'Ndrangheta, Chiriaco cita due medici in sua difesa
Carlo Chiriaco, che aveva partecipato a tutte le udienze del processo di primo grado, ha rinunciato a comparire nel processo di appello. A quanto pare le condizioni di salute dell'ex direttore sanitario dell'Asl sono peggiorate negli ultimi mesi al punto che l'imputato non sarebbe più in grado di assistere alle udienze. «Potevamo chiedere il legittimo impedimento – spiega l'avvocato difensore Oliviero Mazza –, ma abbiamo preferito rinunciare a comparire perché vogliamo che il processo si chiuda in breve tempo e si arrivi a una sentenza il prima possibile». I problemi di salute di Pino Neri, invece, non stanno rappresentando un ostacolo per la partecipazione al processo, anche se il calendario delle udienze è stato fatto tenendo conto delle necessità di cure costanti in ospedale da parte dell'imputato. di Maria Fiore wPAVIA L'obiettivo è ribaltare il verdetto di colpevolezza. E la difesa dell'ex direttore sanitario dell'Asl di Pavia, Carlo Chiriaco, condannato in primo grado a 13 anni di carcere per concorso esterno in associazione mafiosa, ci prova chiamando a testimoniare, in sua difesa, due medici pavesi nel processo di appello sull'inchiesta "Infinito" che ieri è entrato nel vivo in tribunale a Milano, nell'aula bunker di San Vittore. «Il mio cliente è stato condannato con l'accusa di avere contribuito a rafforzare la 'ndrangheta – spiega l'avvocato di Chiriaco, Oliviero Mazza, che ha presentato un appello di 170 pagine e ha chiesto una integrazione di prove, su cui la Corte si è riservata –. Tra le circostanze su cui l'accusa ha fatto leva ci sono le cure mediche fornite a Pavia al presunto affiliato Pasquale Barbaro. Ma Chiriaco non ha dato nessun contributo e le testimonianze dei medici lo dimostreranno». I medici sono il geriatra del Santa Margherita Giovanni Ricevuti e l'ematologo del San Matteo, ora in pensione, Mario Lazzarino, che secondo una stessa intercettazione di Chiriaco, del 9 dicembre 2009, avrebbero curato Barbaro. Saranno chiamati a testimoniare alle prossime udienze del processo, che dovrebbe concludersi entro la fine di marzo. Ieri è stata la volta della requisitoria del procuratore generale Laura Barbaini, che avrà bisogno di altre due udienze (sono state già fissate per il 3, 11 e 17 febbraio) per concludere. E' stata anche rinnovata la costituzione di parte civile del Comune di Pavia, rappresentato dal sindaco Alessandro Cattaneo, attraverso l'avvocato Gianluigi Tizzoni. Il Comune aveva ottenuto, in primo grado, un risarcimento di 300mila euro per il danno di immagine, ma quella disposizione è stata sospesa con l'impugnazione della sentenza da parte della difesa. Sul rinnovo della costituzione del Comune l'avvocato di Chiriaco annuncia battaglia: «Quello che contesteremo è che viene eseguita in persona del sindaco Cattaneo. Noi rigettiamo le conclusioni dell'accusa, ma se dovesse essere vero che l'organizzazione mafiosa ha condizionato le elezioni comunali del 2009, quando Cattaneo fu eletto, il sindaco di Pavia non è legittimato a chiedere nessun danno». Dal canto suo l'avvocato Tizzoni, che rappresenta il Comune, spiega che si tratta di una «costituzione immanente, cioè il Comune resta costituito fino alla fine del procedimento. D'altra parte – prosegue il legale – i giudici hanno già riconosciuto un danno di immagine al Comune di Pavia, a dimostrazione che la nostra richiesta ha un senso». Chiriaco non era in aula, ieri mattina: ha rinunciato a comparire per motivi di salute. Era invece presente l'altro imputato, l'avvocato tributarista Giuseppe Neri, condannato in primo grado a 18 anni di carcere per associazione mafiosa. Per i giudici di primo grado, che hanno accolto la tesi della procura, Neri sarebbe stato il referente dell'organizzazione in Lombardia, l'anello di congiunzione tra la casa madre calabrese e la "provincia". Conclusione che l'avvocato difensore Roberto Rallo dovrà provare a mettere in discussione. @mariafiore3 ©RIPRODUZIONE RISERVATA