Niccolò Carratelli / ROMALa collocazione internazionale dell'Italia e i diritti, a cominciare da quello all'aborto. Su questo Enrico Letta, Giuseppe Conte e Carlo Calenda sarebbero anche in condizione di fare un'opposizione dura e unitaria al governo che verrà. Ad alzare «un muro», per dirla con il
il casoUski Audino / BerlinoNell'ultimo scorcio di campagna elettorale il segretario del Pd Enrico Letta vola a Berlino per ricordare che è nel cuore dell'Europa che si trovano soluzioni comuni a problemi condivisi dai cittadini europei. Il caro energia non si combatte solo con misure nazionali. «Ab
romaA meno di cento ore dall'avvio della discussione in Senato, il 13 luglio in aula, lo scontro sul disegno di legge Zan si sposta a sinistra. Ad alimentarlo è un gruppetto di senatori del Pd, più vicini ai renziani: preoccupati per le poche chance di approvazione della legge - a rischio senza i vo
Reggio Emilia«Dobbiamo toglierci la timidezza di chiedere il voto a chi è lontano da noi», predica il segretario del Pd Enrico Letta dal palco della Festa dell'Unità di Reggio Emilia. In prima fila ad ascoltarlo gli ex ministri Paola De Micheli e Graziano Delrio, l'ex segretario del Ppe Pierluigi Ca
A centosessant'anni dal capolavoro politico di Cavour, ecco risuonare ancora una volta nelle aule del Parlamento l'aulica formula di "Libera Chiesa in libero Stato". Addirittura un secolo e mezzo dopo quell'orma laica impressa nell'atto di nascita dell'Italia unita. Evidentemente il Tevere non è poi
il retroscenaAlessandro Barbera / ROMANel 1985 Mikhail Gorbaciov diventava segretario generale del Partico comunista sovietico. Lo stipendio di un'operaio valeva più o meno 600mila lire al mese, un giornale costava 650 lire, un caffé al bar 400, l'inflazione correva all'8,8%. L'aggiornamento mensile
E ci siamo: mancano esattamente 25 giorni agli esami di riparazione della politica. Il giorno del voto in cui il giudizio degli italiani farà sentire la sua voce dopo quattro anni e mezzo in cui si sono succeduti tre differenti governi -impronosticabili- che hanno dovuto guidare il Paese attraverso
Il più critico è Giuseppe Conte: «Draghi ha retto il paese in una situazione complicata», a partire dalla sfida «della campagna vaccinale» ma «sulla transizione ecologica avremmo voluto una spinta molto più forte (ma dimentica le domande quadruplicate di installazione di impianti fotovoltaici, ndr).
Sei giorni esatti, di qui alla prima votazione per il Quirinale. Ancora non si inizia e siamo già al 27 gennaio, giorno della quarta votazione su Silvio Berlusconi, praticamente nel ventottesimo anniversario della sua discesa in campo: «L'Italia è il Paese che amo», era il 26 gennaio del '94 quando
Carlo Bertini / RomaNon se ne tornerà a Parigi anche in caso di sconfitta, Enrico Letta. È fiducioso piuttosto in una rimonta sul filo di lana, le sonde dem piazzate in giro per l'Italia mandano segnali confortanti: Salvini crolla al sud, una ventina di collegi al Senato potrebbero fare la differenz