il casoNiccolò Carratelli / ROMAUna struttura e una prospettiva. Questo serve ora a Luigi Di Maio, che ieri ha riunito per la prima volta i suoi 60 parlamentari in assemblea, nella storica Sala della Lupa di Montecitorio, dove fu proclamato il risultato del referendum del 1946 per scegliere tra mona
IL CASOFrancesco Grignetti / ROMAE alla fine, al quindicesimo giorno di emergenza, è il presidente del Consiglio a finire sotto processo. Non solo perché la guida di Palazzo Chigi negli ultimi giorni è sembrata tentennare, ma perché l'ultima esternazione via social ha gettato il Paese in confusione.
Francesco Grignetti / ROMAEd ecco il famoso «tavolo». Il taumaturgico luogo della discussione politica. Imponente anche solo a vederlo, l'enorme tavolo rettangolare nella Sala della Lupa di Montecitorio. Capigruppo di maggioranza e tecnici di partito, sono stati convocati tutti da Roberto Fico per f
RomaSì, nel Pd ora c'è chi apre a un governo Draghi. Al riparo da telecamere e cronisti, per tutto il giorno va in onda una «call» parallela, dove si discute della «ciccia», ovvero delle poltrone e degli assetti del futuro governo. Una call con tre protagonisti e uno nel doppio ruolo di attore e reg
Alessandro Di Matteo / ROMADopo il voto per il Quirinale anche i referendum sparigliano gli schieramenti, le decisioni della Corte costituzionale provocano reazioni in ordine sparso dei partiti e, questa volta, fanno sorridere soprattutto Matteo Salvini. Il leader della Lega è in assoluto il più con
il personaggioAmedeo La Mattina / roma«Il re è nudo», dice a un certo punto della conferenza stampa nella saletta dei gruppi alla Camera. Matteo Renzi non chiede a microfoni accesi le dimissioni di Giuseppe Conte, ma è il messaggio è chiaro: il premier deve fare un passaggio al Quirinale e rimettere
il casoFrancesco Moscatelli /MILANOCi saranno ben tre ministre uscenti del governo Draghi, ma non ci saranno quegli «innesti civici» che avrebbero dovuto qualificare sui territori il progetto del Terzo Polo. Dopo l'ex sindaco di Milano Gabriele Albertini la creatura centrista di Carlo Calenda e Matt
il retroscenaCarlo BertiniTanto per capire che aria tira tra fratelli coltelli, nessuno degli ex renziani, tranne uno, Andrea Marcucci, ieri si è alzato in difesa dell'ex segretario del partito. E questo gelo non ha rinsaldato i rapporti con Zingaretti e compagni. Che fanno notare come il Pd non apr
il retroscenaCarlo Bertini / roma«Ora Calenda è finito nelle fauci di Renzi. Auguri», se la ridono i big del Pd in Transatlantico. Dopo qualche «scaramuccia», come la definiscono gli sherpa usando un eufemismo, i due - Matteo Renzi e Carlo Calenda - hanno preso in mano la trattativa e si parlano (le
ROMASul Recovery fund, come l'altro ieri col Mes e la richiesta dei 5S di mettere nero su bianco il no ai fondi per la sanità, i renziani si mettono di traverso. Ma non solo loro. La soluzione «a piramide» di Conte e che sembrava convincere larga parte del Pd e quanti temevano l'uomo solo al comand