Napoli, immerso un "tesoro" sul fondale al largo di Castel dell'Ovo: 450 bottiglie di limoncello

Video La motonave "Donn'Anna" e un gruppo di sub immergono la cassa con 450 bottiglie sul fondale a largo di Castel dell'Ovo, a Napoli:  "È il primo progetto scientifico al mondo per studiare gli effetti della conservazione in mare del limoncello", spiega Andrea Petrone, amministratore dell'Antica Distilleria Petrone, che negli anni scorsi ha già realizzato due prove con un altro liquore, l'Elixir Falernum. La ricerca, in collaborazione con l'università di Napoli "Federico II", ha un risvolto sociale e formativo: grazie a "Mare Nostrum" di Archeo Club d'Italia, i detenuti del carcere minorile di Nisida sono coinvolti come operatori subacquei. LEGGI L'ARTICOLO

Metropolis - A bordo della Geobarents bloccata a Genova: "I libici minacciavano di sparare. Ma il governo punisce noi che salviamo vite"

Video È bloccata a Genova per sessanta giorni, la nave di ricerca e soccorso di Medici senza frontiere: da quando, lunedì 23 settembre, ha portato in salvo 206 migranti sbarcando nel porto più lontano di tutti. Le autorità italiane – secondo il nuovo corso del ministro Matteo Piantedosi – ha imposto infatti un blocco amministrativo alla Geobarents per non aver obbedito agli ordini della Guardia costiera libica: ma gli operatori di Msf mostrano a Repubblica i video dove si sentono le autorità libiche intimare alla nave della ong di fermarsi, minacciando addirittura di sparare. “Eravamo in zona Sar libica, in acque internazionali, a sud di Lampedusa – racconta Fulvia Conte, coordinatrice ricerca e soccorso di Medici senza Frontiere – autorizzati dalle autorità italiane stavamo procedendo verso un secondo barchino in difficoltà, quando a soccorso quasi finito una imbarcazione della Guardia costiera libica, peraltro donata dall’Italia, ha iniziato a compiere manovre abbastanza aggressive. Non è la prima volta: a volte sparano in aria o in acqua, e sono ancora più violenti verso le barche con migranti a bordo. Questa ennesima misura punitiva ci impedisce di salvare vite in mare: è la venticinquesima volta che le autorità italiane puniscono le navi delle ong. Mentre in mare sempre più barchini spariscono nel silenzio”. Di Erica Manna