25 aprile, l'appello dell'Anpi Milano: "Bandiere palestinesi e brigata ebraica? Sia un corteo pacifico e unitario"

Video "Abbiamo fatto incontri con comunità ebraica, palestinese e associazioni. L'intento è una manifestazione unitaria e pacifica, senza polemiche". Primo Minelli, presidente dell'Anpi di Milano, si appella a tutti coloro che scenderanno in piazza per la festa della Liberazione affinché il corteo non registri episodi controversi. Ma non sarà facile e Minelli lo sa: "Ci sarà probabilmente qualche fischio alla Brigata ebraica ma - spiega - fatto salvo il diritto di informazione a dare queste notizie, chiediamo alla stampa di non costruirci troppo sopra. Il gesto inconsulto di 30 persone non può sporcare una manifestazione di 70.000". Minelli, che afferma come Anpi sia "contenta" della partecipazione della Brigata ebraica e prenda "positivamente" lo striscione "Ora e sempre la democrazia si difende" che quest'ultima porterà, rivendica anche lo slogan della manifestazione dell'Anpi "Cessate il fuoco ovunque": "Mi pare curioso che sia oggetto di una discussione polemica perché - conclude - lo dicono tutti, dal Papa all'Onu, non può dirlo il comitato antifascista di Milano?".Di Andrea Lattanzi

Milano, commemorazione dell' eccidio di partigiani a Piazzale Loreto

Video Si è svolta a Milano la cerimonia istituzionale in memoria dei Martiri di Piazzale Loreto, i 15 partigiani vittime dell'eccidio nazifascista del 10 agosto 1944: a loro è stato ora intitolato Largo 15 Martiri di piazzale Loreto. Presente la vicesindaca di Milano Anna Scavuzzo e Primo Minelli, presidente ANPI Milano, che lancia un allarme: «Di fronte a richiami alla Decima Mas o a chi dice 'me ne frego' c'è un silenzio assordante da parte delle istituzioni. L'unico è il Presidente Mattarella, lunga vita a lui». Cosa si ricorda il 10 agosto? Alle prime ore dell’alba del 10 agosto 1944, quindici milanesi arrestati per motivi politici dal regime nazifasista furono prelevati dal carcere di San Vittore. Furono fatti scendere nel cortile del carcere, diedero loro una tuta, facendo credere che fossero destinati al lavoro in Germania. Infatti sul registro di San Vittore fu annotato a fianco ai loro nomi: “trasferiti per Bergamo”. Stipati su un autocarro, furono condotti in piazzale Loreto, e qui fucilati da un plotone di esecuzione composto da militi fascisti della Legione Ettore Muti, agli ordini di Theodor Saevecke, capitano delle SS. Per ordine dei nazisti, le salme vennero lasciate esposte fino al tardo pomeriggio sotto il sole per impaurire la popolazione e togliere appoggi alla Resistenza. Si trattava di quindici persone scelte a caso, accomunate dal desiderio di liberare la propria Patria dalla dittatura fascista e nazista, e per questa ragione in carcere. Questi i loro nomi: Gian Antonio Bravin 36 anni, gappista; Giulio Casiraghi 45 anni, comunista; Renzo Del Riccio 21 anni, socialista; Andrea Esposito 46 anni, comunista; Domenico Fiorani 31 anni, socialista; Umberto Fogagnolo 33 anni, azionista; Tullio Galimberti 22 anni, gappista; Vittorio Gasparini 21 anni, antifascista; Emidio Mastrodomenico 22 anni, gappista; Angelo Poletti 32 anni, antifascista; Salvatore Principato 52 anni, socialista; Andrea Ragni 23 anni, antifascista; Eraldo Soncini 43 anni, socialista; Libero Temolo 39 anni, comunista; Vitale Vertemati 26 anni, antifascista.  Durante la cerimonia sono state ascoltate le testimonianze dei discendenti di alcuni martitri di piazzale Lreto: Sergio Fogagnolo, figlio dell’ingegnere Umberto Fogagnolo a nome dell’Associazione “Le radici della pace. I quindici”,  Massimo Castoldi, nipote del maestro Salvatore Principato e Dania Temolo nipote di Libero Temolo, martire di Piazzale Loreto.