di VITTORIO EMILIANI Questo abbattutosi sulla capitale è uno tsunami dalle proporzioni anche politiche imprevedibili. Giorni fa il procuratore capo di Roma, Giuseppe Pignatone, l’aveva anticipato avvertendo che la malavita ora usa soprattutto l’arma della corruzione entrando direttamente n
Due ragazze svanite nel nulla a distanza di 40 giorni l’una dall’altra, ma non solo
grazia longo
È la sentenza, letta dal presidente del Tribunale Pignatone, del processo sulla gestione dei fondi della Santa Sede e la compravendita del palazzo di Londra. Gli avvocati del porporato: «Facciamo appello»
domenico agasso
Per l’ex boss della banda Antonio Mancini: “È ancora attiva e pericolosa” ma il procuratore nazionale antimafia risponde: “È finita e non ha eredi”
Gianluigi Nuzzi
«Credo che Emanuela sia entrata, con l'ingenuità dei suoi 15 anni, in un gioco troppo più grande di lei. Ritengo che sia stata sequestrata a fini di ricatto e poi riconsegnata da Renato De Pedis a qualcuno inviato dal Vaticano. Temo che, successivamente, sia morta». L'allora procuratore aggiunto di
PAVIALui, che era sempre in prima fila ad ascoltare, se non sul palco per discutere di mafia e legalità insieme a magistrati e studiosi, l'altra sera non c'era. Al Collegio Santa Caterina i magistrati Giuseppe Pignatone e Michele Prestipino hanno parlato della legge Rognoni-La Torre, di cui quest'an
Solo Carminati, il «nero» del gruppo, è rimasto nell’ambiente criminale restando coinvolto in “Mafia capitale”
Gianluigi Nuzzi
«Non è accettabile, da un punto di vista sociale e civile prima ancora che giuridico, che una persona muoia non per cause naturali mentre è affidata alla responsabilità degli organi dello stato».Queste parole del procuratore della Repubblica di Roma Giuseppe Pignatone sono quelle che meglio descrivo
Il segretario di Benedetto XVI: «Mi fu garantito che fu fatto quanto possibile per aiutare i familiari»
GIACOMO GALEAZZI
Francesco GrignettiROMA: Ora sappiamo la verità sul martirio di Giulio Regeni. I mesi di preparazione del sequestro. La settimana delle sevizie. Poi i depistaggi, addirittura quattro. E c'è una chiara responsabilità: la National Security, feroce polizia segreta di cui gli egiziani hanno il terrore.