Metropolis - A bordo della Geobarents bloccata a Genova: "I libici minacciavano di sparare. Ma il governo punisce noi che salviamo vite"

Video È bloccata a Genova per sessanta giorni, la nave di ricerca e soccorso di Medici senza frontiere: da quando, lunedì 23 settembre, ha portato in salvo 206 migranti sbarcando nel porto più lontano di tutti. Le autorità italiane – secondo il nuovo corso del ministro Matteo Piantedosi – ha imposto infatti un blocco amministrativo alla Geobarents per non aver obbedito agli ordini della Guardia costiera libica: ma gli operatori di Msf mostrano a Repubblica i video dove si sentono le autorità libiche intimare alla nave della ong di fermarsi, minacciando addirittura di sparare. “Eravamo in zona Sar libica, in acque internazionali, a sud di Lampedusa – racconta Fulvia Conte, coordinatrice ricerca e soccorso di Medici senza Frontiere – autorizzati dalle autorità italiane stavamo procedendo verso un secondo barchino in difficoltà, quando a soccorso quasi finito una imbarcazione della Guardia costiera libica, peraltro donata dall’Italia, ha iniziato a compiere manovre abbastanza aggressive. Non è la prima volta: a volte sparano in aria o in acqua, e sono ancora più violenti verso le barche con migranti a bordo. Questa ennesima misura punitiva ci impedisce di salvare vite in mare: è la venticinquesima volta che le autorità italiane puniscono le navi delle ong. Mentre in mare sempre più barchini spariscono nel silenzio”. Di Erica Manna

Anniversario Patti lateranensi, l'arrivo di Giorgia Meloni all'ambasciata italiana in Santa Sede

Video La presidente del Consiglio Giorgia Meloni è arrivata a Palazzo Borromeo, sede dell'ambasciata d'Italia presso la Santa Sede, per la cerimonia in occasione del 96esimo anniversario dei Patti lateranensi e il 41esimo anniversario dell'accordo di modifica del Concordato. Presenti anche il vicepremier Antonio Tajani, il ministro dell'Interno Matteo PIantedosi, il sottosegretario Alfredo Mantovano, il ministro Giancarlo Giorgetti e la ministra Eugenia Roccella. A guidare la delegazione vaticana il segretario di Stato Pietro Parolin