Adesso la chiamano "costruzione dal basso". Ovvero, la costruzione del gioco deve partire dal portiere, che la passa ai difensori, che la passano spesso (ancora) al portiere, ecc.. Una volta chi provava a "costruire dal basso" era semplicemente definito uno "scemo". E il primo "scemo" della storia è
Le squadre scendono in campo. Nel silenzio assoluto il capo tifoso prende un megafono e urla solo tre parole: "Onorevole Giacomino, salute". Poi si gioca. Giacomino è Giacomo Bulgarelli, nato a Portonovo di Medicina (Bologna) nel 1940 e morto di tumore nel 2009. Rivera era del Milan, Mazzola dell'In
Pieris, fino alla prima guerra mondiale, era sotto l'impero austro-ungarico e così suo nonno, Eduard Kapellò, ai primi del '900, si era trasferito proprio in Ungheria per cercare fortuna. Non l'aveva trovata e nel 1915, proprio durante la Grande Guerra, era rientrato al paese. E proprio nel 1915 nas
il ricordoStefano Scacchi«Milanesissimo, ma di ceppo toscano». Così si definiva Sergio "Bobo" Gori, uno degli eroi dello scudetto del Cagliari del 1970, la spalla d'attacco più affidabile di Gigi Riva. Se ne è andato a 77 anni in una clinica di Sesto San Giovanni, dove era ricoverato da due settiman
Un momento simile? Senza auto in giro? Nel dicembre 1973. C'è la Guerra del Golfo, chiudono il canale di Suez, il petrolio schizza da 3 a 12 dollari il barile. Il governo corre ai ripari: austerity. La domenica si va a piedi, niente auto. I programmi tv chiudono alle 22, così come i bar. Si va a let
Aveva i piedi piatti e fumava come un turco. Due difetti non proprio da fuoriclasse. Eppure... A causa dei piedi piatti ha evitato il militare mentre il fumo lo ha accompagnato lungo la sua breve vita. E' stato l'artefice del calcio totale, l'hanno chiamato "il profeta del gol", o anche "il Pelè bia
Ha inventato termini ancora in uso nel linguaggio sportivo. E soprannomi per decine di calciatori (a volte apprezzati, a volte no). E' stato, dal dopoguerra alla morte, il più grande (e imitato) giornalista sportivo italiano. Gianni Brera nasce nel 1919 a San Zenone Po e il grande fiume, i suoi bosc
Il viaggio a Roma si rivelò infruttuoso. Lo scopo era quello di convincere Palmiro Togliatti, segretario del Partito comunista italiano, a telefonare al suo collega ungherese, perché intervenisse sul governo e la Federcalcio di quel Paese, per togliere la squalifica a un giocatore. Percorso complica
Fra Juventus e Inter la battaglia non finisce mai. Poi, due volte all'anno, le squadre si incontrano (anche) sul campo. Ma vediamo da dove tutto è cominciato.E' il 16 aprile 1961. I nerazzurri vanno a giocare a Torino. Le tribune non bastano a contenere tutti gli spettatori. Cadono le reti di protez
Poteva diventare un grande centravanti. Aveva dribbling, scatto, velocità, senso del gol. E finché è rimasto al Barcellona, ha segnato 114 gol in 216 partite. Poi, con i soldi ricavati dalla vendita di Angelillo, Moratti ha mandato in Spagna il suo manager, Italo Allodi, con un assegno da 300 milion