l'intervistaStefano Semeraro / parigiTim Henman è Wimbledon. Quattro semifinali, una collina - Henman Hill - che porta il suo nome nel Club. Ex numero 4 del mondo, oggi ha un posto nel mitico Committee, domani lo aspetta un ruolo da direttore del più famoso torneo di tennis al mondo. Tim, da erbivor
il personaggioStefano Semeraro / londraCon addosso una felpa candida, e ben calcato in testa il nuovo cappelletto da Santo Pescatore, Carlos Alcaraz, l'uomo nuovo del tennis mondiale, consegna alla storia la carriera di Jerome Chardy e apre una porticina sui suoi sogni nemmeno troppo proibiti. «Dopo
MILANO«Ci mancano sette punti per fare qualcosa di straordinario»: solo tre sfide, tre verdetti che possono portare il Milan in Paradiso o all'Inferno. E Stefano Pioli, alla vigilia della sfida contro il Verona, fissa l'obiettivo per i suoi ragazzi. Sette punti, due vittorie ed un pareggio ora che a
Nella decima finale a Wimbledon domani alle 14,30 Novak Djokovic affronta Carlos Alcaraz: in palio l'ottavo centro del serbo (il quinto consecutivo) che pareggerebbe il record di Federer e raggiungerebbe Margaret Court a 24 Slam, e il n.1 del mondo, oggi dello spagnolo. Ă la terza sfida fra Djokovi
l'intervistaStefano Semeraro / torinoC'è del ganzo, in Danimarca. Sotto forma di Holger Rune, anni 19, numero 10 del mondo decisivamente in progress. Il nuovo che avanza senza paura nel tennis, a braccetto della certezza Alcaraz e delle grandi promesse di Sinner. Nel 2022 era partito da numero 103 d
Stefano Semeraro / LONDRAÈ stato un Lungo Addio durato in realtà tre anni, dopo quella finale lasciata a Djokovic sul Centre Court di Wimbledon, e nella sala conferenze grigio antracite della Laver Cup l'atmosfera era un filo funebre - facce serie, domande compite, il rito civile e un po' imbalsamat
il casoromaNel giorno in cui il tennis mondiale incorona Carlos Alcaraz, a fare rumore agli Internazionali è proprio l'assenza dello spagnolo. La decisione è arrivata dopo la vittoria di Madrid, ma sono tantissimi i tifosi delusi al Foro Italico di non vedere quello che per Novak Djokovic «è il migl