Il sequestro Gancia, il covo segreto, la sparatoria: cos’è successo a Cascina Spiotta
Il 4 giugno del 1975 le Brigate Rosse sequestrano l’industriale: grazie alle nuove tecnologie il procedimento si è riaperto
Il 4 giugno del 1975 le Brigate Rosse sequestrano l’industriale: grazie alle nuove tecnologie il procedimento si è riaperto
Il 5 giugno 1975 morì nel corso di uno scontro a fuoco coi carabinieri avvenuto nella cascina Spiotta d'Arzello, dov'era stato nascosto l’industriale Vittorio Vallarino Gancia, sequestrato il giorno precedente da un nucleo brigatista
Il carabiniere che ha fatto riaprire il processo agli ex brigatisti per la sparatoria di Cascina Spiotta: «Dopo 50 anni voglio giustizia. La divisa? Mamma voleva che qualcuno in famiglia la indossasse»
Notificato l’ordine di esecuzione pena dai carabinieri di Milano
Andrea SiravoTorinoA distanza di quasi mezzo secolo dai fatti, uno dei fondatori delle Brigate Rosse, Renato Curcio, è stato indagato dalla procura di Torino per uno degli episodi che insanguinarono l'Italia degli anni di piombo: la sparatoria davanti alla cascina Spiotta, nell'Alessandrino, che il 5 giugno 1975
il casoLodovico Poletto / torinoQuarantotto anni dopo c'è un nome che è qualcosa in più di una supposizione. Quarantotto anni dopo l'ex brigatista rosso Lauro Azzolini entra di nuovo nell'inchiesta sul sequestro dell'allora re dello spumante, Vittorio Vallarino Gancia. Ci torna come indagato, non pe
L’ex terrorista bloccò il traffico per agevolare il sequestro di Moro. I parenti delle vittime: «Ora deve rispondere a Dio, a noi non lo ha fatto»
cesare martinettiNel 1975 il carabiniere Giovanni D’Alfonso e la brigatista Mara Cagol morirono nella sparatoria durante la liberazione dell’imprenditore Vittorio Vallarino Gancia, sequestrato dalle Br nella campagna alessandrina. Il caso è riaperto
Il vicedirettore di La Stampa fu vittima di un agguato da parte delle Brigate Rosse nella sua casa di corso Re Umberto. Morì 13 giorni dopo, il 29 novembre del 1977
Nicolò GuelfiPAVIA Negli anni Cinquanta a Pavia non si andava a mangiare la pizza. Poi, intorno al 1955, Generoso Mandara, arrivò da Tramonti, Comune montano della Costiera Amalfitana che oggi conta sì e no 3 mila abitanti e ha sfornato, dagli anni ’50 a oggi, 3 mila pizzaioli professionisti sparsi per
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