il casoAlessandro Di Matteo / ROMAChiusa la fatica delle liste elettorali Enrico Letta volta pagina, archiviati i malumori e le inevitabili polemiche di chi non ha ottenuto la candidatura il segretario Pd apre ufficialmente la campagna elettorale e fa capire subito che non farà sconti ai mancati all
Alessandro Di Matteo / romaDoveva essere più facile alla Camera il passaggio di consegne per il capogruppo Pd e invece è proprio a Montecitorio che va in scenda la prima vera e propria rissa dell'era di Enrico Letta. Sarà una donna a succedere a Graziano Delrio, come aveva chiesto il segretario, ma
Alessandro Di Matteo / ROMAMissione compiuta per Enrico Letta, il segretario del Partito democratico ottiene quella "svolta rosa" che aveva chiesto anche un po' bruscamente domenica scorsa a mezzo intervista. Dopo qualche giorno di polemiche e fibrillazioni, il Partito democratico, asseconda il rica
Il capo delegazione della nave di Medici Senza Frontiere: «Lacrime di gioia a bordo». Anche la Rise Above ha ultimato lo sbarco a Reggio Calabria. Piantedosi: «Non accettiamo lezioni sul rispetto dei diritti umani»
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il casoAlessandro Di Matteo / ROMAEnrico Letta potrebbe essere in lista in Lombardia, Carlo Calenda correrà a Roma, Matteo Renzi probabilmente in più circoscrizioni, i big Pd perlopiù nelle proprie città e non ospitati nei feudi di Emilia Romagna e Toscana, salvo pochissime eccezioni. Le liste del c
il retroscenaCarlo Bertini / RomaÈ stato tutto il giorno chiuso a lavorare sul programma e sulle liste, Enrico Letta, che si prepara a un week end tutto dedicato a sciogliere entrambi i nodi in Direzione dem, con un voto unanime, così almeno spera. L'uscita di Calenda dall'orizzonte in un certo sens
Il candidato governatore presenta una squadra di sei uomini e sei donne, Elly pesca a sinistra. Nardella o Delrio possibili presidenti, Ascani capogruppo, a Speranza e Boccia un ruolo chiave
Carlo Bertini
Piantedosi ai sindacati: «Appoggerò le modifiche al decreto rave». Calderone sulle pensioni: allo studio quota 41
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il retroscenaCarlo Bertini / RomaLa «notte dei lunghi coltelli». Così è sempre stata chiamata dai tempi dell'Ulivo e, malgrado Enrico Letta abbia provato a evitarlo anche stavolta nel «suo» Pd non è andata diversamente. Al punto che Dario Stefàno, presidente della commissione Ue del Senato, esce dal
Ronzulli confermata per palazzo Madama come da pronostici. A Montecitorio il cognato di Giorgia Meloni