengono di aver visto" E ha ribadito che la discussione dev’essere pubblica e trasparente, proprio per verificare insieme le eventuali differenze di valutazione. ''Il Codice prevede che la procura debba fare delle indagini anche nell'interesse dell'indagato. La procura di Pavia le ha estese anche nell'interesse del condannato, ma non accoglie le richieste della persona offesa" ha aggiunto uscendo dal tribunale di Pavia Tizzoni - Dicono che noi abbiamo paura della verità e si oppongono a un accertamento quando viene demandato a un giudice terzo. Noi invece alle richieste della procura non abbiamo detto di no''. L'ARTICOLO
Video Garbi
Video L'avvocato Antonio De Rensis, legale di Alberto Stasi, condannato in via definitiva per l'omicidio della fidanzata Chiara Poggi ha detto che l'inchiesta della procura di Pavia sul delitto di Garlasco rappresenta "una speranza per tutti i cittadini". "Credo che questo sia un messaggio che deve fare avere fiducia nella giustizia, comunque finisca - ha detto entrando in tribunale a Pavia per l'udienza davanti alla gip Daniela Garlaschelli per l'estensione dell'incidente probatorio alle impronte rilevate sui resti della spazzatura ritrovati nella villetta di via Pascoli - Siamo contenti che ci sia questo ulteriore approfondimento", perché '"tutto ciò che si può fare in più è meglio di ciò che si può fare in meno. Un'indagine, se ha un accertamento in più, mi rassicura rispetto a un'indagine che fa un accertamento in meno. Quando un'indagine dà molte cose per scontate, è pericolosa. Qui invece non si dà per scontato niente, si va a vedere tutto". De Rensis ha espresso soddisfazione sull'inchiesta della procura di Pavia che ha accolto le sue richieste: "è molto seria, è un'indagine a 360 gradi dove fino adesso mi sembra vengano rispettate perfettamente tutte le ritualità. Non so se si può dire la stessa cosa del passato. Certamente l'indagine di oggi nessuno può dire che non venga fatta nel rispetto di tutte le parti e con la massima attenzione alla procedura". Stesso commento da parte della collega Giada Bocellari che ha replicato all'avvocato della famiglia Poggi, Gianluigi Tizzoni, che accusa la procura di accogliere le richieste del condannato e non della famiglia della vittima a proposito dell'esclusione dall'incidente probatorio dell'analisi della traccia 33, l'impronta palmare repertata sul muro delle scale di casa Poggi in cui è il 13 agosto 2007 è stato trovato il corpo di Chiara e attribuita dagli inquirenti al nuovo indagato Andrea Sempio (sull'attribuzione non concordano le consulenze depositate dalla difesa dell'indagato e dalla parte civile). "Io credo che questa procura proceda nell'interesse della giustizia - ha spiegato Bocellari - L'esclusione dal punto di vista procedurale è assolutamente corretta, perché è un accertamento ripetibile. La differenza sostanziale tra gli accertamenti sui paracetati e la '33' è che i paracetati erano già oggetto dell'incidente probatorio sulla parte genetica, la '33' no. In fase di indagini preliminari non dobbiamo anticipare il processo e fare tutto quello che si può fare"'. Quanto invece al conferimento da parte della gip al dattiloscopista Domenico Marchigiani dell'incarico di confrontare le impronte rilevate con i fogli di acetato nel 2007 con una lunga lista di persone, che include tutti coloro che entrarono nella villetta dopo l'omicidio e chi la frequentava prima del 13 agosto, la difesa di Stasi, che già lo aveva chiesto, sottolinea che il confronto '"è a garanzia dell'indagato e credo a maggior ragione delle persone offese'". L'avvocato Bocellari invita però alla '"prudenza", ricordando che sulle impronte rilevate nella villetta non è stata rilevata la presenza di sangue. L'ARTICOLO COMPLETO
Video Garbi
Video "Parlare oggi di importanza dei reperti è inutile. Facciamo le analisi e vediamo se aggiungeranno elementi importanti, o invece se sarà confermato quanto è già emerso da una sentenza passata in giudicato". Così il generale Luciano Garofano, consulente della difesa di Andrea Sempio, entrando giovedì pomeriggio all'istituto di Medicina Legale di Pavia per assistere al ritiro dei reperti che dovranno essere analizzati nell'incidente probatorio disposto dalla Gip Daniela Garlaschelli nell'ambito delle nuove indagini sul delitto di Garlasco. Con il generale sono presenti anche l'avvocato Gianluigi Tizzoni e Marzio Capra, legale e consulente della famiglia Poggi. "Le tecniche di analisi del Dna hanno aumentato moltissimo la loro sensibilità - aggiunge Garofano -. Può darsi che alcuni risultati saranno diversi, nel senso che aggiungeranno altro rispetto a quanto è già emerso. Gran parte dei risultati saranno confirmatori rispetto al profilo della povera Chiara; magari ne usciranno altri. Ma attenzione, tutti i risultati andranno interpretati con grande cautela, perché noi potremmo evidenziare tracce di persone che hanno frequentato quell'ambiente e che non hanno nulla a che fare con l'indagine. E questo potrebbe essere proprio il caso di Andrea Sempio".
Video Garbi
Delitto di Garlasco. Una lunga memoria di Tizzoni e Compagna era stata indirizzata alla gip prima che prendesse una decisione sull’incidente probatorio
GARLASCO Con la riapertura delle indagini sul delitto di Garlasco tornano all’attenzione piste alternative alle conclusioni che hanno condotto alla condanna di Alberto Stasi. Per esempio, ci si chiede perché sia stata rintracciata la nicotina sui capelli dell...
R.C.
GARLASCO «Per chi conosce bene la vicenda processuale è impossibile avere dubbi, Alberto Stasi è l'unico responsabile dell'omicidio di Chiara Poggi». A dichiararlo al “Messaggero” è l'avvocato Francesco Compagna, legale di Marco Poggi, fratello della vittima e amico d...
Delitto di Garlasco, l’inchiesta prosegue tra reperti, alibi, perizie e nuove audizioni
Lo disse il professore Francesco De Stefano (genetista nominato dalla Corte d'Assise d'Appello di Milano nel processo bis sul delitto di Garlasco, che si chiuse con la condanna di Alberto Stasi a 16 anni) ai pm di Pavia in una deposizione nell’ambito del fascicolo Sempio poi archiviato nel 2017
s.bar.
Contestata insieme al falso per il sequestro dei motorini a due ragazzi Cade invece il reato di stalking ai danni di un altro agente del comando
Maria Fiore
/ VIGEVANO Era stato assolto dall’accusa di avere avuto un ruolo nell’omicidio, ma nel processo-bis la Corte di Assise di appello ha ribaltato tutto. Gianluca Iacullo, il 45enne di Vigevano rimasto coinvolto nell’inchiesta sulla morte di Filippo Incarbone, il ...
Maria Fiore
A quasi 8 anni dalla sentenza finale, parte delle prove dei processi sono state restituite ai Poggi
S.Bar.